Una notizia su Barocci scenografo
Date Issued
February 13, 1588
Coverage Temporal
XVI sec.
Content
1588, 13 febbraio
Commento
Un non identificato Matteo, in Pesaro, scrive a tale Tingoli in Cagli (Gronau [1936] 2011, p. 210, n. CCCV), forse da identificarsi con il riminese Tingolo Tingoli (una sua poesia si legge in Di diversi moderni scrittori 1577, p.s.n., dove ne figura una anche di un Gian Paolo Tingoli; risultano due sue lettere inviate negli anni 1585-1588: Inventario, 1923-1933, 8, p. 142). Il cenno del mittente allo spettacolo tenutosi con grande successo a Urbino è con ogni probabilità riferito alla «favola di Prometheo» composta dall'umanista Lodovico Odasio (1455-1509), precettore di Guidubaldo I e messa in scena per il carnevale del 1588, come ricorda il diario del duca (Diario 1989, p. 25), con tre apparati scenografici progettati da Barocci. Si tratta dell’unica notizia sull’attività di Barocci come scenografo. Il mittente riferisce che Ferdinando de’ Medici intendeva mandare sul posto «Giovanni da Vernia» affinché questi prendesse esempio dalla rappresentazione urbinate per gli spettacoli da allestire su richiesta della corte fiorentina; il personaggio citato è Giovanni Maria Bardi conte di Vernio, famoso letterato e autore di testi teatrali messi in scena a Firenze con apparati progettati da Bernardo Buontalenti (Berti [1967] 2002, p. 152). [Barbara Agosti, Valentina Balzarotti]
Trascrizione
«Il rumore di questa comedia è tale che di Romagna sino a Bologna se intende venir molti, e di Fiorenza dicesi quel gran duca cardinale mandar il signor Giovanni da Vernia huomo giudiciosissimo in ogni cosa acciò impari il muodo per farne poi quella Altezza. Al mio parer per quanto se intende et vedesi riuscirà meglio a pane che a farina. Le scene sono tre fatte con il giuditio, ordine et presentia del Baroccio e questo basta dire. La comedia se intende essere bella et ben recitata, l'intermedii sono tre, terestre, maritimo e celeste».
Commento
Un non identificato Matteo, in Pesaro, scrive a tale Tingoli in Cagli (Gronau [1936] 2011, p. 210, n. CCCV), forse da identificarsi con il riminese Tingolo Tingoli (una sua poesia si legge in Di diversi moderni scrittori 1577, p.s.n., dove ne figura una anche di un Gian Paolo Tingoli; risultano due sue lettere inviate negli anni 1585-1588: Inventario, 1923-1933, 8, p. 142). Il cenno del mittente allo spettacolo tenutosi con grande successo a Urbino è con ogni probabilità riferito alla «favola di Prometheo» composta dall'umanista Lodovico Odasio (1455-1509), precettore di Guidubaldo I e messa in scena per il carnevale del 1588, come ricorda il diario del duca (Diario 1989, p. 25), con tre apparati scenografici progettati da Barocci. Si tratta dell’unica notizia sull’attività di Barocci come scenografo. Il mittente riferisce che Ferdinando de’ Medici intendeva mandare sul posto «Giovanni da Vernia» affinché questi prendesse esempio dalla rappresentazione urbinate per gli spettacoli da allestire su richiesta della corte fiorentina; il personaggio citato è Giovanni Maria Bardi conte di Vernio, famoso letterato e autore di testi teatrali messi in scena a Firenze con apparati progettati da Bernardo Buontalenti (Berti [1967] 2002, p. 152). [Barbara Agosti, Valentina Balzarotti]
Trascrizione
«Il rumore di questa comedia è tale che di Romagna sino a Bologna se intende venir molti, e di Fiorenza dicesi quel gran duca cardinale mandar il signor Giovanni da Vernia huomo giudiciosissimo in ogni cosa acciò impari il muodo per farne poi quella Altezza. Al mio parer per quanto se intende et vedesi riuscirà meglio a pane che a farina. Le scene sono tre fatte con il giuditio, ordine et presentia del Baroccio e questo basta dire. La comedia se intende essere bella et ben recitata, l'intermedii sono tre, terestre, maritimo e celeste».
Archivist's Notes
Coll. ASF, Urbino, Classe I, Filza 268, f. 214r
Bibl. G. Gronau, Documenti artistici urbinati [Firenze 1936], Urbino 2011; Alcune rime di diversi moderni scrittori. In morte dell’onorata giouane m. Innocenza Giannotti nobile ariminese, raccolte per m. Federico Leonardini da Longiano, Rimini, per Bernardino Pasini, 1577; Inventario dei manoscritti della Biblioteca Oliveriana di Pesaro, 9 voll., a cura di A. Sorbelli, Pesaro 1923-1933; Luciano Berti, Il Principe dello Studiolo. Francesco I de’ Medici e la fine del Rinascimento fiorentino [Firenze 1967], Pistoia 2002.
Bibl. G. Gronau, Documenti artistici urbinati [Firenze 1936], Urbino 2011; Alcune rime di diversi moderni scrittori. In morte dell’onorata giouane m. Innocenza Giannotti nobile ariminese, raccolte per m. Federico Leonardini da Longiano, Rimini, per Bernardino Pasini, 1577; Inventario dei manoscritti della Biblioteca Oliveriana di Pesaro, 9 voll., a cura di A. Sorbelli, Pesaro 1923-1933; Luciano Berti, Il Principe dello Studiolo. Francesco I de’ Medici e la fine del Rinascimento fiorentino [Firenze 1967], Pistoia 2002.
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Matteo
Tingolo Tingoli
Lodovico Odasio
Guidubaldo I della Rovere
Giovanni Maria Bardi conte di Vernio
Project

