Istruzioni di Clemente VIII per la pala Aldobrandini
Date Issued
February 21, 1604
Coverage Temporal
XVII sec.
Author(s)
Content
1604, 21 febbraio
Commento
Malatesta Malatesti in Roma aggiorna il duca di Urbino (Gronau [1936] 2011, p. 183, n. CCLII); (vedi 1604, 1 febbraio). Di sua iniziativa, Clemente VIII si è fatto portare il secondo e preferito dei due disegni avuti da Barocci, chiedendoli al Sassatello, ovvero il fidato prelato imolese Giovanni Battista Sassatelli (1556-1613), insieme a uno schizzo fatto preparare dal papa stesso per mano di «un giovine» per meglio spiegare le proprie richieste. La prima concerne il risalto del gesto del Cristo in atto di comunicare, come il papa aveva già fatto presente (vedi 1603, 22 novembre), la seconda riguarda la scelta di ambientare la scena a lume di notte, aggiungendo altre fonti di luce interne alla composizione (i «lumieri»). Tali cambiamenti vanno ora trasmessi a Barocci, che dovrà rimettere mano alla composizione progettata, e il ministro ducale teme che questo possa turbare l'artista, e suggerisce che non gli venga mostrato lo schizzo mandato dal papa. [Barbara Agosti, Maria Luna Vizzini]
Trascrizione
«[Il papa] Si ricordò da se medemo de dissegni del Baroccio e dato mano al campanello, e venuto dentro il Sassatello, si fece dare il secondo dissegno di Federico, quello che mostrò d'approvare più anco la prima volta, migliorato per ricordo di Vostra Altezza, e con quello un altro, che disse haver fatto schizzare da un giovine, per meglio dichiarare il senso suo, il quale consiste in due cose, come vedrà, delle quali una ne toccò fin al hora, e l'altra è nova|, la prima è che vorebbe vedere la mano del Christo più vicina all'atto del communicare e più staccata dal petto, come fin all'hora parmi li scrivessi, l'altra che vi s'aggiunghino lumieri, che rimostrino esser stata di notte tale institutione santissima, e però mando l'un e l'altro, che così ha voluto, se ben pareva lo facesse, e dicesse mal volontieri, e alla prudenza di Vostra Altezza toccarà far ricordare suavemente il bisogno all'artefice, senza forsi che veda il nuovo dissegno, per non aggiungerli perturbatione a quella ch'ha sempre seco, e cavarne il medesimo effetto quietamente. E da questo riconoscerà qual sia stato la cagione di sì lungo indugio […]».
Commento
Malatesta Malatesti in Roma aggiorna il duca di Urbino (Gronau [1936] 2011, p. 183, n. CCLII); (vedi 1604, 1 febbraio). Di sua iniziativa, Clemente VIII si è fatto portare il secondo e preferito dei due disegni avuti da Barocci, chiedendoli al Sassatello, ovvero il fidato prelato imolese Giovanni Battista Sassatelli (1556-1613), insieme a uno schizzo fatto preparare dal papa stesso per mano di «un giovine» per meglio spiegare le proprie richieste. La prima concerne il risalto del gesto del Cristo in atto di comunicare, come il papa aveva già fatto presente (vedi 1603, 22 novembre), la seconda riguarda la scelta di ambientare la scena a lume di notte, aggiungendo altre fonti di luce interne alla composizione (i «lumieri»). Tali cambiamenti vanno ora trasmessi a Barocci, che dovrà rimettere mano alla composizione progettata, e il ministro ducale teme che questo possa turbare l'artista, e suggerisce che non gli venga mostrato lo schizzo mandato dal papa. [Barbara Agosti, Maria Luna Vizzini]
Trascrizione
«[Il papa] Si ricordò da se medemo de dissegni del Baroccio e dato mano al campanello, e venuto dentro il Sassatello, si fece dare il secondo dissegno di Federico, quello che mostrò d'approvare più anco la prima volta, migliorato per ricordo di Vostra Altezza, e con quello un altro, che disse haver fatto schizzare da un giovine, per meglio dichiarare il senso suo, il quale consiste in due cose, come vedrà, delle quali una ne toccò fin al hora, e l'altra è nova|, la prima è che vorebbe vedere la mano del Christo più vicina all'atto del communicare e più staccata dal petto, come fin all'hora parmi li scrivessi, l'altra che vi s'aggiunghino lumieri, che rimostrino esser stata di notte tale institutione santissima, e però mando l'un e l'altro, che così ha voluto, se ben pareva lo facesse, e dicesse mal volontieri, e alla prudenza di Vostra Altezza toccarà far ricordare suavemente il bisogno all'artefice, senza forsi che veda il nuovo dissegno, per non aggiungerli perturbatione a quella ch'ha sempre seco, e cavarne il medesimo effetto quietamente. E da questo riconoscerà qual sia stato la cagione di sì lungo indugio […]».
Archivist's Notes
Coll. ASF, Urbino, Classe I, Filza 151, f. 81v-82r
Bibl. G. Gronau, Documenti artistici urbinati [Firenze 1936], Urbino 2011
Bibl. G. Gronau, Documenti artistici urbinati [Firenze 1936], Urbino 2011
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Malatesta Malatesti
Francesco Maria II della Rovere
Clemente VIII
Giovanni Battista Sassatelli
Project

