144 - 001 : Poesie di Sempronio Decano (?) Carlo
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XVII sec.
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Poesie di Sempronio Decano (?) Carlo dedicate a:
1. Ai nuovi Accademici Ricci, Maffei, Cardilli «Hor, ch’é de nostri merti onusta e grave» c. 1.
2. A Andrea Casali moribondo in galera «Simili a meco si macabra havisti», c. 2.
3. Al cardinale Costaguti «Fatti di Pindo di pocrena il fonte», c. 3 - 4.
4. In morte di Francesco Paciotti «All’hor che di gran merto ampio tesoro» «Qui dove vengon di funesti canti», c. 5 - 9.
5. Alla donna chiamata Chiara «Chiara é costei, à la sua chiara luce», c. 9 retro.
A Ignazio Ubaldini «Saggio intelletto à contemplar rivolto», c. 10.
7. Al Cybo «La dove era il vasto Egeo Padre fecondo», c. 11 - 12.
8. A Federico Barocci «Questi del nome suo sostegno», c. 13 - 15.
9. Alla fortuna «Suona pur, vibra pur invana Arciera» c. 15 retro.
10. Ad un amico «S’avvien che sia tal hor Cerva colpita» «Come s’ingannava core», c. 16.
11. Al cardinale Gabrielli per la sua venuta in Urbino «Barbara servitù, vile e negletta» «Vengan contro di noi armate schiere», c. 17 - 18.
12. All’Arciv. di Urbino Mons. Vitelli «O come é ver ch’egli più indegni arride», c. 19 - 20.
13. All’ill. Pignatelli Legato dello Stato di Urbino «Un vaso é l’huom, immondo loto e vile», c. 19 retro.
14. Per il Pontificato di lnnocenzo X «Ne l’italico sen trabocca, e piomba», c. 21 - 23.
15. Per la morte di Paciotti «A giovinetto heroe sera importuna», c. 24.
16. 16. Ai fratelli Paciotti l’uno morto al ponte del Metauro e l’altro al ponte dell’Arno «Due Francischi germani appo due fiumi», c. 24 retro e 25.
17. Al cardinale Spada «Signor fur questi marmi un tempo arditi», c. 26.
18. Per la caduta d’acqua a Tivoli «Questa é una idra de’ monti, antico de’ scogli», c. 27.
19. Alla fam. Palma «Com’oppresse risorgono le Palme», c. 28.
20. Diotallevi Andrea, ad Alessandro Albani, Sonetto «Qual’ chi nelle notturne ore tranquille», c. 29 - 32.
21. Il poetico genio italiano ossiano i primi modelli del Parnaso italiano, corona di sonetti di P. O. P. della R. S. di F. (1002) a Dante «S’alza, e dispiega al Ciel volo immortale» a Petrarca «Spinto dagli arti del sensibil core» a Ariosto «Della robusta fantasia sull’ale» a Sanazzaro «Il poetico Genio animatore» a Tasso «L’Ausonio mesto all’arche mesto eguale» a Chiabrera «Pendono le Felce corde sonore» a Marini «Libero canta, e l’acra invidia assale» a Berni «Fabbro d’attivi sali, e di Lepore» a Frugoni «Col più sublime armonico lavoro» a Metastasio «Ignor dell’alme; e più dolce affetto» a Goldoni «I plausi ottien dell’ascoltante coro» a Parini «Il vizio morde con leggiadri carmi» a Alfieri «Desta pe i gran delitti orror nel petto» a Cesarotti «Le antiche imprese rammentando, e l’armi» al genio poetico italico «Salza e dispiega al Ciel volo immortale», c. 33 - 44.
