Il medaglione biografico di Barocci nel Riposo di Raffaello Borghini
Date Issued
1584
Coverage Temporal
XVI sec.
Author(s)
Content
1584 (c
Commento
Il medaglione dedicato a Barocci dal fiorentino Raffaello Borghini nel Riposo edito nel 1584, pp. 568-570, rappresenta la prima importante testimonianza biografica redatta vivente l'artista, a monte di quella manoscritta dell'anonimo estensore del medaglione del 1590-1591 (vedi), cui sarebbero seguite le biografie di Carel van Mander, di Gaspare Celio, di Giovanni Baglione e di Bellori. Questa testimonianza si inquadra nella cornice degli altri riscontri della fama fiorentina di Barocci nei primi anni Ottanta (vedi 1583, 16 aprile; 1584 (c).
Nonostante sia impreciso nell’indicazione della data di nascita di Barocci, detto qui quarantacinquenne, Borghini fornisce un catalogo nutrito della produzione del pittore fino a quel momento.
Il biografo registra: il dipinto, perduto, con il Martirio di santa Margherita di Antiochia, già nella chiesa del Corpus Domini di Urbino (vedi 1556, 1 gennaio) ; la tela giovanile con Santa Cecilia tra i santi Maddalena, Giovanni Evangelista, Paolo e Caterina, non documentata, tuttora nel duomo di Urbino, ma sicuramente anteriore al primo soggiorno romano; il Martirio di san Sebastiano, pure in duomo (vedi 1557, 9 novembre); la Madonna di san Simone già in San Francesco e oggi nella Galleria Nazionale a Urbino (vedi sub 1563-1566/1567? e 1565, 24 giugno); il Perdono di Assisi, impropriamente indicato come Stimmate di san Francesco, tuttora in San Francesco a Urbino (vedi 1571, 11 ottobre); la Crocifissione con la Madonna e san Giovanni già nella chiesa del Crocifisso Miracoloso e oggi nella Galleria Nazionale delle Marche (vedi sub 1566 circa); i lavori nel Casino di Pio IV a Roma (per i quale Barocci era stato evocato da Vasari, vedi 1568), e in particolare gli affreschi con la Sacra Famiglia e l'Annunciazione sulle volte di due sale, e quello con Mosè e il serpente in uno degli ambienti dell'attuale Museo Gregoriano Etrusco nel palazzo apostolico (vedi 1561-1563); la Madonna di san Giovanni per la chiesa dei Cappuccini a Crocicchia presso Urbino e oggi nella Galleria Nazionale (vedi sub 1563, post giugno); la Deposizione nel duomo di Perugia ultimata alla fine del 1569; la Madonna del Popolo per la cappella della Fraternita dei Laici nella Pieve di Arezzo, oggi agli Uffizi, consegnata nel 1579; il Trasporto di Cristo al sepolcro per Senigallia consegnato nella primavera 1582 (vedi 1582, aprile/maggio); il Martirio di san Vitale in San Vitale a Ravenna, datato 1583, oggi a Brera; il Crocifisso con la Madonna e santi eseguito per il cardinale Giulio Feltrio della Rovere, già a Rocca Contrada (Arcevia), antecedente non solo la morte del cardinale nel 1578, ma anche il secondo soggiorno romano di Barocci, come indica l'anonimo biografo (vedi 1590-1591 circa); il Riposo nella fuga in Egitto dipinto per la duchessa di Urbino e allora a Ferrara, perduto (vedi 1570, febbraio); la Vocazione di sant'Andrea, già nell'oratorio della Confraternita del santo a Pesaro, e oggi nei Musei di Bruxelles, datata 1583 (Borghini 1584, pp. 568-570). [Barbara Agosti]
Trascrizione
[568]«Ma egli mi conviene horamai trapassare a Urbino, dove è Federigo Barocci eccellentissimo pittore, le cui opere sì per lo disegno, sì per la dispositione, e sì per lo colorito fanno maravigliare chiunque le vede. Delle prime pitture, che egli facesse fu una Santa Margherita col serpente che è in Urbino nella Chiesa del corpo di Christo. Sono nella medesima città di sua mano queste pitture: nel duomo una Santa Cecilia con tre santi, et un San Bastiano saettato; in San Francesco una Madonna col Bambino, San Simone, e San Taddeo, et all'altar maggiore in detta chiesa un San Francesco, che riceve le stimate; e nella chiesa del Crocifisso un Christo in croce, la Vergine, e San Giovanni. Essendo in Roma dipinse a fresco nella volta