I fratelli Vincenzi chiedono a Barocci un’invenzione per la pala della loro cappella di famiglia nel duomo urbinate
Archival Unit
95
Date Issued
November 11, 1603
Coverage Temporal
XVII sec.
Author(s)
Content
1603, 11 novembre
Commento
Ludovico Vincenzi in Urbino scrive al fratello Guidubaldo in Milano (Sangiorgi 1982, pp. 45-46, n. XXXVI dove tuttavia è prospettato un collegamento con il Compianto sul Cristo morto e Santi oggi ai Musei Civici di Bologna non supportato da evidenze; Colzani 2024, pp. 116-117) a proposito dell'allestimento della cappella della famiglia Vincenzi nel duomo di Urbino, sita di fronte a quella del cugino Clemente Bartoli (vedi 1609), e per la quale si prevedeva una pala di grandi dimensioni, che i fratelli Vincenzi e in particolare Ludovico meditavano di commissionare ad Alessandro Vitali, chiedendo a Barocci soltanto una traccia grafica per l'invenzione, senza sovraccaricarlo ulteriormente. Nella tela consegnata da Vitali (oggi nel Museo Diocesano Albani) la Sant'Agnese ripropone la figura del Cristo quale compare nell’incompiuta tela oggi a Chantilly (vedi 1590, 1 febbraio) e nella pala Aldobrandini allora in via di esecuzione. Ludovico Vincenzi ribadisce la propria consuetudine con la cappella di famiglia, dove ha detto messe in memoria dello zio Francesco Paciotto (1513-1591), fratello della propria madre, e rinomato architetto (e del quale Barocci aveva eseguito un ritratto, vedi 1590-1591 e 1672). [Camilla Colzani]
Trascrizione
«Si è fatta instanza per il luogo da far la capella in duomo, et perché ognuno vuole il suo altare per lui, ci daranno l'altare grande, et il quadro va posto in una delle colonne scontro l'altare, havendo poi il signor Clemente intentione di far l'altro per scontro, et cos' ne ho parlato a messer Alessandro Vitali, il quale farà lui detto quadro et il signor Baroccio si accontenta di aiutare et dare il suo disegno. Vi scrivo nella coperta acciò se bisognasse mostrarla per servitio di detto messer Alessandro; che certo cotesti signori l'intendono male che non dovriano dar disgusto al signor Baroccio, et vedete quello che vi dico che tengo sicuro che loro non siano per haver il quadro di detto Baroccio tanto è per discadere di speranza et della sua buona volontà che havea di servire. Avendo io da offitiar la sudetta capella, sì come non ho mancato sin hora che sempre ho detto le messe per la buona memoria del conte Francesco, voglio far una pianeta negra, et così vorrei da Milano un bel passamano d'oro da fornirla, onde per la prima occasione sarete contento mandarlo che io sborsciarò il denaro a qualcheduno di questi pittori che vi servono dei quadri a voi […]».
Commento
Ludovico Vincenzi in Urbino scrive al fratello Guidubaldo in Milano (Sangiorgi 1982, pp. 45-46, n. XXXVI dove tuttavia è prospettato un collegamento con il Compianto sul Cristo morto e Santi oggi ai Musei Civici di Bologna non supportato da evidenze; Colzani 2024, pp. 116-117) a proposito dell'allestimento della cappella della famiglia Vincenzi nel duomo di Urbino, sita di fronte a quella del cugino Clemente Bartoli (vedi 1609), e per la quale si prevedeva una pala di grandi dimensioni, che i fratelli Vincenzi e in particolare Ludovico meditavano di commissionare ad Alessandro Vitali, chiedendo a Barocci soltanto una traccia grafica per l'invenzione, senza sovraccaricarlo ulteriormente. Nella tela consegnata da Vitali (oggi nel Museo Diocesano Albani) la Sant'Agnese ripropone la figura del Cristo quale compare nell’incompiuta tela oggi a Chantilly (vedi 1590, 1 febbraio) e nella pala Aldobrandini allora in via di esecuzione. Ludovico Vincenzi ribadisce la propria consuetudine con la cappella di famiglia, dove ha detto messe in memoria dello zio Francesco Paciotto (1513-1591), fratello della propria madre, e rinomato architetto (e del quale Barocci aveva eseguito un ritratto, vedi 1590-1591 e 1672). [Camilla Colzani]
Trascrizione
«Si è fatta instanza per il luogo da far la capella in duomo, et perché ognuno vuole il suo altare per lui, ci daranno l'altare grande, et il quadro va posto in una delle colonne scontro l'altare, havendo poi il signor Clemente intentione di far l'altro per scontro, et cos' ne ho parlato a messer Alessandro Vitali, il quale farà lui detto quadro et il signor Baroccio si accontenta di aiutare et dare il suo disegno. Vi scrivo nella coperta acciò se bisognasse mostrarla per servitio di detto messer Alessandro; che certo cotesti signori l'intendono male che non dovriano dar disgusto al signor Baroccio, et vedete quello che vi dico che tengo sicuro che loro non siano per haver il quadro di detto Baroccio tanto è per discadere di speranza et della sua buona volontà che havea di servire. Avendo io da offitiar la sudetta capella, sì come non ho mancato sin hora che sempre ho detto le messe per la buona memoria del conte Francesco, voglio far una pianeta negra, et così vorrei da Milano un bel passamano d'oro da fornirla, onde per la prima occasione sarete contento mandarlo che io sborsciarò il denaro a qualcheduno di questi pittori che vi servono dei quadri a voi […]».
Archivist's Notes
Coll. BUU, Congregazione di Carità, 38, IV, f. 609r-v
Bibl. F. Sangiorgi, Committenze milanesi a Federico Barocci e alla sua scuola nel carteggio Vincenzi della Biblioteca Universitaria di Urbino, Urbino 1982; C. Colzani, Documenti milanesi per Federico Barocci, Urbino 2024.
Bibl. F. Sangiorgi, Committenze milanesi a Federico Barocci e alla sua scuola nel carteggio Vincenzi della Biblioteca Universitaria di Urbino, Urbino 1982; C. Colzani, Documenti milanesi per Federico Barocci, Urbino 2024.
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Guidubaldo Vincenzi
Alessandro Vitali
Clemente Bartoli
Barocci
Ludovico Vincenzi
File / Documentation![]()
Name
01_107.JPG
Size
14.06 MB
Format
JPEG
Checksum (MD5)
beb238679d6b4977643326ffb8489def
Project

