La Natività per Federico Borromeo arriva a Milano
Archival Unit
96
Date Issued
December 28, 1603
Coverage Temporal
XVII sec.
Content
1603, 28 dicembre
Commento
L’architetto Papirio Bartoli, agente di Federico Borromeo a Roma, gli scrive per informarlo dell’invio di un quadro di Barocci a Milano, insieme ad altre quattro opere non meglio specificate. L’opera citata è verosimilmente la Natività oggi all’Ambrosiana (Colzani 2024, pp. 117-118). Il monsignor Santamaura qui citato è con ogni probabilità il copista cipriota Giovanni Santamaura (1538-1614), di cui sono documentati soggiorni napoletani; non si può escludere altresì che si tratti del figlio Giulio Cesare (1577-1618). Il reverendo Grattarola è Padre Marco Aurelio Grattarola (1549 ca.- 1615) (Pagani 2011). Il conte Renato è Renato Borromeo, fratello di Federico. Il Giuseppe pittore qui richiamato è Giuseppe Franco (1565-1628) sul quale vedi Melasecchi 1998; Baglione [1642] 2023, I, pp. 734-735. [Camilla Colzani]
Trascrizione
«Ho recevuto il disegno che se doveva fare d’argento per la Madonna de Assisi, nel che farò quanto vostra Signoria Illustrissima me ordina, et de quanto seguirà le ne darò menuto ragguaglio.
Il quadro del Baroccio assieme con li altri quattro in Roma già sono in viaggio per costà accomodati separatamente con ogni deligentia, et raccomandasi al mulattiero che li porti in derittura senza tralassiarli per strada et con accortezza che non se guastino et con il medesimo mulattiero le mandano doi cassettine de conserve di Napoli mandate da monsignor Santa Maura, una per vostra Signoria Illustrissima e l’altra per il vostro conte Renato, tutti diretti al Ca[***]ola, recevitore costà.
Ancora non ho potuto aver copia da messer Gioseppe pittore per farli pigliar quelle inscrizioni delli famosi greci che vedrò de haverle per quest’altro ordinario.
Li ambasciatori ancora non sono comparsi, ma solo figura il reverendo Grattarola il quale è restato grandemente consolato de haver retrovati l’appartamenti comodissimi per detti signori senza darsi impedimento alcuno l’un con l’altro e quel che più importa senza occasione per quanto speriamo de desgusti da precedenze fra di loro. Che è quanto per hora mi occorre. Et per fine li fo umilimente reverenza predandoli di ogni felicità. di Roma alli 28 dicembre 1603. Humilissimo servitore Papirio Bartoli».
Commento
L’architetto Papirio Bartoli, agente di Federico Borromeo a Roma, gli scrive per informarlo dell’invio di un quadro di Barocci a Milano, insieme ad altre quattro opere non meglio specificate. L’opera citata è verosimilmente la Natività oggi all’Ambrosiana (Colzani 2024, pp. 117-118). Il monsignor Santamaura qui citato è con ogni probabilità il copista cipriota Giovanni Santamaura (1538-1614), di cui sono documentati soggiorni napoletani; non si può escludere altresì che si tratti del figlio Giulio Cesare (1577-1618). Il reverendo Grattarola è Padre Marco Aurelio Grattarola (1549 ca.- 1615) (Pagani 2011). Il conte Renato è Renato Borromeo, fratello di Federico. Il Giuseppe pittore qui richiamato è Giuseppe Franco (1565-1628) sul quale vedi Melasecchi 1998; Baglione [1642] 2023, I, pp. 734-735. [Camilla Colzani]
Trascrizione
«Ho recevuto il disegno che se doveva fare d’argento per la Madonna de Assisi, nel che farò quanto vostra Signoria Illustrissima me ordina, et de quanto seguirà le ne darò menuto ragguaglio.
Il quadro del Baroccio assieme con li altri quattro in Roma già sono in viaggio per costà accomodati separatamente con ogni deligentia, et raccomandasi al mulattiero che li porti in derittura senza tralassiarli per strada et con accortezza che non se guastino et con il medesimo mulattiero le mandano doi cassettine de conserve di Napoli mandate da monsignor Santa Maura, una per vostra Signoria Illustrissima e l’altra per il vostro conte Renato, tutti diretti al Ca[***]ola, recevitore costà.
Ancora non ho potuto aver copia da messer Gioseppe pittore per farli pigliar quelle inscrizioni delli famosi greci che vedrò de haverle per quest’altro ordinario.
Li ambasciatori ancora non sono comparsi, ma solo figura il reverendo Grattarola il quale è restato grandemente consolato de haver retrovati l’appartamenti comodissimi per detti signori senza darsi impedimento alcuno l’un con l’altro e quel che più importa senza occasione per quanto speriamo de desgusti da precedenze fra di loro. Che è quanto per hora mi occorre. Et per fine li fo umilimente reverenza predandoli di ogni felicità. di Roma alli 28 dicembre 1603. Humilissimo servitore Papirio Bartoli».
Archivist's Notes
Coll. BAMi, G 251a inf., ff. 26-27
Bibl. O. Melasecchi, s.v. Franco, Giuseppe in Dizionario Biografico degli Italiani, 50, Roma, 1998, pp. 191-192. G. Baglione, Le vite de' pittori, scultori et architetti [Roma 1672], a cura di B. Agosti e P. Tosini, 2 voll., Roma 2023; C. Colzani, Documenti milanesi per Federico Barocci, Urbino 2024.
Bibl. O. Melasecchi, s.v. Franco, Giuseppe in Dizionario Biografico degli Italiani, 50, Roma, 1998, pp. 191-192. G. Baglione, Le vite de' pittori, scultori et architetti [Roma 1672], a cura di B. Agosti e P. Tosini, 2 voll., Roma 2023; C. Colzani, Documenti milanesi per Federico Barocci, Urbino 2024.
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Papirio Bartoli
(Giovanni?) Santamaura
Marco Aurelio Grattarola
Renato Borromeo
Giuseppe Franchi
Barocci
Project

