Proseguono le trattative del granduca Leopoldo de’ Medici per l’acquisto di quadri e disegni da Ambrogio Barocci e da padre Giovanni Antonio Vagnarelli
Date Issued
October 7, 1658
Coverage Temporal
XVII sec.
Author(s)
Content
1658, 27 ottobre
Commento
Vedi 1658, ante 7 settembre e 7 settembre. Giovanni Battista Staccoli, da Urbino, risponde al segretario di Leopoldo de' Medici in merito alle opere di Barocci proposte in vendita dal nipote Ambrogio (Baldinucci 1974-1975, VI, pp. 75-79, n. III); questi non è disponibile a cedere solo parzialmente i materiali ereditati, e non ne consente la visione a meno di accordi per un acquisto in blocco.
Staccoli riferisce inoltre che molti altri disegni riferiti a Barocci e ad altri artisti sono stati offerti in vendita dal padre oratoriano Giovanni Antonio Vagnarelli, cognato di Ambrogio Barocci in quanto la sorella di Vagnarelli è stata la prima moglie dello stesso Ambrogio. Nel gran numero di questi fogli è possibile che il disegno indicato al n. 2 sia quello per il tempietto nella Fuga di Enea da Troia oggi agli Uffizi (inv. 135 A). Vagnarelli acconsente a che le opere prescelte siano inviate a Firenze in visione. Staccoli precisa inoltre che Vagnarelli gli ha proposto per la vendita anche due opere di Ventura Mazza. Si tratta di due disegni a pastello di mano di Ventura dai bambini Gesù rappresentati in due quadri del maestro, la Madonna di San Simone già sull’altare Bacchio in San Francesco a Urbino e la Madonna di San Giovanni già nella chiesa dei Cappuccini di Crocicchia e allora trasferita in quella dell’ordine a Urbino (oggi entrambe nella Galleria Nazionale delle Marche). Staccoli menziona inoltre una copia della Madonna di San Simone posseduta dal Cavalier Corboli, in via del tutto ipotetica identificabile con il dipinto inv. 555 della Pinacoteca di Brera, priva dei ritratti dei donatori. Il cavalier Corboli è ricordato come segretario di Raffaello Staccoli, auditore di Camera del Granduca. Giovanni Battista Staccoli comunica inoltre che Vagnarelli gli ha consegnato due «cartoncini» copiati da modelli di Barocci, di uno dei quali specifica il riferimento al Martirio di San Vitale; non è da escludere che questa copia eseguita da Vagnarelli coincida con il foglio del Louvre inv. RF 2858r che mostra alcune goffaggini indegne della mano del maestro. Vagnarelli ha consegnato infine copie da tre teste a pastello di Barocci. [Barbara Agosti, Camilla Colzani]
Trascrizione
«Illustrissimo Signor mio e Padrone colendissimo,
si è fatto da me ogni buona operazione con questo signore Ambrosio Baroccio per disporlo a quanto di desiderava da' Serenissimi Principi Padroni, ma le mie operazioni non hanno giovato a nulla, poiché egli si è ostinato di non voler lasciar vedere li dissegni di suo zio se non vengono assicurati che venghino pigliati da loro Altezze tutti egualmente con il prezzo e stima già inviato. [...]
In questo mentre è venuto a trovarmi un tal Don Giovanni Antonio Vagnarelli di questa città, uno de' Padri della Congregazione di S. Filippo Neri. Questo mi ha fatto veder diversi dissegni di mano del Barocci, che fra teste, dissegni e schizzi sono in tutto pezzi venti otto, e con diversi altri pezzi [...]
Del Barocci:
1. Una testa di un vecchio di chiaro e scuro, poco più di mezzo piede, convenevolmente conservato.
2. Un dissegno di prospettiva, che rappresenta un tempio tondo di chiaro e oscuro in carta mezzo reale, ben conservato.
Un fregio di putti, quali fanno diversi giuochi, et è d'acquarello con il suo ornamento, ammovibile però, in carta alta, ben conservato.
Una testa di un Cristo di lapis nero e rosso con ornamento, come sopra, conservata con diligenza.
Un dissegno di tre figure, fatte con la punta del pennello, con ornamento, come sopra.
Un dissegno di prospettiva in foglio reale, di lapis rosso, ben condizionata.
Una testa di un vecchio, fatta a olio in carta di grandezza poco più di mezzo piede, et è conservata bene la testa, solo lesa dal tempo la carta da un lato.
Tre cherubini di lapis rosso et uno non finito di lapis negro; questi sono benissimo condizionati e sono in foglio reale.
Una Madonna con un Bambino di lapis rosso e negro, di grandezza di un mezzo piede con un paesino vago et è conservato bene.
Un putto dissegnato dall'opere di Rafaelle, di grandezza di quasi mezzo piede, fatto con penna et è ben conservato.
