Opinione di Barocci sulla decorazione dell’ancona lignea per il Trasporto di Cristo al sepolcro
Date Issued
January 9, 1582
Coverage Temporal
XVI sec.
Author(s)
Content
1582, 9 gennaio
Commento
Barocci scrive alla Confraternita della Croce e Sacramento di Senigallia riguardo all’incorniciatura a cui provvedere per la tela con il Trasporto di Cristo al sepolcro sull'altare maggiore della chiesa della Santa Croce, la cui commissione si era messa in moto nel 1578 e fu formalizzata il 2 luglio dell’anno seguente; il pittore suggerisce una decorazione della carpenteria semplicemente dorata ma consiglia di rivolgersi per un parere competente al maestro Giovanni Matteo Pozzi. È possibile che questi sia da identificare nel personaggio omonimo documentato nel 1575 come membro della Confraternita del Santissimo Sacramento a Pesaro (Luchetti 2013, p. 118) e che nel 1590 comparirà tra i testimoni di Barocci nella sua deposizione contro il mercante fiammingo Giovanni Giacomo Paoletti (Cleri 1993-2000, pp. 174-175; e vedi qui 1590, 9 luglio). La lettera è trascritta nei verbali della Confraternita (Vecchioni 1926-1927, pp. 499-500). [Silvia Filauro, Mattia Giancarli]
Trascrizione
«Molto magnifici signori miei padroni osservandissimi, mi piace grandemente che le Signorie Vostre siano risolute dar principio col adorare l'ornamento di questa ancona et volendo sopra ciò il mio parere nel modo che starebbe meglio et con manco spesa, o dorare tutto l'ornamento overo lasciare alcuni membri o campi finti di marmo, gli rispondo che in quanto al parer mio credo starà assai meglio tutto dorato senza marmi finti, ma senza dubio costarà più, et questo è il parer mio. Ma havendo costì maestro Giovanni Matheo Pozzi che è molto più pratico di me in questo potranno le Signorie Vostre intendere il parere suo che sarà molto meglio del mio et questo è quanto sopra ciò le posso dire.
Non voglio ancho restare raccordarli di accommodare di darli il lume al proposito come di già altre volte si è ragionato poiché come le pitture non hanno il suo lume non mostrano mai quello che sono, per tanto non restino far accommodare prima che l'anchona si metta su.
Et con questo baccio le mani delle Signorie Vostre che il Signore le conservi. Di Urbino il dì 9 di gennaro 1582. Di Vostre Signorie illustrissime servitore affetionatissimo Federico Barocci».
Commento
Barocci scrive alla Confraternita della Croce e Sacramento di Senigallia riguardo all’incorniciatura a cui provvedere per la tela con il Trasporto di Cristo al sepolcro sull'altare maggiore della chiesa della Santa Croce, la cui commissione si era messa in moto nel 1578 e fu formalizzata il 2 luglio dell’anno seguente; il pittore suggerisce una decorazione della carpenteria semplicemente dorata ma consiglia di rivolgersi per un parere competente al maestro Giovanni Matteo Pozzi. È possibile che questi sia da identificare nel personaggio omonimo documentato nel 1575 come membro della Confraternita del Santissimo Sacramento a Pesaro (Luchetti 2013, p. 118) e che nel 1590 comparirà tra i testimoni di Barocci nella sua deposizione contro il mercante fiammingo Giovanni Giacomo Paoletti (Cleri 1993-2000, pp. 174-175; e vedi qui 1590, 9 luglio). La lettera è trascritta nei verbali della Confraternita (Vecchioni 1926-1927, pp. 499-500). [Silvia Filauro, Mattia Giancarli]
Trascrizione
«Molto magnifici signori miei padroni osservandissimi, mi piace grandemente che le Signorie Vostre siano risolute dar principio col adorare l'ornamento di questa ancona et volendo sopra ciò il mio parere nel modo che starebbe meglio et con manco spesa, o dorare tutto l'ornamento overo lasciare alcuni membri o campi finti di marmo, gli rispondo che in quanto al parer mio credo starà assai meglio tutto dorato senza marmi finti, ma senza dubio costarà più, et questo è il parer mio. Ma havendo costì maestro Giovanni Matheo Pozzi che è molto più pratico di me in questo potranno le Signorie Vostre intendere il parere suo che sarà molto meglio del mio et questo è quanto sopra ciò le posso dire.
Non voglio ancho restare raccordarli di accommodare di darli il lume al proposito come di già altre volte si è ragionato poiché come le pitture non hanno il suo lume non mostrano mai quello che sono, per tanto non restino far accommodare prima che l'anchona si metta su.
Et con questo baccio le mani delle Signorie Vostre che il Signore le conservi. Di Urbino il dì 9 di gennaro 1582. Di Vostre Signorie illustrissime servitore affetionatissimo Federico Barocci».
Archivist's Notes
Coll. Senigallia, Archivio storico della Confraternita della Croce, Libro D, f. 24r
Bibl. P.E. Vecchioni, La Chiesa della Croce e Sagramento in Sinigaglia e la Deposizione di Federico Barocci, in "Rassegna marchigiana per le arti figurative, le bellezze naturali, la musica", V, 1926-1927, pp. 497-503; M. Luchetti, Le confraternite a Pesaro dal XIII al XVII secolo, in “Studi pesaresi. Rivista della Società pesarese di studi storici”, 2, 2013; B. Cleri, Vertenze sul cartone del Trasporto di Cristo di Federico Barocci, in "Notizie da Palazzo Albani", XXII-XXIX, 1993-2000, pp. 174-175
Bibl. P.E. Vecchioni, La Chiesa della Croce e Sagramento in Sinigaglia e la Deposizione di Federico Barocci, in "Rassegna marchigiana per le arti figurative, le bellezze naturali, la musica", V, 1926-1927, pp. 497-503; M. Luchetti, Le confraternite a Pesaro dal XIII al XVII secolo, in “Studi pesaresi. Rivista della Società pesarese di studi storici”, 2, 2013; B. Cleri, Vertenze sul cartone del Trasporto di Cristo di Federico Barocci, in "Notizie da Palazzo Albani", XXII-XXIX, 1993-2000, pp. 174-175
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Giovanni Matteo Pozzi

