Ventura Mazza spera di poter ultimare il Compianto su Cristo morto e Santi
Date Issued
June 21, 1635
Coverage Temporal
XVII sec.
Author(s)
Corporate Body
Content
1635, 21 giugno
Commento
Ventura Mazza scrive nuovamente alla Fabbrica del duomo di Milano (vedi 1635, 19 aprile); ora che i deputati hanno in mano sia la grande tela incompiuta di Barocci con il Compianto su Cristo morto e Santi, sia il dipinto di prova richiesto a Ventura, questi auspica di ricevere l’autorizzazione a ultimare la pala del maestro (Bonomelli 1993, p. 23; Colzani 2024, pp. 149-150). Il signor Raverta qui citato è Giuseppe Raverta, deputato della Fabbrica del duomo. [Camilla Colzani]
Trascrizione
«Ventura Mazzi d’Urbino pittore servo dille Signorie vostre illustrissime et discepolo deò signor Federigo Baroccio per mezzo del signor marchese Lonato trattò di compire il quadro lassato imperfetto dal dicto signor Baroccio per la sua morte, quali risposero voler prima vedere un poco di saggio, e poi si risolveriano, intanto dovesse fare un angelo nella parte superiore del quadro ove non vi è niente e per ciò fu imposto al signor Raverta che trattasse seco, il che fatto li rispose, che il fare uno angelo solo in uno campo si grande non haveria dato gusto alcuno alle signorie loro né a se stesso. Tuttavia per farle conosce il desiderio haveva di servirle, haveva pensato di fare uno quadro piccolo, conforme al grande, ma finito conforme al pensiero e dissegni lassati dal S. Baroccio, il che refferto in capitolo fu accetato il pensiero che si facesse il quadro piccolo quale serviria per saggio, per cartone e per disegno, e cosi diede principio al quadro, ma sopravenuto dal contagio cessò all’opera per campare la vita, e dopo s’amalò d’altre infirmità et oltre il male non haveva stanza buona per lavorare, et il mancamento d’altre cose necessarie per finire il quadro, come piviali, mitre, drappi, armature e cose simili, ha atteso a fare altre cose per aiutarsi nel vivere. Ora hanno li quadri in fabrica, et da quelli haveranno visto quanto sa operare, se bene non è compito. Se sarà di loro gusto s’accingerà all’opera per compire il grande, e servirle con ogni affetto per darle gusto. Non restando dirle che con esso lui haveranno avantaggi notabile, che non haveranno con nissuno altro. La maniera del maestro, i disegni del medesimo per compire il quadro, et il quadro piccolo, che servirà per accomodare gli errori et perfezionare il grande, et alle signorie vostre fo humil reverenza. Li 21 giugno 1635».
Commento
Ventura Mazza scrive nuovamente alla Fabbrica del duomo di Milano (vedi 1635, 19 aprile); ora che i deputati hanno in mano sia la grande tela incompiuta di Barocci con il Compianto su Cristo morto e Santi, sia il dipinto di prova richiesto a Ventura, questi auspica di ricevere l’autorizzazione a ultimare la pala del maestro (Bonomelli 1993, p. 23; Colzani 2024, pp. 149-150). Il signor Raverta qui citato è Giuseppe Raverta, deputato della Fabbrica del duomo. [Camilla Colzani]
Trascrizione
«Ventura Mazzi d’Urbino pittore servo dille Signorie vostre illustrissime et discepolo deò signor Federigo Baroccio per mezzo del signor marchese Lonato trattò di compire il quadro lassato imperfetto dal dicto signor Baroccio per la sua morte, quali risposero voler prima vedere un poco di saggio, e poi si risolveriano, intanto dovesse fare un angelo nella parte superiore del quadro ove non vi è niente e per ciò fu imposto al signor Raverta che trattasse seco, il che fatto li rispose, che il fare uno angelo solo in uno campo si grande non haveria dato gusto alcuno alle signorie loro né a se stesso. Tuttavia per farle conosce il desiderio haveva di servirle, haveva pensato di fare uno quadro piccolo, conforme al grande, ma finito conforme al pensiero e dissegni lassati dal S. Baroccio, il che refferto in capitolo fu accetato il pensiero che si facesse il quadro piccolo quale serviria per saggio, per cartone e per disegno, e cosi diede principio al quadro, ma sopravenuto dal contagio cessò all’opera per campare la vita, e dopo s’amalò d’altre infirmità et oltre il male non haveva stanza buona per lavorare, et il mancamento d’altre cose necessarie per finire il quadro, come piviali, mitre, drappi, armature e cose simili, ha atteso a fare altre cose per aiutarsi nel vivere. Ora hanno li quadri in fabrica, et da quelli haveranno visto quanto sa operare, se bene non è compito. Se sarà di loro gusto s’accingerà all’opera per compire il grande, e servirle con ogni affetto per darle gusto. Non restando dirle che con esso lui haveranno avantaggi notabile, che non haveranno con nissuno altro. La maniera del maestro, i disegni del medesimo per compire il quadro, et il quadro piccolo, che servirà per accomodare gli errori et perfezionare il grande, et alle signorie vostre fo humil reverenza. Li 21 giugno 1635».
Archivist's Notes
Coll. AVFDMi, Archivio Storico, cartella 139, ff. 4r-v
Bibl. M. Bonomelli, Federico Barocci e la committenza milanese della Fabbrica del duomo , in «Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana: Libri e documenti», 1993, pp. 18-25; C. Colzani, Documenti milanesi per Federico Barocci, Urbino 2024.
Bibl. M. Bonomelli, Federico Barocci e la committenza milanese della Fabbrica del duomo , in «Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana: Libri e documenti», 1993, pp. 18-25; C. Colzani, Documenti milanesi per Federico Barocci, Urbino 2024.
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Ventura Mazza
Giuseppe Raverta

