Pompeo Leoni intermediario per il conte di Chinchon
Date Issued
May 24, 1590
Coverage Temporal
XVI sec.
Author(s)
Content
1590, 24 maggio
Commento
Pompeo Leoni in Madrid scrive al duca di Urbino (Gronau [1936] 2011, p. 199, n. CCLXXXVI) facendo da intermediario per la commissione avanzata a Barocci dal conte di Chinchon (vedi 13 aprile 1589; 5 luglio 1590; 5 gennaio 1591; 30 gennaio 1593; 1 settembre 1596), che non sarà mai evasa. Nonostante l’agente di Francesco Maria, Bernardo Maschi, e lo stesso Pompeo Leoni avessero spiegato le difficoltà di tale iniziativa, il potente conte non si dà per vinto. Pompeo precisa che analoghe richieste sono state trasmesse dal conte di Chinchon alla Signoria di Venezia, al gran duca di Toscana, Ferdinando de’ Medici, e ad altre corti italiane. [Barbara Agosti, Maria Luna Vizzini]
Trascrizione
«Io mi tengo per tanto servitore di Vostra Altezza che m’induco a credere che le habbi a esser discaro il sentir ch’io sia giunto in corte a salvamento e sono obligato a darlene questo aviso perché sappia dove haverà comandarmi. Ho a darle conto di più che trovandomi a questi giorni con l’illustrissimo conte di Cincione che è molto mio signore qui principalissimo et grandemente caro a Sua Magestad è da farne per l’autorità sua gran capitale, egli mi dimandò, se haveria possuto havere da Vostra Altezza un par di quadri di divotione da mettere in una ancona che molto dessidera di far in Cincione. Gli risposi che se bene sapevo quanto fussi abbondante d’ogni virtù et di questa particularmente tutto lo Stato de Vostra Altezza nel quale vi haveva un pittore valentissimo, era però da metter molto dubbio che questo tale per la sua indispositione e per essa la lungezza delle sue opere non fusse stato a proposito per il suo disegno. Mi replicò il conte che il medemo gli era stato messo in consideratione dal signor Maschio ma che con tutto ciò voleva farne scriver all’Altezza Vostra con sicura speranza che sarebbe da lei favorito in qualche modo, et così credo che farà per via del signor Maschio medesimo, col quale io ho comunicato tutta questa pratica et ho da lui saputo le dificultà, et forsi ancho imposibilità che ci saranno, et l’ho ridotte al conte e non dimeno ho giudicato che mi si convenga avisarne l’Altezza Vostra per dirle insieme che alla Signoria di Vinecia et al gran duca et anco ad altri principi italiani il conte ha fatto la istessa dimanda, anzi i doi primi l’hanno acettata con molta prontezza per compiacerle, il che io non dico per esempio di quello che l’Altezza Vostra serà servita di fare, ma ch’ella sia informata di tutto. Et quando dal Barozzio non si potesse haver le dua istorie come io credo et temo, vi sono delle altre buone mani in Italia et nello Stato proprio de Vostra Altezza non ve ne mancano, al quale per ordine del conte io manderò in ogni caso qui incluse le dichiarationi et misure di ciò ch'egli vorebbe […]».
Commento
Pompeo Leoni in Madrid scrive al duca di Urbino (Gronau [1936] 2011, p. 199, n. CCLXXXVI) facendo da intermediario per la commissione avanzata a Barocci dal conte di Chinchon (vedi 13 aprile 1589; 5 luglio 1590; 5 gennaio 1591; 30 gennaio 1593; 1 settembre 1596), che non sarà mai evasa. Nonostante l’agente di Francesco Maria, Bernardo Maschi, e lo stesso Pompeo Leoni avessero spiegato le difficoltà di tale iniziativa, il potente conte non si dà per vinto. Pompeo precisa che analoghe richieste sono state trasmesse dal conte di Chinchon alla Signoria di Venezia, al gran duca di Toscana, Ferdinando de’ Medici, e ad altre corti italiane. [Barbara Agosti, Maria Luna Vizzini]
Trascrizione
«Io mi tengo per tanto servitore di Vostra Altezza che m’induco a credere che le habbi a esser discaro il sentir ch’io sia giunto in corte a salvamento e sono obligato a darlene questo aviso perché sappia dove haverà comandarmi. Ho a darle conto di più che trovandomi a questi giorni con l’illustrissimo conte di Cincione che è molto mio signore qui principalissimo et grandemente caro a Sua Magestad è da farne per l’autorità sua gran capitale, egli mi dimandò, se haveria possuto havere da Vostra Altezza un par di quadri di divotione da mettere in una ancona che molto dessidera di far in Cincione. Gli risposi che se bene sapevo quanto fussi abbondante d’ogni virtù et di questa particularmente tutto lo Stato de Vostra Altezza nel quale vi haveva un pittore valentissimo, era però da metter molto dubbio che questo tale per la sua indispositione e per essa la lungezza delle sue opere non fusse stato a proposito per il suo disegno. Mi replicò il conte che il medemo gli era stato messo in consideratione dal signor Maschio ma che con tutto ciò voleva farne scriver all’Altezza Vostra con sicura speranza che sarebbe da lei favorito in qualche modo, et così credo che farà per via del signor Maschio medesimo, col quale io ho comunicato tutta questa pratica et ho da lui saputo le dificultà, et forsi ancho imposibilità che ci saranno, et l’ho ridotte al conte e non dimeno ho giudicato che mi si convenga avisarne l’Altezza Vostra per dirle insieme che alla Signoria di Vinecia et al gran duca et anco ad altri principi italiani il conte ha fatto la istessa dimanda, anzi i doi primi l’hanno acettata con molta prontezza per compiacerle, il che io non dico per esempio di quello che l’Altezza Vostra serà servita di fare, ma ch’ella sia informata di tutto. Et quando dal Barozzio non si potesse haver le dua istorie come io credo et temo, vi sono delle altre buone mani in Italia et nello Stato proprio de Vostra Altezza non ve ne mancano, al quale per ordine del conte io manderò in ogni caso qui incluse le dichiarationi et misure di ciò ch'egli vorebbe […]».
Archivist's Notes
Coll. ASF, Urbino, Classe I, Filza 107, f. 61r
Bibl. G. Gronau, Documenti artistici urbinati [Firenze 1936], Urbino 2011
Bibl. G. Gronau, Documenti artistici urbinati [Firenze 1936], Urbino 2011
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Francesco Maria II della Rovere
Pompeo Leoni
Bernardo Maschi
Diego Fernández de Cabrera y Bobadilla conte di Chinchon
Ferdinando de’ Medici
Project

