Al cardinale Federico Borromeo è proposto l’acquisto di disegni e cartoni di Barocci
Archival Unit
126
Date Issued
September 9, 1628
Coverage Temporal
XVII sec.
Content
1628, 9 settembre
Commento
Francesco Maria cappuccino in Loreto scrive al cardinale Federico Borromeo in Milano descrivendo il Compianto su Cristo morto e Santi incominciato per il duomo di Milano e mai concluso. Informa inoltre il cardinale che Ventura Mazza è disponibile a portare l’opera a destinazione. Il frate riferisce inoltre che il nipote ed erede di Barocci, Ambrogio, non è incline alla pittura, ma si trova allora nelle mani tutti i disegni dello zio, ambitissimi dai pittori. Tra questi materiali vi sono anche il cartone per la pala dell’altare di San Giovanni Buono, uno per l’Assunzione della Vergine, con ogni probabilità il quadro oggi alla Galleria Nazionale delle Marche e molti altri, che potrebbero essere di interesse per Federico Borromeo, allora impegnato nella costituzione dell’accademia Ambrosiana (Valsecchi, Il duomo, p. 230, nota 34; Sangiorgi 1982, pp. 61-62, n. LX; Colzani 2024, pp. 141-142). [Camilla Colzani]
Trascrizione
«Nel partire del Monte della Vernia passai per Urbino per andare poi a Loreto viddi a Urbino l’opere di Federico Baroccio, et in particolare l’ancona incominciata per il duomo di Milano la quale è miracolosissima; sono di già fatte 16 figure incirca, et ci fornirà facilmente, essendovi M. Ventura suo primo discepolo, il quale à tutta la sua maniera, et quando questi signori della Fabbrica vurano che si fuornisca porterà l’ancona a Milano et la fuornirà a Milano. Il nipote del Baroccio è giovine, e ha puochissima inclinatione alla pittura. Ha tutti li disegni del Baroccio, che son cose che hanno del divino, e certo sono cose di molta consideratione, ne vole far essito, et sono molti pittori de più principali che li vogliano comparare, et in particolare ne sono da 6 incirca di grandezza di 4 braccia in circa, et in particolare vi è quello che ha fatto per l’ancona del duomo di Milano che vale ogni tesoro; ve n’è ancor uno pure così grande di un’Assontione della Vergine Santissima con tutti li dodici Apostoli il quale è fatto con tanto studio che tutti si vedono et uno non impedisce l’altro, ne ha molti altri, che fa restare atoniti a chi li remira; mi viene subito in mente che forsi vostra Signoria Illustrissima ne haria preso per mettere nella Cademie della libreria Ambroggiana; si che li ho fatto suspendere questa vendita sino ad altro mio avviso, el che hanno fatto volentieri. Ora supplico vostra Signoria Illustrissima ad avisarmi a Roma».
Commento
Francesco Maria cappuccino in Loreto scrive al cardinale Federico Borromeo in Milano descrivendo il Compianto su Cristo morto e Santi incominciato per il duomo di Milano e mai concluso. Informa inoltre il cardinale che Ventura Mazza è disponibile a portare l’opera a destinazione. Il frate riferisce inoltre che il nipote ed erede di Barocci, Ambrogio, non è incline alla pittura, ma si trova allora nelle mani tutti i disegni dello zio, ambitissimi dai pittori. Tra questi materiali vi sono anche il cartone per la pala dell’altare di San Giovanni Buono, uno per l’Assunzione della Vergine, con ogni probabilità il quadro oggi alla Galleria Nazionale delle Marche e molti altri, che potrebbero essere di interesse per Federico Borromeo, allora impegnato nella costituzione dell’accademia Ambrosiana (Valsecchi, Il duomo, p. 230, nota 34; Sangiorgi 1982, pp. 61-62, n. LX; Colzani 2024, pp. 141-142). [Camilla Colzani]
Trascrizione
«Nel partire del Monte della Vernia passai per Urbino per andare poi a Loreto viddi a Urbino l’opere di Federico Baroccio, et in particolare l’ancona incominciata per il duomo di Milano la quale è miracolosissima; sono di già fatte 16 figure incirca, et ci fornirà facilmente, essendovi M. Ventura suo primo discepolo, il quale à tutta la sua maniera, et quando questi signori della Fabbrica vurano che si fuornisca porterà l’ancona a Milano et la fuornirà a Milano. Il nipote del Baroccio è giovine, e ha puochissima inclinatione alla pittura. Ha tutti li disegni del Baroccio, che son cose che hanno del divino, e certo sono cose di molta consideratione, ne vole far essito, et sono molti pittori de più principali che li vogliano comparare, et in particolare ne sono da 6 incirca di grandezza di 4 braccia in circa, et in particolare vi è quello che ha fatto per l’ancona del duomo di Milano che vale ogni tesoro; ve n’è ancor uno pure così grande di un’Assontione della Vergine Santissima con tutti li dodici Apostoli il quale è fatto con tanto studio che tutti si vedono et uno non impedisce l’altro, ne ha molti altri, che fa restare atoniti a chi li remira; mi viene subito in mente che forsi vostra Signoria Illustrissima ne haria preso per mettere nella Cademie della libreria Ambroggiana; si che li ho fatto suspendere questa vendita sino ad altro mio avviso, el che hanno fatto volentieri. Ora supplico vostra Signoria Illustrissima ad avisarmi a Roma».
Archivist's Notes
Bibl. M. Valsecchi, Pittura, in Il duomo di Milano, testi di E. Cattaneo, R. Bossaglia, M. Valsecchi, M. Cinotti, vol. 2, pp. 178-232; F. Sangiorgi, Committenze milanesi a Federico Barocci e alla sua scuola nel carteggio Vincenzi della Biblioteca Universitaria di Urbino, Urbino 1982; C. Colzani, Documenti milanesi per Federico Barocci, Urbino 2024.
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Francesco Maria, frate cappuccino
Federico Borromeo
Ventura Mazza
Barocci
Project

