Barocci declina la richiesta di un dipinto per il duomo di Milano
Archival Unit
23
Date Issued
July 2, 1593
Coverage Temporal
XVI sec.
Author(s)
Family
Content
1593, 2 luglio
Commento
Guidubaldo Vincenzi in Milano scrive al fratello Ludovico in Urbino e, dopo averlo aggiornato su alcuni affari di famiglia, spiega che Barocci, attraverso Pietro Antonio Lonati, aveva comunicato di volere declinare la proposta di eseguire un dipinto per il duomo di Milano avanzata al principio dell’anno (vedi 1593, 27 gennaio). Tra le ragioni che hanno indotto il pittore urbinate al diniego sono le cattive condizioni di luce del sito cui il dipinto era destinato, e sul quale Giovan Battista Clarici aveva fornito ragguagli preliminari (Sangiorgi 1982, pp. 17-18, n. II; Colzani 2024, pp. 51-52). Barocci aveva spiegato di non volere affrontare la delusione che per questo stesso motivo aveva provato con due precedenti opere, una mandata a Roma, ovvero la Visitazione per la Chiesa Nuova consegnata nel maggio del 1586, e un'altra a Loreto, l'Annunciazione (vedi rispettivamente Gronau [1936] 2011, p. 157, n. CCIV; Gaye 1839-1840, III, p. 461, n. CCCXCI). L’affermazione di Barocci sull’infelice collocazione luministica della Visitazione deve dipendere dall’informazione ricevuta da Grazioso Graziosi sulla quale vedi Gronau [1936] 2011, p. 157, n. CCIV.
Dalla lettera emerge il desiderio da parte di Guidubaldo di avere qualche opera di Barocci o di un allievo per sé, qui stroncato sul nascere, ma per il quale tornerà alla carica in seguito (vedi 1597, 23 aprile, 21 maggio). [Camilla Colzani]
Trascrizione
«Vi scrissi la posta passata che il signor Pietro Antonio Lonato aveva avisato qua come il signor Barocci s’era ritirato dalla promessa fatta del quadro per questo domo, e mandò anco la lettera che detto signor Barocci gli scriveva con allegarli le cause che lo fanno restare, e perché non vi ha quel lume ch’egli desidera, onde dubita di non dare sodisfazione, come dice che gl'è intravenuto in un quadro mandato a Roma et un altro a Loreto: e l'istesso il detto Pietro Antonio ha confirmato con un’altra sua avuta per questo ultimo ordinario. Voi mo’ mi scrivete tutto il contrario e per la passata avete detto che lo farà et per quest’ultima dicete che li farà volentieri, sì che non so che mi creda. […] Quanto alli doi quadretti cioè il piccolo, et il mezzano pare anco a me che siano troppo cari, però, se de piccolo non avete data la parola non state a farci altro. Del grande vi scrissi che non conchiudeste cosa alcuna prima d’aver risposta di qua dell’altro la rimisi in voi, et però se non vi sete obligato lassate così che non mancaranno delle occasioni per spendere tanto […]».
Commento
Guidubaldo Vincenzi in Milano scrive al fratello Ludovico in Urbino e, dopo averlo aggiornato su alcuni affari di famiglia, spiega che Barocci, attraverso Pietro Antonio Lonati, aveva comunicato di volere declinare la proposta di eseguire un dipinto per il duomo di Milano avanzata al principio dell’anno (vedi 1593, 27 gennaio). Tra le ragioni che hanno indotto il pittore urbinate al diniego sono le cattive condizioni di luce del sito cui il dipinto era destinato, e sul quale Giovan Battista Clarici aveva fornito ragguagli preliminari (Sangiorgi 1982, pp. 17-18, n. II; Colzani 2024, pp. 51-52). Barocci aveva spiegato di non volere affrontare la delusione che per questo stesso motivo aveva provato con due precedenti opere, una mandata a Roma, ovvero la Visitazione per la Chiesa Nuova consegnata nel maggio del 1586, e un'altra a Loreto, l'Annunciazione (vedi rispettivamente Gronau [1936] 2011, p. 157, n. CCIV; Gaye 1839-1840, III, p. 461, n. CCCXCI). L’affermazione di Barocci sull’infelice collocazione luministica della Visitazione deve dipendere dall’informazione ricevuta da Grazioso Graziosi sulla quale vedi Gronau [1936] 2011, p. 157, n. CCIV.
Dalla lettera emerge il desiderio da parte di Guidubaldo di avere qualche opera di Barocci o di un allievo per sé, qui stroncato sul nascere, ma per il quale tornerà alla carica in seguito (vedi 1597, 23 aprile, 21 maggio). [Camilla Colzani]
Trascrizione
«Vi scrissi la posta passata che il signor Pietro Antonio Lonato aveva avisato qua come il signor Barocci s’era ritirato dalla promessa fatta del quadro per questo domo, e mandò anco la lettera che detto signor Barocci gli scriveva con allegarli le cause che lo fanno restare, e perché non vi ha quel lume ch’egli desidera, onde dubita di non dare sodisfazione, come dice che gl'è intravenuto in un quadro mandato a Roma et un altro a Loreto: e l'istesso il detto Pietro Antonio ha confirmato con un’altra sua avuta per questo ultimo ordinario. Voi mo’ mi scrivete tutto il contrario e per la passata avete detto che lo farà et per quest’ultima dicete che li farà volentieri, sì che non so che mi creda. […] Quanto alli doi quadretti cioè il piccolo, et il mezzano pare anco a me che siano troppo cari, però, se de piccolo non avete data la parola non state a farci altro. Del grande vi scrissi che non conchiudeste cosa alcuna prima d’aver risposta di qua dell’altro la rimisi in voi, et però se non vi sete obligato lassate così che non mancaranno delle occasioni per spendere tanto […]».
Archivist's Notes
Coll. BUU, Congregazione di Carità, Busta 37, IV, f. 381r/v
Bibl. F. Sangiorgi, Committenze milanesi a Federico Barocci e alla sua scuola nel carteggio Vincenzi della Biblioteca Universitaria di Urbino, Urbino 1982; C. Colzani, Documenti milanesi per Federico Barocci, Urbino 2024.
Bibl. F. Sangiorgi, Committenze milanesi a Federico Barocci e alla sua scuola nel carteggio Vincenzi della Biblioteca Universitaria di Urbino, Urbino 1982; C. Colzani, Documenti milanesi per Federico Barocci, Urbino 2024.
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Barocci
Marchese Pietro Antonio Lonati
Guidubaldo Vincenzi
Ludovico Vincenzi
File / Documentation![]()
Name
B_37_F_4_0025.JPG
Size
3.07 MB
Format
JPEG
Checksum (MD5)
eef0790d9bc6192c13b2b4a3fc1b7f9c
Project

