Il duca di Urbino torna a giustificare Barocci con Giovanni Andrea Doria
Date Issued
March 11, 1597
Coverage Temporal
XVI sec.
Author(s)
Content
1597, 11 aprile
Commento
Il duca di Urbino scrive da Pesaro al principe Giovanni Andrea Doria scusando Barocci dell’impossibilità di eseguire un dipinto per lui e dichiarandosi a sua volta privo di opere del maestro (Pollak 1913, p. 4, che segnalava la missiva nella versione di Roma, Arch. Doria-Pamphily, Scaff. 79, n. 58, int. 5 A. Genova, Lettere a Gio. And.a Doria 1°); si trascrive qui la minuta della lettera. Sull’argomento vedi 1597, 28 marzo; 1597, 2 aprile. Il duca ribadisce inoltre la sua scarsa fiducia negli altri pittori disponibili sul territorio del ducato. [Barbara Agosti, Maria Luna Vizzini]
Trascrizione
«Al Principe Doria. Dalla lettera di Vostra Eccellenza delli 28 del mese passato ho inteso il suo desiderio d'esser provista di qua d'un quadro di devotione, intorno a che io sarei pronto a servirla, come in ogni altra cosa, che per me si possa; ma quanto all'opere del Barocci, Vostra Eccellenza sappia, che oltre che per la sua poca sanità, pochissimo lavora, io medesimo non posso mai cavarli cos'alcuna di mano, che non sia fatta per altri a posta da mandarsi via subito. D'altre mani poi, l'opere delle quali siano degne di venire in quelle di Vostra Eccellenza, oltra l'esserne io afatto sprovisto, haverei tanta maggior difficoltà di trovarne in questi paesi, quanto, che da lei non mi si scrive di che grandezza, et qualità la desideri. Restandomi dunque col mio solito desiderio di servirla sempre in quel più, che per me si possa […]».
Commento
Il duca di Urbino scrive da Pesaro al principe Giovanni Andrea Doria scusando Barocci dell’impossibilità di eseguire un dipinto per lui e dichiarandosi a sua volta privo di opere del maestro (Pollak 1913, p. 4, che segnalava la missiva nella versione di Roma, Arch. Doria-Pamphily, Scaff. 79, n. 58, int. 5 A. Genova, Lettere a Gio. And.a Doria 1°); si trascrive qui la minuta della lettera. Sull’argomento vedi 1597, 28 marzo; 1597, 2 aprile. Il duca ribadisce inoltre la sua scarsa fiducia negli altri pittori disponibili sul territorio del ducato. [Barbara Agosti, Maria Luna Vizzini]
Trascrizione
«Al Principe Doria. Dalla lettera di Vostra Eccellenza delli 28 del mese passato ho inteso il suo desiderio d'esser provista di qua d'un quadro di devotione, intorno a che io sarei pronto a servirla, come in ogni altra cosa, che per me si possa; ma quanto all'opere del Barocci, Vostra Eccellenza sappia, che oltre che per la sua poca sanità, pochissimo lavora, io medesimo non posso mai cavarli cos'alcuna di mano, che non sia fatta per altri a posta da mandarsi via subito. D'altre mani poi, l'opere delle quali siano degne di venire in quelle di Vostra Eccellenza, oltra l'esserne io afatto sprovisto, haverei tanta maggior difficoltà di trovarne in questi paesi, quanto, che da lei non mi si scrive di che grandezza, et qualità la desideri. Restandomi dunque col mio solito desiderio di servirla sempre in quel più, che per me si possa […]».
Archivist's Notes
Coll. ASF, Urbino, Classe I, filza 295, ff. 355r-v
Bibl. O. Pollak, Italienische Künstlerbriefe aus der Barockzeit, in "Jahrbuch der Königlich Preuszischen Kunstammlungen", XXIV, 4, 1913, pp. 1- 77.
Bibl. O. Pollak, Italienische Künstlerbriefe aus der Barockzeit, in "Jahrbuch der Königlich Preuszischen Kunstammlungen", XXIV, 4, 1913, pp. 1- 77.
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Francesco Maria della Rovere
Giovanni Andrea Doria
Project