Una testa di pastello ben conservata, che imita molto il naturale.
Un dissegno di chiaro et oscuro di un Cristo in mezzo foglio reale, ben conservato.
Un libro di carte sedici, nel quale vi sono varii dissegni e schizzi o scarpigni, come soleva dire il Barocci; questi sono ben conservati et il libro è di carta ordinaria, fabricata in Urbino.
Il Padre Vagnarelli sopranominato a mia instanza si contenterà di lasciarmi inviare tutti questi dissegni sopra menzionati e descritti, acciò li Serenissimi Prencipi possino quelli vedere e con l'impareggiabile loro virtù considerarlo. [...]
Vi è ancora alcuni pezzi di mano di messer Ventura Mazzi, che fu uno de' primi scolari che facesse il Barocci, e parimente mi sono stati consegnati dal sudetto padre Vagnarelli, e sono in mia mano e sono due putti:
Primo un putto del quadro di Bacchio, così detto, che fu fatto dal Barocci, che è nella chiesa di S. Francesco di questa città, veduto da Vostra Signoria Illustrissima quando fu qua, che è nella mandritta nel primo altare della navata del Santissimo. Ne avea una copia di detto quadro la Buona Memoria del signor Cavalliere Corboli, già Segretario di Consulta, et il deto putto è di pastello et imita il colorito del naturale, e sarà due piedi in circa in foglio reale.
L'altro putto fatto, come sopra, parimente in foglio reale di un piede e mezzo. Questo è nel quadro di Crocicchio et oggi nella chiesa de' capuccini, et è in foglio reale, e sono ambidue ben conservati.
Il detto padre mi ha dato doi cartoncini, che sono da lui medesimo copiati dalli cartoncini del Barocci, e sono il Martirio di S. Vitale et opere diverse, uno de' quali fu fatto dal detto Barocci, che è nella città di Ravenna, e l'altro non fu fatto e restò il cartoncino. Di più mi ha dato tre teste di pastello, copiate dalli originali veri dal detto padre, il quale, se avesse continovato alla pittura, si sarebbe molto avanzato, poiché egli avea la commodità non ordinaria perché una sua sorella fu prima moglie del signor Ambrosio Barocci e ebbe commodità di studiare nello studio de' dissegni del Barocci […]».
Commento
Vedi 1658, ante 7 settembre e 7 settembre. Giovanni Battista Staccoli, da Urbino, risponde al segretario di Leopoldo de' Medici in merito alle opere di Barocci proposte in vendita dal nipote Ambrogio (Baldinucci 1974-1975, VI, pp. 75-79, n. III); questi non è disponibile a cedere solo parzialmente i materiali ereditati, e non ne consente la visione a meno di accordi per un acquisto in blocco.
Staccoli riferisce inoltre che molti altri disegni riferiti a Barocci e ad altri artisti sono stati offerti in vendita dal padre oratoriano Giovanni Antonio Vagnarelli, cognato di Ambrogio Barocci in quanto la sorella di Vagnarelli è stata la prima moglie dello stesso Ambrogio. Nel gran numero di questi fogli è possibile che il disegno indicato al n. 2 sia quello per il tempietto nella Fuga di Enea da Troia oggi agli Uffizi (inv. 135 A). Vagnarelli acconsente a che le opere prescelte siano inviate a Firenze in visione. Staccoli precisa inoltre che Vagnarelli gli ha proposto per la vendita anche due opere di Ventura Mazza. Si tratta di due disegni a pastello di mano di Ventura dai bambini Gesù rappresentati in due quadri del maestro, la Madonna di San Simone già sull’altare Bacchio in San Francesco a Urbino e la Madonna di San Giovanni già nella chiesa dei Cappuccini di Crocicchia e allora trasferita in quella dell’ordine a Urbino (oggi entrambe nella Galleria Nazionale delle Marche). Staccoli menziona inoltre una copia della Madonna di San Simone posseduta dal Cavalier Corboli, in via del tutto ipotetica identificabile con il dipinto inv. 555 della Pinacoteca di Brera, priva dei ritratti dei donatori. Il cavalier Corboli è ricordato come segretario di Raffaello Staccoli, auditore di Camera del Granduca. Giovanni Battista Staccoli comunica inoltre che Vagnarelli gli ha consegnato due «cartoncini» copiati da modelli di Barocci, di uno dei quali specifica il riferimento al Martirio di San Vitale; non è da escludere che questa copia eseguita da Vagnarelli coincida con il foglio del Louvre inv. RF 2858r che mostra alcune goffaggini indegne della mano del maestro. Vagnarelli ha consegnato infine copie da tre teste a pastello di Barocci. [Barbara Agosti, Camilla Colzani]
Trascrizione
«Illustrissimo Signor mio e Padrone colendissimo,
si è fatto da me ogni buona operazione con questo signore Ambrosio Baroccio per disporlo a quanto di desiderava da' Serenissimi Principi Padroni, ma le mie operazioni non hanno giovato a nulla, poiché egli si è ostinato di non voler lasciar vedere li dissegni di suo zio se non vengono assicurati che venghino pigliati da loro Altezze tutti egualmente con il prezzo e stima già inviato. [...]