d'una stanza al Boschetto la Reina de' Cieli con quattro santi, et altre figure ne' partimenti di detta stanza; e nel[569]la volta d'un'altra camera la Vergine dall'Agnolo annuntiata; e n'una sala di Belvedere cominciò un Dio Padre parlante a Moisé; ma interrotto da una malattia non li poté dar fine, e fu forzato a tornarsene a Urbino, dove stette quattro anni ammalato, e fece per suo voto un quadretto di Nostra Donna col Bambino, e San Giovanni, il quale è n'una Chiesa de' Cappuccini vicino due miglia a Urbino. In Perugia nella Chiesa di San Lorenzo è opera sua la tavola dove è Christo deposto di croce. Nella Pieve d'Arezzo è fatta da lui la tavola della Madonna della Misericordia con molte figure appartenenti a tal misterio, et è questa opera molto nominata, e fatta con grand'arte; ma non meno è stimata un'altra sua tavola, che è in Sinigaglia nella Chiesa della Compagnia della Croce, in cui si vede Christo portato al sepolcro, lavorata con tanta diligenza, e con tanta gratia colorita, che è una maraviglia a vederla. In Ravenna etiandio è una sua tavola del Martirio di San Vitale. Fece al cardinal d'Urbino un Crocifisso con la Madonna, et altri santi, il quale mandò alla Rocca Contrada; et al signor duca Guidobaldo un quadretto entrovi la Vergine gloriosa, che torna d'Egitto, e detto signore il donò alla duchessa d'Urbino, et hoggi si trova in Ferrara. In Pesaro nella Compagnia di Sant'Andrea ha dipinto una tavola, in cui si vede Christo al lito del mare, Sant'Andrea ginocchioni, e San Piero, che esce della barca, e dentro a quella uno, che la spi[570]gne alla ripa, dove sono bellissime considerationi. Et in somma è il Baroccio huomo raro nella pittura; ma non può molto operare per esser mal sano, e si ritrova nell'età di 45 anni».
Commento
Il medaglione dedicato a Barocci dal fiorentino Raffaello Borghini nel Riposo edito nel 1584, pp. 568-570, rappresenta la prima importante testimonianza biografica redatta vivente l'artista, a monte di quella manoscritta dell'anonimo estensore del medaglione del 1590-1591 (vedi), cui sarebbero seguite le biografie di Carel van Mander, di Gaspare Celio, di Giovanni Baglione e di Bellori. Questa testimonianza si inquadra nella cornice degli altri riscontri della fama fiorentina di Barocci nei primi anni Ottanta (vedi 1583, 16 aprile; 1584 (c).
Nonostante sia impreciso nell’indicazione della data di nascita di Barocci, detto qui quarantacinquenne, Borghini fornisce un catalogo nutrito della produzione del pittore fino a quel momento.
Il biografo registra: il dipinto, perduto, con il Martirio di santa Margherita di Antiochia, già nella chiesa del Corpus Domini di Urbino (vedi 1556, 1 gennaio) ; la tela giovanile con Santa Cecilia tra i santi Maddalena, Giovanni Evangelista, Paolo e Caterina, non documentata, tuttora nel duomo di Urbino, ma sicuramente anteriore al primo soggiorno romano; il Martirio di san Sebastiano, pure in duomo (vedi 1557, 9 novembre); la Madonna di san Simone già in San Francesco e oggi nella Galleria Nazionale a Urbino (vedi sub 1563-1566/1567? e 1565, 24 giugno); il Perdono di Assisi, impropriamente indicato come Stimmate di san Francesco, tuttora in San Francesco a Urbino (vedi 1571, 11 ottobre); la Crocifissione con la Madonna e san Giovanni già nella chiesa del Crocifisso Miracoloso e oggi nella Galleria Nazionale delle Marche (vedi sub 1566 circa); i lavori nel Casino di Pio IV a Roma (per i quale Barocci era stato evocato da Vasari, vedi 1568), e in particolare gli affreschi con la Sacra Famiglia e l'Annunciazione sulle volte di due sale, e quello con Mosè e il serpente in uno degli ambienti dell'attuale Museo Gregoriano Etrusco nel palazzo apostolico (vedi 1561-1563); la Madonna di san Giovanni per la chiesa dei Cappuccini a Crocicchia presso Urbino e oggi nella Galleria Nazionale (vedi sub 1563, post giugno); la Deposizione nel duomo di Perugia ultimata alla fine del 1569; la Madonna del Popolo