Un dipinto della bottega di Barocci è arrivato al conte di Chinchon
Date Issued
August 30, 1608
Coverage Temporal
XVII sec.
Author(s)
Content
1608, 30 agosto
Commento
Bernardo Maschi in Madrid riferisce al duca di Urbino (Gronau [1936] 2011, p. 205, n. CCXCIV) l’ottima accoglienza che il conte di Chinchon e la sua consorte (Inés Pachecho figlia del marchese di Villena e duca di Escalona Diego López Pachecho e di Luisa Bernarda de Cabrera y Bobadilla, terza marchesa di Moja) hanno riservato al primo dei due dipinti giunti loro grazie all’intercessione di Francesco Maria. Vedi 1606, 19 giugno; dalla lettera di Maschi al duca del 2 agosto 1608 si evince che il quadro arrivato a Madrid era un’Incoronazione della Vergine, eseguita dalla bottega di Barocci, dalla quale il conte di Chinchon attende ancora la Pentecoste. Analogo contenuto è nella lettera di Maschi al duca di Urbino, con la medesima data, in ASF, Urbino, Classe I, ff. 1051v-1052r. [Barbara Agosti, Camilla Colzani]
Trascrizione
«[…] Mi son poi visto co' l signor conte di Cincione, et ho trovato il suo senso tanto differente da quello che il suo huomo mi disse, quanto Vostra Altezza Serenissima intenderà. V'era presente la signora contessa sua moglie, et dolendom'io che so quanto desiderio Vostra Altezza Serenissima havesse havuto di compiacerlo, si fussi in tutto mal accertato, et appuntando anco qualche cosa delle misure alterate et del non esser la pittura l'istessa, che le lor Signorie illustrissime volevano, né forse a lor gusto per altro. Tutti due a gara biasimando la balordaggine del creati, et essagerando l’obligo grande in che all’Altezza Vostra Serenissima ne restavano, mi risposero di non haver mai visto cosa più bella, né più a lor sattisfatione et che quel solo ch'havea di male era ch'havria fatto parer brutte tutte l'altre; esser le misure giustissime et la pittura del modo a punto, che la volevano et che in somma ne baciano a Vostra Altezza Serenissima le mani cento mila volte, et la signora contessa, che dimandassi Vostra Altezza Serenissima le ferie, che le serian piacciute, che di buonissima voglia l'havrian date, non volendo perdonar a Vostra Altezza Serenissima il favor dell'altra pittura della venuta dello Spirito Santo con le medesime misure, poiché questa sì bene era riuscita, et che Vostra Altezza Serenissima n'havria havuto buona ricompensa dalle continue orazioni delle sue monache, per le quali essa signora fabrica la chiesa. Et il conte, che, quando in altro non si fusse possuto pagar sì gran regalo, havria procurato di servirlo a Vostra Altezza serenissima nelle sue occorrenze qua […] Il conte ha pagato in Saragozza de i diritti della pittura cento sessantotto reali […]».
Commento
Bernardo Maschi in Madrid riferisce al duca di Urbino (Gronau [1936] 2011, p. 205, n. CCXCIV) l’ottima accoglienza che il conte di Chinchon e la sua consorte (Inés Pachecho figlia del marchese di Villena e duca di Escalona Diego López Pachecho e di Luisa Bernarda de Cabrera y Bobadilla, terza marchesa di Moja) hanno riservato al primo dei due dipinti giunti loro grazie all’intercessione di Francesco Maria. Vedi 1606, 19 giugno; dalla lettera di Maschi al duca del 2 agosto 1608 si evince che il quadro arrivato a Madrid era un’Incoronazione della Vergine, eseguita dalla bottega di Barocci, dalla quale il conte di Chinchon attende ancora la Pentecoste. Analogo contenuto è nella lettera di Maschi al duca di Urbino, con la medesima data, in ASF, Urbino, Classe I, ff. 1051v-1052r. [Barbara Agosti, Camilla Colzani]
Trascrizione
«[…] Mi son poi visto co' l signor conte di Cincione, et ho trovato il suo senso tanto differente da quello che il suo huomo mi disse, quanto Vostra Altezza Serenissima intenderà. V'era presente la signora contessa sua moglie, et dolendom'io che so quanto desiderio Vostra Altezza Serenissima havesse havuto di compiacerlo, si fussi in tutto mal accertato, et appuntando anco qualche cosa delle misure alterate et del non esser la pittura l'istessa, che le lor Signorie illustrissime volevano, né forse a lor gusto per altro. Tutti due a gara biasimando la balordaggine del creati, et essagerando l’obligo grande in che all’Altezza Vostra Serenissima ne restavano, mi risposero di non haver mai visto cosa più bella, né più a lor sattisfatione et che quel solo ch'havea di male era ch'havria fatto parer brutte tutte l'altre; esser le misure giustissime et la pittura del modo a punto, che la volevano et che in somma ne baciano a Vostra Altezza Serenissima le mani cento mila volte, et la signora contessa, che dimandassi Vostra Altezza Serenissima le ferie, che le serian piacciute, che di buonissima voglia l'havrian date, non volendo perdonar a Vostra Altezza Serenissima il favor dell'altra pittura della venuta dello Spirito Santo con le medesime misure, poiché questa sì bene era riuscita, et che Vostra Altezza Serenissima n'havria havuto buona ricompensa dalle continue orazioni delle sue monache, per le quali essa signora fabrica la chiesa. Et il conte, che, quando in altro non si fusse possuto pagar sì gran regalo, havria procurato di servirlo a Vostra Altezza serenissima nelle sue occorrenze qua […] Il conte ha pagato in Saragozza de i diritti della pittura cento sessantotto reali […]».
Archivist's Notes
Coll. ASF, Urbino, Classe I, Filza 187, ff. 1047v-1048r
Bibl. G. Gronau, Documenti artistici urbinati [Firenze 1936], Urbino 2011
Bibl. G. Gronau, Documenti artistici urbinati [Firenze 1936], Urbino 2011
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Francesco Maria della Rovere
Bernardo Maschi
Diego Fernández de Cabrera y Bobadilla conte di Chinchon
Inés Pachecho contessa di Chinchon
Project

