Il padre oratoriano Giovan Francesco Bordini loda la Visitazione di Barocci
Archival Unit
16
Date Issued
April 11, 1587
Coverage Temporal
XVI sec.
Author(s)
Content
1587, 11 aprile
Commento
Padre Giovan Francesco Bordini scrive ad Antonio Talpa in Napoli (Cistellini 1989, I, p. 489, nota 44; Barbieri, Barchiesi, Ferrara 1995, p. 68), a commento della pala con l'Assunzione della Vergine dipinta da Aurelio Lomi per Santa Maria in Vallicella, che si trovava nella quinta cappella di destra. Alla descrizione particolareggiata del partito architettonico della cappella, osservandone le affinità con la cappella Gregoriana in San Pietro (cfr. Barbieri, Bar-chiesi, Ferrara 1995, pp. 79-80), e delle opere di Aurelio Lomi ancora in situ, segue l’apprezzamento della Visitazione di Barocci; quest’ultima è giudicata non meno di valore della Ascensione di Girolamo Muziano appena collocata sull’altare della cappella di Tiberio Ceuli, e della Crocifissione di Scipione Pulzone compiuta entro i primi di maggio del 1586 per la cappella di Camillo Caetani. [Barbara Agosti, Alberto Bianco, Camilla Colzani]
Trascrizione
«[…] Il giorno di Pasqua si scoprì la cappella del Pinelli la quale a giuditio commune è riputata vaga, ricca et benissimo intesa, così nello spartimento del nicchio, già veduto dalle Reverenze Vostre come nel di sotto dove sono le finestre vetrate et ramate sopra le fenestre sono due quadri a fresco, in uno de’ quali è la istoria di Jael che fora la tempia a Sisara, nell’altro lo sposalitio di Isaac et Rebecca, sotto tra la soglia delle fenestre et l’incrostatura che cinge la cappella a pari del piedistallo vi sono due altri quadri a guisa di paesi a fresco un de quali contiene la istoria di Rut, l’altro quello di Maria sorella di Mosé che canta alla riva del Mar Rosso. Di qua et di là dalle finestre in quello spatio che rimane tra l’ornamento dell’altare et dall’altro canto al pilastrello che risalta vi sono due fogliami di stucco dorati molto vaghi tramezzati con due quadretti che fingono due croci di fogliami simili, sopra le porticelle in quei vani uno lungo, l’altro tondo, vi sono ne tondi a olio due teste una del Salvadore vi è David pure a olio con l’arpa et il versetto sotto che dice adstitit Regina a dextris tuis. Dalla banda di fuori della rivolta del pilastro grande e sopra il dado è spartito il pilastro con alcuni mazzi et festoni di stucco et di sopra et di sotto due quadri con due sibille di mezzo rilievo, dorate tutte a guisa di medaglie. Nel mezzo rilievo, in un quadretto lungo et stretto da un canto l’istoria di Iona, dall’altro il diluvio con l’arca di Noè pur di mezzo rilievo, dorato il campo, et bianche le figure. Dal dado in giù tutto è sodo con alcuni fogliami intorno à pilastri larghi tre o quattro dita, parte noccioli, parte simili fantasie con alcune bacchette per ornamento dorate di stucco et con il basamento di marmo fino. I balaustri sono di marmo di bellissimo garbo con quattro palle sopra i pilastrelli et cimasa, con un poco di mischio dentrovi, et le palle sono di africano; sono i pilastri alti alla misura di quelli della Gregoriana, ma in miglior garbo et disegno, in modo che possono le genti vedere et udire ma non appoggiarsi ne spectar dentro alla cappella vi è una porta d’intaglio di noce, con la Madonna sopra nel mezzo, il pavimento è scompartito di marmi fini bianchi bigi, et in altri luoghi mischi, con gratiosa divisione nel mezzo è una pietra bianca ovata in questa forma (ovale largo disegnato) con lettere di bronzo incassate et dicono, Assumptae Virgini Iohannes Augustinus Pinellus nobilis Genuensis aram de suo erectam, ornatam, dotatam, dicavit anno Salutis MDLXXXVII. La tavola la principale riesce a giuditio de buoni et intendenti tale che può comparire tra l’altre di chiesa, se bene cede al Barozzi, al Caetano e al Mutiano, ben divisa con ottimi colori, vaga et minutissimamente finita, fatta in spatio di otto mesi, la cappella ha grandissimo lume et orna et honora questa chiesa et se si potesse seguire il restante sarebbe cossa singolare in questa città e fuori. Ho quasi saldato con gli artisti, et veduti i conti così all’ingrosso, non arriviamo etiam con la pittura alli 3mila scudi ma batte intorno alli 2800 in circa. Tanto ho scritto per trattenimento alle Reverenze Vostre et in particolare al padre Talpa il quale devi dire si contenti, et sè come doppo il padre Giovenale, sono anch’io poeta, così doppo il padre Talpa, sia anch’io architetto, che mi sono voluto scapricciare a fare a modo mio. Non altro. Valete et plaudite. A Vostra Reverenza et tutti bacio la mano. Di Roma li 11 di aprile 1587. Giovan Francesco Bordini».