Sonetti di ignoti
22. In morte della contessa Lucrezia Bardi «Sponde dell’Arno, ove la fronte altera», c. 45 - 50.
23. Alla sign. Lucrezia Foresti «D’ogni fosco pensier libero e sciolto», c. 51.
24. Al cardinale Giammartini Carlo «Magnanimo destrier, che avessi il vento», c. 52.
25. In morte di Rosa Teresa «Signor, tu sai, se volentieri il Figlio» «Deh perché versi dalle luci il pianto», c. 53.
26. Al cardinale Giuseppe Albani «Fama, che ratta vappiù de’ pensier», c. 54 - 55.
27. Alla Contessa Eleonora Nani Agnelli «Nerina o cinta di meschino ammanto», c. 56.
28. A Becci G. «Al muto sasso che il tuo cener serra», c. 57 - 58.
29. A Feltri Sveva «Stette, Tremò, perso il natio vigore», c. 59 - 60.
30. A Muzio Oddi «Pittor nel corpo d’una carcer tetra», c. 61.
31. A Commandino Federico «Chi è costui, che muove ardito il piede», c. 62.
32. A Feltria Elisabetta «lllustre sangue, e non virtù che vale?», c. 63 - 64.
33. A Battiferri Laura «L’Arpa, che del Giordan sorvola sponde», c. 65 - 66.
34. A Beni Raffaello «Beni come ritrarti? Colla moglie», c. 67 - 68.
35. A Galli Angiolo «Non sol per cotte rime, ed auro stile», c. 69 - 70.
36. A Bramante «Bramante e chi della silvestre cura», c. 71 - 72.
37. A Galli Antonio «Le gravi cure, che al tuo senno affida», c. 73 - 74.
38. A Montano Marco «Questi é Montano: gli antichi lepori», c. 75 - 76.
39. A Don Giuseppe Monino «L’alte cure del Regno, e i pensier gravi», c. 77.
40. «L’accompagno», poemetto c. 77 retro 84.
41. A Nolfo Feltrio, Anacreontica «Dell’Ebano sonoro», c. 85.
42. A Mons. Ignazio Ranaldi «Fur paghi alfine, voti nostri: un pegno», c. 86 - 87.
43. A Mons. Spiridione Berioli «La sposa di Titon nunzia del giorno», c. 88 - 89.
44. A Mons. De Pretis «Fama non è, che le veloci penne», c. 90.
45. A Polidoro Vergili «Lungi dal patrio nido, anzi diviso», c. 91.
46. A Commandino Federico «Chi sia che non commendi non che commando», c. 91 retro.
47. A Minerva Bartoli degli Angeli «Fuor dell’ombre terrene, onde scendesti», c. 92.
48. A Mons. Ottavio Accoramboni «Spiegar d’Ottavio in carte i sommi onori», c. 92 retro.
49. A Francesco Arsilli «Per erte, ignote vie con lieto ciglio», c. 93 - 95.
50. In morte dell’Abb. Govea «Poiché di gelo al suo fiorir nemico», c. 96 - 97.
1. Ai nuovi Accademici Ricci, Maffei, Cardilli «Hor, ch’é de nostri merti onusta e grave» c. 1.
2. A Andrea Casali moribondo in galera «Simili a meco si macabra havisti», c. 2.
3. Al cardinale Costaguti «Fatti di Pindo di pocrena il fonte», c. 3 - 4.
4. In morte di Francesco Paciotti «All’hor che di gran merto ampio tesoro» «Qui dove vengon di funesti canti», c. 5 - 9.
5. Alla donna chiamata Chiara «Chiara é costei, à la sua chiara luce», c. 9 retro.
A Ignazio Ubaldini «Saggio intelletto à contemplar rivolto», c. 10.
7. Al Cybo «La dove era il vasto Egeo Padre fecondo», c. 11 - 12.
8. A Federico Barocci «Questi del nome suo sostegno», c. 13 - 15.
9. Alla fortuna «Suona pur, vibra pur invana Arciera» c. 15 retro.
10. Ad un amico «S’avvien che sia tal hor Cerva colpita» «Come s’ingannava core», c. 16.
11. Al cardinale Gabrielli per la sua venuta in Urbino «Barbara servitù, vile e negletta» «Vengan contro di noi armate schiere», c. 17 - 18.
12. All’Arciv. di Urbino Mons. Vitelli «O come é ver ch’egli più indegni arride», c. 19 - 20.
13. All’ill. Pignatelli Legato dello Stato di Urbino «Un vaso é l’huom, immondo loto e vile», c. 19 retro.
14. Per il Pontificato di lnnocenzo X «Ne l’italico sen trabocca, e piomba», c. 21 - 23.
15. Per la morte di Paciotti «A giovinetto heroe sera importuna», c. 24.
16. 16. Ai fratelli Paciotti l’uno morto al ponte del Metauro e l’altro al ponte dell’Arno «Due Francischi germani appo due fiumi», c. 24 retro e 25.
