Trattative con Ventura Mazza per il Compianto su Cristo morto e Santi per il duomo di Milano
Archival Unit
125
Date Issued
August 28, 1628
Coverage Temporal
XVII sec.
Author(s)
Content
1628, 28 agosto
Commento
Ventura Mazza in Urbino scrive a Livio Sperandio a Milano in merito alle sollecitazioni ricevute dalla Fabbrica del duomo che lo esortava a fare eseguire una perizia della pala con il Compianto su Cristo morto e Santi avviata per l’altare di San Giovanni Buono e rimasta incompiuta alla morte di Barocci. Il volere dell’erede del pittore, il nipote Ambrogio Barocci, figlio di Simone, è che i deputati della Fabbrica accrescano di cento ducatoni il compenso già versato; se non fossero d’accordo, Mazza propone di inviare a Milano la pala perché possano verificarne loro stessi il valore (Bonomelli 1993, p. 23; Colzani 2024, pp. 139-140). [Camilla Colzani]
Trascrizione
«Molto Illustrissimo signor mio Osservandissimo. Ho avuto la sua sotto il 9 del corrente per la quale ho inteso che ha tardato sinora a rispondere per rispetto, che cotesti signori deputati sono fori di Milano per loro diporto, ma che per sorte, essendo ritornati, il signor primo Cerio et il Signor Randamone aveva trattato co loro et erano restati in apuntamento, che vostra signoria come da lei mi ricercasse, in confidentia, quanto poteva valere il quadro nel termine che si ritrova, il che non posso fare per molti rispetti, passando questo negotio per le mie mani. Anzi, per levare via ogni ombra, crederò io che il farlo estimare sia la migliore e più sicura di tutte dato che così anco lasciò la bona memoria del signor Baroccio, nel testamento, si facesse non si acordando in altra maniera. Quanto posso fare per servire cotesti signori e vostra Signoria sarà il trattare col signor Ambrogio il quanto pretende del quadro restato imperfetto e tanto ho fatto e me ha resposto che pretende oltre i tre cento ducatoni di già pagati al Signor Baroccio suo zio a bon conto del quadro, altri cento ducatoni, che così gli pare, che stia bene, per cotesti signori e per lui, essendosene informato da diversi parti che l’hanno considerato et oltra questo ancor io l’ho fatto rivedere di novo da homini inteligenti, et ancor loro sono del medemo parere del signor Ambrogio. Tuttavia si non se contentano di questo si farà stimare e così se strigarà questo negotio che in altra maniera non è posibil mai venire al fine. Circa la minuta del quadro non ocorre nemeno per dire questo è finito, l’altro è abozzato sono tante figure, et mandare anche un schizzo, co tutte queste cose non sapranno né potranno mai cognioscere né indovinare come sia il quadro si non lo vedano, di maniera che s’io fosse in questi signori per finirla acordato che avesse l’erede farei in cassa il quadro e condurlo a Milano; come sarà a Milano cotesti signori aranno gusto di vederlo et si risolveranno più facilmente o di tenerlo così o di finirlo come più piacerà alle signorie loro, che è quanto gli posso dire intorno a questo particolare. Sa-lutandola caramente gli bacio le mani pregandoli da nostro Signore ogni bene. Di Urbino alli 28 di agosto 1628. D.V.S.Ill. Ventura Mazzi. 1629, 15 Januarii».
Commento
Ventura Mazza in Urbino scrive a Livio Sperandio a Milano in merito alle sollecitazioni ricevute dalla Fabbrica del duomo che lo esortava a fare eseguire una perizia della pala con il Compianto su Cristo morto e Santi avviata per l’altare di San Giovanni Buono e rimasta incompiuta alla morte di Barocci. Il volere dell’erede del pittore, il nipote Ambrogio Barocci, figlio di Simone, è che i deputati della Fabbrica accrescano di cento ducatoni il compenso già versato; se non fossero d’accordo, Mazza propone di inviare a Milano la pala perché possano verificarne loro stessi il valore (Bonomelli 1993, p. 23; Colzani 2024, pp. 139-140). [Camilla Colzani]
Trascrizione
«Molto Illustrissimo signor mio Osservandissimo. Ho avuto la sua sotto il 9 del corrente per la quale ho inteso che ha tardato sinora a rispondere per rispetto, che cotesti signori deputati sono fori di Milano per loro diporto, ma che per sorte, essendo ritornati, il signor primo Cerio et il Signor Randamone aveva trattato co loro et erano restati in apuntamento, che vostra signoria come da lei mi ricercasse, in confidentia, quanto poteva valere il quadro nel termine che si ritrova, il che non posso fare per molti rispetti, passando questo negotio per le mie mani. Anzi, per levare via ogni ombra, crederò io che il farlo estimare sia la migliore e più sicura di tutte dato che così anco lasciò la bona memoria del signor Baroccio, nel testamento, si facesse non si acordando in altra maniera. Quanto posso fare per servire cotesti signori e vostra Signoria sarà il trattare col signor Ambrogio il quanto pretende del quadro restato imperfetto e tanto ho fatto e me ha resposto che pretende oltre i tre cento ducatoni di già pagati al Signor Baroccio suo zio a bon conto del quadro, altri cento ducatoni, che così gli pare, che stia bene, per cotesti signori e per lui, essendosene informato da diversi parti che l’hanno considerato et oltra questo ancor io l’ho fatto rivedere di novo da homini inteligenti, et ancor loro sono del medemo parere del signor Ambrogio. Tuttavia si non se contentano di questo si farà stimare e così se strigarà questo negotio che in altra maniera non è posibil mai venire al fine. Circa la minuta del quadro non ocorre nemeno per dire questo è finito, l’altro è abozzato sono tante figure, et mandare anche un schizzo, co tutte queste cose non sapranno né potranno mai cognioscere né indovinare come sia il quadro si non lo vedano, di maniera che s’io fosse in questi signori per finirla acordato che avesse l’erede farei in cassa il quadro e condurlo a Milano; come sarà a Milano cotesti signori aranno gusto di vederlo et si risolveranno più facilmente o di tenerlo così o di finirlo come più piacerà alle signorie loro, che è quanto gli posso dire intorno a questo particolare. Sa-lutandola caramente gli bacio le mani pregandoli da nostro Signore ogni bene. Di Urbino alli 28 di agosto 1628. D.V.S.Ill. Ventura Mazzi. 1629, 15 Januarii».
Archivist's Notes
Coll. AVFDMi, cart. 139, f. 2r
Bibl. M. Bonomelli, Federico Barocci e la committenza milanese della Fabbrica del duomo , in «Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana: Libri e documenti», 1993, pp. 18-25; C. Colzani, Documenti milanesi per Federico Barocci, Urbino 2024.
Bibl. M. Bonomelli, Federico Barocci e la committenza milanese della Fabbrica del duomo , in «Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana: Libri e documenti», 1993, pp. 18-25; C. Colzani, Documenti milanesi per Federico Barocci, Urbino 2024.
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Barocci
Ventura Mazza
Livio Sperandio

