Il duca di Urbino accampa scuse preventive con la viceregina di Napoli
Date Issued
October 13, 1600
Coverage Temporal
XVII sec.
Author(s)
Content
1600, 13 ottobre
Commento
Il duca di Urbino in Casteldurante scrive alla sorella Isabella della Rovere, principessa di Bisignano, in riferimento al quadro di Barocci che tramite lei era stato richiesto dalla viceregina di Napoli Catalina de Zuñiga y Sandoval (Gronau [1936] 2011, p. 206, n. CCXCVI) (vedi 1600, 29 settembre). Francesco Maria ribadisce ancora una volta la difficoltà di ottenere opere ex novo di mano di Barocci, nonché di reperirne sul territorio o nelle mani di privati, che qualora ne posseggano non sono disposti a separarsene.
Nonostante i dinieghi di Francesco Maria, un’opera di Barocci è documentata nell’inventario dei beni di Catalina de Zuñiga y Sandoval (vedi 1628, 29 febbraio). La frase tra parentesi uncinate è cancellata con un frego di penna. [Barbara Agosti, Camilla Colzani]
Trascrizione
«Ho veduto quello che Vostra Eccellenza mi scrive intorno al desiderio c'ha la viceregina d'haver da me un quadro del Barroccio, e come da una parte desidero infinitamente di poter servire quella signora alla quale tanto devo per ogni rispetto, così mi dispiace c'habbia voluto pigliar occasione di favorirmi in materia che porta seco le difficoltà che sono note a Vostra Eccellenza, le quali con l'età e poca salute di quest'huomo son ite crescendo di maniera, ch'io diffido quasi di poter cavare opera alcuna da lui, il quale, quando ben la facesse, non sarebbe per condurla a fine se non con lunghissimo tempo e però havendo inteso che ve n'è una in mano di persona che la tiene sopramodo cara, ho pensato di fare ogni sforzo per haverla, non so però se mi riescirà il pensiero, basta che da me non restarà di farci ogn'opera possibile con trapagarla di bonissima voglia, il che dico acciò Vostra Eccellenza sia certa che più della medesima viceregina desidero di far quanto mi scrive, sarà però bene non dir di questo altro, essendo che facilmente il conto può venirmi fallito. Attenderò dunque a questo senza risparmiare fatica né altro, e fra tanto assicurisi Vostra Eccellenza che sì com’io sarò per dolermi della mia disgratia se non mi succede di poterla servire, così sarò per riportare a buona fortuna mia di poter corrisponder all’opinione che detta signora ha mostrato havere nell’affettione et osservanza che professo verso lei [...]».
Commento
Il duca di Urbino in Casteldurante scrive alla sorella Isabella della Rovere, principessa di Bisignano, in riferimento al quadro di Barocci che tramite lei era stato richiesto dalla viceregina di Napoli Catalina de Zuñiga y Sandoval (Gronau [1936] 2011, p. 206, n. CCXCVI) (vedi 1600, 29 settembre). Francesco Maria ribadisce ancora una volta la difficoltà di ottenere opere ex novo di mano di Barocci, nonché di reperirne sul territorio o nelle mani di privati, che qualora ne posseggano non sono disposti a separarsene.
Nonostante i dinieghi di Francesco Maria, un’opera di Barocci è documentata nell’inventario dei beni di Catalina de Zuñiga y Sandoval (vedi 1628, 29 febbraio). La frase tra parentesi uncinate è cancellata con un frego di penna. [Barbara Agosti, Camilla Colzani]
Trascrizione
«Ho veduto quello che Vostra Eccellenza mi scrive intorno al desiderio c'ha la viceregina d'haver da me un quadro del Barroccio, e come da una parte desidero infinitamente di poter servire quella signora alla quale tanto devo per ogni rispetto, così mi dispiace c'habbia voluto pigliar occasione di favorirmi in materia che porta seco le difficoltà che sono note a Vostra Eccellenza, le quali con l'età e poca salute di quest'huomo son ite crescendo di maniera, ch'io diffido quasi di poter cavare opera alcuna da lui, il quale, quando ben la facesse, non sarebbe per condurla a fine se non con lunghissimo tempo e però havendo inteso che ve n'è una in mano di persona che la tiene sopramodo cara, ho pensato di fare ogni sforzo per haverla, non so però se mi riescirà il pensiero, basta che da me non restarà di farci ogn'opera possibile con trapagarla di bonissima voglia, il che dico acciò Vostra Eccellenza sia certa che più della medesima viceregina desidero di far quanto mi scrive, sarà però bene non dir di questo altro, essendo che facilmente il conto può venirmi fallito. Attenderò dunque a questo senza risparmiare fatica né altro, e fra tanto assicurisi Vostra Eccellenza che sì com’io sarò per dolermi della mia disgratia se non mi succede di poterla servire, così sarò per riportare a buona fortuna mia di poter corrisponder all’opinione che detta signora ha mostrato havere nell’affettione et osservanza che professo verso lei [...]».
Archivist's Notes
Coll. ASF, Urbino, Classe I, Filza 298, f. 654r-v
Bibl. G. Gronau, Documenti artistici urbinati [Firenze 1936], Urbino 2011
Bibl. G. Gronau, Documenti artistici urbinati [Firenze 1936], Urbino 2011
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Francesco Maria II della Rovere
Isabella della Rovere
Catalina de Zuñiga y Sandoval viceregina di Napoli
Project

