Il conte di Chinchon chiede un’opera di Barocci
Date Issued
April 13, 1589
Coverage Temporal
XVI sec.
Author(s)
Content
1589, 13 aprile
Commento
Il duca di Urbino in Pesaro scrive a Bernardo Maschi (Gronau [1936] 2011, pp. 199-200, n. CCLXXXV), poiché è giunta una nuova richiesta di un dipinto di mano di Barocci, questa volta da parte del potentissimo Diego Fernández de Cabrera y Bobadilla, terzo conte di Chinchon (morto nel 1608), tesoriere generale della Corona di Aragona, maggiordomo della Casa Reale e consigliere ascoltatissimo di Filippo II, e dunque difficilmente rifiutabile (Biganti 2005, pp. 38, 43). Il conte di Chinchon stava allora ricercando dipinti per la sua cappella all’interno della chiesa di Nuestra Señora de la Asunción a Chinchon (Helmstutler Di Dio 2008). Il duca di Urbino sottolinea di essere lui stesso sprovvisto di opere di Barocci ed evidenzia la grande difficoltà a reperirne. [Barbara Agosti, Camilla Colzani]
Trascrizione
«[…] Della pittura che ci scrivete desiderarsi dal conte di Cincione da noi, s'esso ci la dimanderà o almeno ci la farà dimandar non mancaremo di procurar di servirnelo, ancorché per le continove occasioni che ci sono, ce ne troviamo sfinitissimi, et il trovarle da altri è assai difficile, per rispetto che da molti si sta in busca di esse, con tutto ciò procuraremo di compiacerlo ma ben diciamo che non vorressimo briga di mandarla altrimenti sin in Spagna […]».
Commento
Il duca di Urbino in Pesaro scrive a Bernardo Maschi (Gronau [1936] 2011, pp. 199-200, n. CCLXXXV), poiché è giunta una nuova richiesta di un dipinto di mano di Barocci, questa volta da parte del potentissimo Diego Fernández de Cabrera y Bobadilla, terzo conte di Chinchon (morto nel 1608), tesoriere generale della Corona di Aragona, maggiordomo della Casa Reale e consigliere ascoltatissimo di Filippo II, e dunque difficilmente rifiutabile (Biganti 2005, pp. 38, 43). Il conte di Chinchon stava allora ricercando dipinti per la sua cappella all’interno della chiesa di Nuestra Señora de la Asunción a Chinchon (Helmstutler Di Dio 2008). Il duca di Urbino sottolinea di essere lui stesso sprovvisto di opere di Barocci ed evidenzia la grande difficoltà a reperirne. [Barbara Agosti, Camilla Colzani]
Trascrizione
«[…] Della pittura che ci scrivete desiderarsi dal conte di Cincione da noi, s'esso ci la dimanderà o almeno ci la farà dimandar non mancaremo di procurar di servirnelo, ancorché per le continove occasioni che ci sono, ce ne troviamo sfinitissimi, et il trovarle da altri è assai difficile, per rispetto che da molti si sta in busca di esse, con tutto ciò procuraremo di compiacerlo ma ben diciamo che non vorressimo briga di mandarla altrimenti sin in Spagna […]».
Archivist's Notes
Coll. ASF, Filza 190, f. 510v-511r
Bibl. G. Gronau, Documenti artistici urbinati [Firenze 1936], Urbino 2011; K. Helmstutler Di Dio, Diego Fernández Cabrera y Bobadilla and the Capilla Mayor at Chinchón, in «The Burlington Magazine», 150, 2008, pp. 804-812
Bibl. G. Gronau, Documenti artistici urbinati [Firenze 1936], Urbino 2011; K. Helmstutler Di Dio, Diego Fernández Cabrera y Bobadilla and the Capilla Mayor at Chinchón, in «The Burlington Magazine», 150, 2008, pp. 804-812
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Francesco Maria II della Rovere
Diego Fernández de Cabrera y Bobadilla
conte di Chinchon
Bernardo Maschi
Filippo II
Project