In questo mentre è venuto a trovarmi un tal Don Giovanni Antonio Vagnarelli di questa città, uno de' Padri della Congregazione di S. Filippo Neri. Questo mi ha fatto veder diversi dissegni di mano del Barocci, che fra teste, dissegni e schizzi sono in tutto pezzi venti otto, e con diversi altri pezzi [...]
Del Barocci:
1. Una testa di un vecchio di chiaro e scuro, poco più di mezzo piede, convenevolmente conservato.
2. Un dissegno di prospettiva, che rappresenta un tempio tondo di chiaro e oscuro in carta mezzo reale, ben conservato.
Un fregio di putti, quali fanno diversi giuochi, et è d'acquarello con il suo ornamento, ammovibile però, in carta alta, ben conservato.
Una testa di un Cristo di lapis nero e rosso con ornamento, come sopra, conservata con diligenza.
Un dissegno di tre figure, fatte con la punta del pennello, con ornamento, come sopra.
Un dissegno di prospettiva in foglio reale, di lapis rosso, ben condizionata.
Una testa di un vecchio, fatta a olio in carta di grandezza poco più di mezzo piede, et è conservata bene la testa, solo lesa dal tempo la carta da un lato.
Tre cherubini di lapis rosso et uno non finito di lapis negro; questi sono benissimo condizionati e sono in foglio reale.
Una Madonna con un Bambino di lapis rosso e negro, di grandezza di un mezzo piede con un paesino vago et è conservato bene.
Un putto dissegnato dall'opere di Rafaelle, di grandezza di quasi mezzo piede, fatto con penna et è ben conservato.
Una testa di pastello ben conservata, che imita molto il naturale.
Un dissegno di chiaro et oscuro di un Cristo in mezzo foglio reale, ben conservato.
Un libro di carte sedici, nel quale vi sono varii dissegni e schizzi o scarpigni, come soleva dire il Barocci; questi sono ben conservati et il libro è di carta ordinaria, fabricata in Urbino.
Il Padre Vagnarelli sopranominato a mia instanza si contenterà di lasciarmi inviare tutti questi dissegni sopra menzionati e descritti, acciò li Serenissimi Prencipi possino quelli vedere e con l'impareggiabile loro virtù considerarlo. [...]
Vi è ancora alcuni pezzi di mano di messer Ventura Mazzi, che fu uno de' primi scolari che facesse il Barocci, e parimente mi sono stati consegnati dal sudetto padre Vagnarelli, e sono in mia mano e sono due putti:
Primo un putto del quadro di Bacchio, così detto, che fu fatto dal Barocci, che è nella chiesa di S. Francesco di questa città, veduto da Vostra Signoria Illustrissima quando fu qua, che è nella mandritta nel primo altare della navata del Santissimo. Ne avea una copia di detto quadro la Buona Memoria del signor Cavalliere Corboli, già Segretario di Consulta, et il deto putto è di pastello et imita il colorito del naturale, e sarà due piedi in circa in foglio reale.
L'altro putto fatto, come sopra, parimente in foglio reale di un piede e mezzo. Questo è nel quadro di Crocicchio et oggi nella chiesa de' capuccini, et è in foglio reale, e sono ambidue ben conservati.
Il detto padre mi ha dato doi cartoncini, che sono da lui medesimo copiati dalli cartoncini del Barocci, e sono il Martirio di S. Vitale et opere diverse, uno de' quali fu fatto dal detto Barocci, che è nella città di Ravenna, e l'altro non fu fatto e restò il cartoncino. Di più mi ha dato tre teste di pastello, copiate dalli originali veri dal detto padre, il quale, se avesse continovato alla pittura, si sarebbe molto avanzato, poiché egli avea la commodità non ordinaria perché una sua sorella fu prima moglie del signor Ambrosio Barocci e ebbe commodità di studiare nello studio de' dissegni del Barocci […]».
Archivist's Notes
Coll. ASF, Carteggio d'artisti, IX, 4, ff. 22-25
Bibl. F. Baldinucci, Notizie de' professori del disegno da Cimabue in qua […], 6 voll., Firenze 1681-1728
Bibl. F. Baldinucci, Notizie de' professori del disegno da Cimabue in qua […], 6 voll., Firenze 1681-1728
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Giovan Battista Staccoli
Leopoldo de’ Medici
Ambrogio Barocci junior
Giovanni Antonio Vagnarelli
Ventura Mazza
Project

