Opere romane di Barocci nella Memoria di Gaspare Celio
Date Issued
1638
Coverage Temporal
XVII sec.
Author(s)
Content
1638
Commento
Le opere romane di Barocci sono segnalate nella Memoria di Gaspare Celio, edita in tale anno ma composta intorno al 1620. Nel palazzetto del Belvedere Vaticano (Celio 1638, p. 124), l’affresco con Mosè converte il serpente in verga, «Quella dove si converte la verga in serpe, è di Federico Baroccio», nella Chiesa Nuova (ivi, p. 52) le due pale d’altare, «La presentatione della Madonna al tempio, pittura d’altare ad olio, & la visitatione di Santa Elisabetta, sono di Federico Barocci da Urbino»; in Santa Maria sopra Minerva (ivi, pp. 64-65), la pala Aldobrandini, «La pittura dell’Altare nella Cappella, che segue, ad olio, con la Santiss. Comunione, di Federico Batocci [sic]». [Barbara Agosti]
Commento
Le opere romane di Barocci sono segnalate nella Memoria di Gaspare Celio, edita in tale anno ma composta intorno al 1620. Nel palazzetto del Belvedere Vaticano (Celio 1638, p. 124), l’affresco con Mosè converte il serpente in verga, «Quella dove si converte la verga in serpe, è di Federico Baroccio», nella Chiesa Nuova (ivi, p. 52) le due pale d’altare, «La presentatione della Madonna al tempio, pittura d’altare ad olio, & la visitatione di Santa Elisabetta, sono di Federico Barocci da Urbino»; in Santa Maria sopra Minerva (ivi, pp. 64-65), la pala Aldobrandini, «La pittura dell’Altare nella Cappella, che segue, ad olio, con la Santiss. Comunione, di Federico Batocci [sic]». [Barbara Agosti]
Archivist's Notes
Bibl. G. Celio, Memoria delli nomi dell’artefici delle pitture, che sono in alcune chiese, facciate e palazzi di Roma, in Napoli, per Scipione Bonino, 1638
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Gaspare Celio
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