17. Al cardinale Spada «Signor fur questi marmi un tempo arditi», c. 26.
18. Per la caduta d’acqua a Tivoli «Questa é una idra de’ monti, antico de’ scogli», c. 27.
19. Alla fam. Palma «Com’oppresse risorgono le Palme», c. 28.
20. Diotallevi Andrea, ad Alessandro Albani, Sonetto «Qual’ chi nelle notturne ore tranquille», c. 29 - 32.
21. Il poetico genio italiano ossiano i primi modelli del Parnaso italiano, corona di sonetti di P. O. P. della R. S. di F. (1002) a Dante «S’alza, e dispiega al Ciel volo immortale» a Petrarca «Spinto dagli arti del sensibil core» a Ariosto «Della robusta fantasia sull’ale» a Sanazzaro «Il poetico Genio animatore» a Tasso «L’Ausonio mesto all’arche mesto eguale» a Chiabrera «Pendono le Felce corde sonore» a Marini «Libero canta, e l’acra invidia assale» a Berni «Fabbro d’attivi sali, e di Lepore» a Frugoni «Col più sublime armonico lavoro» a Metastasio «Ignor dell’alme; e più dolce affetto» a Goldoni «I plausi ottien dell’ascoltante coro» a Parini «Il vizio morde con leggiadri carmi» a Alfieri «Desta pe i gran delitti orror nel petto» a Cesarotti «Le antiche imprese rammentando, e l’armi» al genio poetico italico «Salza e dispiega al Ciel volo immortale», c. 33 - 44.
Sonetti di ignoti
22. In morte della contessa Lucrezia Bardi «Sponde dell’Arno, ove la fronte altera», c. 45 - 50.
23. Alla sign. Lucrezia Foresti «D’ogni fosco pensier libero e sciolto», c. 51.
24. Al cardinale Giammartini Carlo «Magnanimo destrier, che avessi il vento», c. 52.
25. In morte di Rosa Teresa «Signor, tu sai, se volentieri il Figlio» «Deh perché versi dalle luci il pianto», c. 53.
26. Al cardinale Giuseppe Albani «Fama, che ratta vappiù de’ pensier», c. 54 - 55.
27. Alla Contessa Eleonora Nani Agnelli «Nerina o cinta di meschino ammanto», c. 56.
28. A Becci G. «Al muto sasso che il tuo cener serra», c. 57 - 58.
29. A Feltri Sveva «Stette, Tremò, perso il natio vigore», c. 59 - 60.
30. A Muzio Oddi «Pittor nel corpo d’una carcer tetra», c. 61.
31. A Commandino Federico «Chi è costui, che muove ardito il piede», c. 62.
32. A Feltria Elisabetta «lllustre sangue, e non virtù che vale?», c. 63 - 64.
33. A Battiferri Laura «L’Arpa, che del Giordan sorvola sponde», c. 65 - 66.
34. A Beni Raffaello «Beni come ritrarti? Colla moglie», c. 67 - 68.
35. A Galli Angiolo «Non sol per cotte rime, ed auro stile», c. 69 - 70.
36. A Bramante «Bramante e chi della silvestre cura», c. 71 - 72.
37. A Galli Antonio «Le gravi cure, che al tuo senno affida», c. 73 - 74.
38. A Montano Marco «Questi é Montano: gli antichi lepori», c. 75 - 76.
39. A Don Giuseppe Monino «L’alte cure del Regno, e i pensier gravi», c. 77.
40. «L’accompagno», poemetto c. 77 retro 84.
41. A Nolfo Feltrio, Anacreontica «Dell’Ebano sonoro», c. 85.
42. A Mons. Ignazio Ranaldi «Fur paghi alfine, voti nostri: un pegno», c. 86 - 87.
43. A Mons. Spiridione Berioli «La sposa di Titon nunzia del giorno», c. 88 - 89.
44. A Mons. De Pretis «Fama non è, che le veloci penne», c. 90.
45. A Polidoro Vergili «Lungi dal patrio nido, anzi diviso», c. 91.
46. A Commandino Federico «Chi sia che non commendi non che commando», c. 91 retro.
47. A Minerva Bartoli degli Angeli «Fuor dell’ombre terrene, onde scendesti», c. 92.
48. A Mons. Ottavio Accoramboni «Spiegar d’Ottavio in carte i sommi onori», c. 92 retro.
49. A Francesco Arsilli «Per erte, ignote vie con lieto ciglio», c. 93 - 95.
50. In morte dell’Abb. Govea «Poiché di gelo al suo fiorir nemico», c. 96 - 97.
Fonds
Archivist's Notes
Busta 144, fascicolo 1
Physical Type
Fascicolo
Description
Fascicolo di carte sciolte
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Attività di acquisizione digitale e metadatazione del fondo Manoscritti dell'Università degli Studi di Urbino
Keywords
Sonetto
File / Documentation![]()
Name
B144_F001_001.jpg
Size
2.89 MB
Format
JPEG
Checksum (MD5)
4318a71141924904b194ca1eb09450f0
Fonds
Project
Attività di acquisizione digitale e metadatazione del fondo Manoscritti dell'Università degli Studi di Urbino

