Non si fermano le insistenze del conte di Chinchon
Date Issued
January 5, 1591
Coverage Temporal
XVI sec.
Author(s)
Content
1591, 5 gennaio
Commento
Bernardo Maschi in Madrid scrive al duca di Urbino (Gronau [1936] 2011, pp. 201-202, n. CCLXXXIX) ancora una volta a proposito della pressante richiesta di un dipinto di Barocci da parte del conte di Chinchon, nella quale era stato implicato come intermediario anche Pompeo Leoni (vedi 1590, 24 maggio; 1590, 26 maggio; 1590, 5 luglio). Data l'indisponibilità di Barocci, per riparare alla delusione del conte di Chinchon, lo scultore aveva suggerito di attingere al mercato artistico milanese, rivolgendosi al Gran Cancelliere dello Stato, Danese Filodoni (1510-1591). [Barbara Agosti, Maria Luna Vizzini]
Trascrizione
«[…] [Il conte di Chinchon] Mi dimandò poi, se io haveva havuto altra risposta da Vostra Altezza per conto delle sue pitture, et dicendogli di haverla comunicata con Pompeo Leoni, gli repplicai tutte le difficoltà che si trovavano in questa materia fuor che quella della spesa [...] assicurandolo con le più efficaci parole che seppi del desiderio che Vostra Altezza haveva havuto et haverà di compiacerlo, ma che in somma il Baroccio non potea travagliare, altri uffitiali buoni non si trovavano di| presente nel suo Stato, et cose communi et ordinarie ella non si poteva né doveva indurre a mandargli. Mostrò meco di accettar queste ragioni, se ben Pompeo che gl'affirmò il medesimo, m'ha poi detto che n'è restato così, et che hanno pensato, quando nello Stato di Vostra Altezza non se ne possi far altro, di addossar questa impresa in Milano al gran cancelliere Filiodoni, et dicemi Pompeo che con 400 scudi crede al sicuro che il Filiodoni manderà pitture tolerabili et che qua piaceranno».
Commento
Bernardo Maschi in Madrid scrive al duca di Urbino (Gronau [1936] 2011, pp. 201-202, n. CCLXXXIX) ancora una volta a proposito della pressante richiesta di un dipinto di Barocci da parte del conte di Chinchon, nella quale era stato implicato come intermediario anche Pompeo Leoni (vedi 1590, 24 maggio; 1590, 26 maggio; 1590, 5 luglio). Data l'indisponibilità di Barocci, per riparare alla delusione del conte di Chinchon, lo scultore aveva suggerito di attingere al mercato artistico milanese, rivolgendosi al Gran Cancelliere dello Stato, Danese Filodoni (1510-1591). [Barbara Agosti, Maria Luna Vizzini]
Trascrizione
«[…] [Il conte di Chinchon] Mi dimandò poi, se io haveva havuto altra risposta da Vostra Altezza per conto delle sue pitture, et dicendogli di haverla comunicata con Pompeo Leoni, gli repplicai tutte le difficoltà che si trovavano in questa materia fuor che quella della spesa [...] assicurandolo con le più efficaci parole che seppi del desiderio che Vostra Altezza haveva havuto et haverà di compiacerlo, ma che in somma il Baroccio non potea travagliare, altri uffitiali buoni non si trovavano di| presente nel suo Stato, et cose communi et ordinarie ella non si poteva né doveva indurre a mandargli. Mostrò meco di accettar queste ragioni, se ben Pompeo che gl'affirmò il medesimo, m'ha poi detto che n'è restato così, et che hanno pensato, quando nello Stato di Vostra Altezza non se ne possi far altro, di addossar questa impresa in Milano al gran cancelliere Filiodoni, et dicemi Pompeo che con 400 scudi crede al sicuro che il Filiodoni manderà pitture tolerabili et che qua piaceranno».
Archivist's Notes
Coll. ASF, Urbino, Classe I, Filza 186, f. 6v-7r
Bibl. G. Gronau, Documenti artistici urbinati [Firenze 1936], Urbino 2011
Bibl. G. Gronau, Documenti artistici urbinati [Firenze 1936], Urbino 2011
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Bernardo Maschi
Francesco Maria II della Rovere
Pompeo Leoni
Danese Filodoni
Diego Fernández de Cabrera y Bobadilla conte di Chinchon
Project

