Filippo Bellini aspira alla commissione degli affreschi per la volta della cappella del Sacramento
Date Issued
September 4, 1594
Coverage Temporal
XVI sec.
Author(s)
Content
1594, 4 settembre
Commento
Filippo Bellini scrive al duca di Urbino (Gronau [1936] 2011, p. 170, n. CCXXV); essendo ignaro del fatto che la commissione degli affreschi della volta della cappella del Sacramento nel duomo urbinate fosse stata già affidata ad Antonio Viviani (vedi 1590, 18 maggio; 1593, 4 dicembre), egli torna a offrire la propria disponibilità per tale incarico. [Barbara Agosti, Maria Luna Vizzini]
Trascrizione
«Intendo, che per aggiungere al infinito numero delle sue imprese nobili, et singolari il compimento dela capella del Santissimo Sacramento dela sua amata città d'Urbino, mia patria, hora ch' l valorisissimo [sic] signore Baroccio attende a i quadri a olio, Sua Altezza Serenissima procura locare l'altra pittura a fresco, io come ansioso et zelatore dela piena satisfatione del mio signore et de la grandezza dela nobilissima patria, forse passarò i termini della modestia in dirle in ciò, che mia opinione sarebbe, che dette opere si locassero a chi è più esperto nela professione de la pittura, et che per far saggio di ciò, ciascuno che concorra a tal opera facesse una istoria, et se le paresse che la debolezza del ingegno mio le potesse in questa occasione dar qualche caparra dela devotione che et a lei, et ala patria mia io porto, con il mio essercitio, resti servita d'accennarmi ch'io lasciarò ogn'altra impresa per servire, a chi io devo esibire la vita istessa, et a giuditio del sopradetto signore Baroccio chi meglio si portasse, colui sortisse l'impresa et fosse degno di servire al suo signore con quella satisfatione che la grandezza sua ricerca […]».
Commento
Filippo Bellini scrive al duca di Urbino (Gronau [1936] 2011, p. 170, n. CCXXV); essendo ignaro del fatto che la commissione degli affreschi della volta della cappella del Sacramento nel duomo urbinate fosse stata già affidata ad Antonio Viviani (vedi 1590, 18 maggio; 1593, 4 dicembre), egli torna a offrire la propria disponibilità per tale incarico. [Barbara Agosti, Maria Luna Vizzini]
Trascrizione
«Intendo, che per aggiungere al infinito numero delle sue imprese nobili, et singolari il compimento dela capella del Santissimo Sacramento dela sua amata città d'Urbino, mia patria, hora ch' l valorisissimo [sic] signore Baroccio attende a i quadri a olio, Sua Altezza Serenissima procura locare l'altra pittura a fresco, io come ansioso et zelatore dela piena satisfatione del mio signore et de la grandezza dela nobilissima patria, forse passarò i termini della modestia in dirle in ciò, che mia opinione sarebbe, che dette opere si locassero a chi è più esperto nela professione de la pittura, et che per far saggio di ciò, ciascuno che concorra a tal opera facesse una istoria, et se le paresse che la debolezza del ingegno mio le potesse in questa occasione dar qualche caparra dela devotione che et a lei, et ala patria mia io porto, con il mio essercitio, resti servita d'accennarmi ch'io lasciarò ogn'altra impresa per servire, a chi io devo esibire la vita istessa, et a giuditio del sopradetto signore Baroccio chi meglio si portasse, colui sortisse l'impresa et fosse degno di servire al suo signore con quella satisfatione che la grandezza sua ricerca […]».
Archivist's Notes
Coll. ASF, Urbino, Classe I, Filza 178, f. 884r
Bibl. G. Gronau, Documenti artistici urbinati [Firenze 1936], Urbino 2011
Bibl. G. Gronau, Documenti artistici urbinati [Firenze 1936], Urbino 2011
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Parole chiave: Filippo Bellinio
Francesco Maria II della Rovere
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