per la cappella della Fraternita dei Laici nella Pieve di Arezzo, oggi agli Uffizi, consegnata nel 1579; il Trasporto di Cristo al sepolcro per Senigallia consegnato nella primavera 1582 (vedi 1582, aprile/maggio); il Martirio di san Vitale in San Vitale a Ravenna, datato 1583, oggi a Brera; il Crocifisso con la Madonna e santi eseguito per il cardinale Giulio Feltrio della Rovere, già a Rocca Contrada (Arcevia), antecedente non solo la morte del cardinale nel 1578, ma anche il secondo soggiorno romano di Barocci, come indica l'anonimo biografo (vedi 1590-1591 circa); il Riposo nella fuga in Egitto dipinto per la duchessa di Urbino e allora a Ferrara, perduto (vedi 1570, febbraio); la Vocazione di sant'Andrea, già nell'oratorio della Confraternita del santo a Pesaro, e oggi nei Musei di Bruxelles, datata 1583 (Borghini 1584, pp. 568-570). [Barbara Agosti]
Trascrizione
[568]«Ma egli mi conviene horamai trapassare a Urbino, dove è Federigo Barocci eccellentissimo pittore, le cui opere sì per lo disegno, sì per la dispositione, e sì per lo colorito fanno maravigliare chiunque le vede. Delle prime pitture, che egli facesse fu una Santa Margherita col serpente che è in Urbino nella Chiesa del corpo di Christo. Sono nella medesima città di sua mano queste pitture: nel duomo una Santa Cecilia con tre santi, et un San Bastiano saettato; in San Francesco una Madonna col Bambino, San Simone, e San Taddeo, et all'altar maggiore in detta chiesa un San Francesco, che riceve le stimate; e nella chiesa del Crocifisso un Christo in croce, la Vergine, e San Giovanni. Essendo in Roma dipinse a fresco nella volta d'una stanza al Boschetto la Reina de' Cieli con quattro santi, et altre figure ne' partimenti di detta stanza; e nel[569]la volta d'un'altra camera la Vergine dall'Agnolo annuntiata; e n'una sala di Belvedere cominciò un Dio Padre parlante a Moisé; ma interrotto da una malattia non li poté dar fine, e fu forzato a tornarsene a Urbino, dove stette quattro anni ammalato, e fece per suo voto un quadretto di Nostra Donna col Bambino, e San Giovanni, il quale è n'una Chiesa de' Cappuccini vicino due miglia a Urbino. In Perugia nella Chiesa di San Lorenzo è opera sua la tavola dove è Christo deposto di croce. Nella Pieve d'Arezzo è fatta da lui la tavola della Madonna della Misericordia con molte figure appartenenti a tal misterio, et è questa opera molto nominata, e fatta con grand'arte; ma non meno è stimata un'altra sua tavola, che è in Sinigaglia nella Chiesa della Compagnia della Croce, in cui si vede Christo portato al sepolcro, lavorata con tanta diligenza, e con tanta gratia colorita, che è una maraviglia a vederla. In Ravenna etiandio è una sua tavola del Martirio di San Vitale. Fece al cardinal d'Urbino un Crocifisso con la Madonna, et altri santi, il quale mandò alla Rocca Contrada; et al signor duca Guidobaldo un quadretto entrovi la Vergine gloriosa, che torna d'Egitto, e detto signore il donò alla duchessa d'Urbino, et hoggi si trova in Ferrara. In Pesaro nella Compagnia di Sant'Andrea ha dipinto una tavola, in cui si vede Christo al lito del mare, Sant'Andrea ginocchioni, e San Piero, che esce della barca, e dentro a quella uno, che la spi[570]gne alla ripa, dove sono bellissime considerationi. Et in somma è il Baroccio huomo raro nella pittura; ma non può molto operare per esser mal sano, e si ritrova nell'età di 45 anni».
Archivist's Notes
Bibl. Il Riposo di Raffaello Borghini in cui della Pittura, e della Scultura si favella, de' più illustri Pittori, e Scultori, e delle più famose opere loro si fa mentione; e le cose principali appartenenti a dette arti s'insegnano, Firenze, Appresso Giorgio Marescotti, 1584
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Raffaello Borghini
Carel Van Mander
Gaspare Celio
Giovanni Baglione
Giovan Pietro Bellori
Pio IV
Giulio Feltrio della Rovere
Lucrezia d’Este
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