Commento
Padre Giovan Francesco Bordini scrive ad Antonio Talpa in Napoli (Cistellini 1989, I, p. 489, nota 44; Barbieri, Barchiesi, Ferrara 1995, p. 68), a commento della pala con l'Assunzione della Vergine dipinta da Aurelio Lomi per Santa Maria in Vallicella, che si trovava nella quinta cappella di destra. Alla descrizione particolareggiata del partito architettonico della cappella, osservandone le affinità con la cappella Gregoriana in San Pietro (cfr. Barbieri, Bar-chiesi, Ferrara 1995, pp. 79-80), e delle opere di Aurelio Lomi ancora in situ, segue l’apprezzamento della Visitazione di Barocci; quest’ultima è giudicata non meno di valore della Ascensione di Girolamo Muziano appena collocata sull’altare della cappella di Tiberio Ceuli, e della Crocifissione di Scipione Pulzone compiuta entro i primi di maggio del 1586 per la cappella di Camillo Caetani. [Barbara Agosti, Alberto Bianco, Camilla Colzani]
Trascrizione
«[…] Il giorno di Pasqua si scoprì la cappella del Pinelli la quale a giuditio commune è riputata vaga, ricca et benissimo intesa, così nello spartimento del nicchio, già veduto dalle Reverenze Vostre come nel di sotto dove sono le finestre vetrate et ramate sopra le fenestre sono due quadri a fresco, in uno de’ quali è la istoria di Jael che fora la tempia a Sisara, nell’altro lo sposalitio di Isaac et Rebecca, sotto tra la soglia delle fenestre et l’incrostatura che cinge la cappella a pari del piedistallo vi sono due altri quadri a guisa di paesi a fresco un de quali contiene la istoria di Rut, l’altro quello di Maria sorella di Mosé che canta alla riva del Mar Rosso. Di qua et di là dalle finestre in quello spatio che rimane tra l’ornamento dell’altare et dall’altro canto al pilastrello che risalta vi sono due fogliami di stucco dorati molto vaghi tramezzati con due quadretti che fingono due croci di fogliami simili, sopra le porticelle in quei vani uno lungo, l’altro tondo, vi sono ne tondi a olio due teste una del Salvadore vi è David pure a olio con l’arpa et il versetto sotto che dice adstitit Regina a dextris tuis. Dalla banda di fuori della rivolta del pilastro grande e sopra il dado è spartito il pilastro con alcuni mazzi et festoni di stucco et di sopra et di sotto due quadri con due sibille di mezzo rilievo, dorate tutte a guisa di medaglie. Nel mezzo rilievo, in un quadretto lungo et stretto da un canto l’istoria di Iona, dall’altro il diluvio con l’arca di Noè pur di mezzo rilievo, dorato il campo, et bianche le figure. Dal dado in giù tutto è sodo con alcuni fogliami intorno à pilastri larghi tre o quattro dita, parte noccioli, parte simili fantasie con alcune bacchette per ornamento dorate di stucco et con il basamento di marmo fino. I balaustri sono di marmo di bellissimo garbo con quattro palle sopra i pilastrelli et cimasa, con un poco di mischio dentrovi, et le palle sono di africano; sono i pilastri alti alla misura di quelli della Gregoriana, ma in miglior garbo et disegno, in modo che possono le genti vedere et udire ma non appoggiarsi ne spectar dentro alla cappella vi è una porta d’intaglio di noce, con la Madonna sopra nel mezzo, il pavimento è scompartito di marmi fini bianchi bigi, et in altri luoghi mischi, con gratiosa divisione nel mezzo è una pietra bianca ovata in questa forma (ovale largo disegnato) con lettere di bronzo incassate et dicono, Assumptae Virgini Iohannes Augustinus Pinellus nobilis Genuensis aram de suo erectam, ornatam, dotatam, dicavit anno Salutis MDLXXXVII. La tavola la principale riesce a giuditio de buoni et intendenti tale che può comparire tra l’altre di chiesa, se bene cede al Barozzi, al Caetano e al Mutiano, ben divisa con ottimi colori, vaga et minutissimamente finita, fatta in spatio di otto mesi, la cappella ha grandissimo lume et orna et honora questa chiesa et se si potesse seguire il restante sarebbe cossa singolare in questa città e fuori. Ho quasi saldato con gli artisti, et veduti i conti così all’ingrosso, non arriviamo etiam con la pittura alli 3mila scudi ma batte intorno alli 2800 in circa. Tanto ho scritto per trattenimento alle Reverenze Vostre et in particolare al padre Talpa il quale devi dire si contenti, et sè come doppo il padre Giovenale, sono anch’io poeta, così doppo il padre Talpa, sia anch’io architetto, che mi sono voluto scapricciare a fare a modo mio. Non altro. Valete et plaudite. A Vostra Reverenza et tutti bacio la mano. Di Roma li 11 di aprile 1587. Giovan Francesco Bordini».
Archivist's Notes
Coll. ACON, X.2, ff. 230-231
Bibl. A. Cistellini, San Filippo Neri: l’Oratorio e la Congregazione Oratoriana; storia e spiritualità, 3 voll., Brescia 1989; C. Barbieri, S. Barchiesi, D. Ferrara, Santa Maria in Vallicella. Chiesa Nuova, Roma 1995
Bibl. A. Cistellini, San Filippo Neri: l’Oratorio e la Congregazione Oratoriana; storia e spiritualità, 3 voll., Brescia 1989; C. Barbieri, S. Barchiesi, D. Ferrara, Santa Maria in Vallicella. Chiesa Nuova, Roma 1995
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Giovan Francesco Bordini
Antonio Talpa
Aurelio Lomi
Giovanni Agostino Pinelli
Scipione Pulzone
Girolamo Muziano
Padre Giovanni Giovenale Ancina
Barocci

