Franano le trattative per l’Ultima cena per San Paolo Converso a Milano ma a Barocci vengono chieste altre opere di bottega
Archival Unit
67
Date Issued
June 7, 1600
Coverage Temporal
XVII sec.
Author(s)
Content
1600, 7 giugno
Commento
Guidubaldo Vincenzi in Milano scrive al fratello Ludovico in Urbino a proposito del dipinto chiesto a Barocci per la chiesa milanese di San Paolo Converso (ve-di 1600, 12 aprile; 1600, 10 maggio, 17 maggio, 2 giugno). Il pittore aveva evidentemente proposto una composizione non adeguata al formato dell'altare cui era destinata, prospettando forse una riproposta dell'Ultima Cena eseguita per la cappella del Sacramento nel duomo di Urbino, evocata da Guidubaldo nella lettera del 12 aprile (vedi). I responsabili della chiesa milanese, inoltre, auspicavano di potere ottenere qualche altra replica di bottega da prototipi del maestro, e Guidubaldo riferisce di avere rammentato loro due opere di Barocci, di cui però lui stesso sembra avere cognizione soltanto indiretta: un San Francesco nella chiesa dei Cappuccini e una Assunta. Il primo dipinto è da identificare con le Stimmate di san Francesco oggi nella Galleria Nazionale delle Marche, il secondo è con ogni probabilità la pala con l'Assunzione della Vergine che risultava incompiuta nello studio dell'artista dopo la sua morte (vedi 1612, 1 ottobre post) (Sangiorgi 1982, pp. 30-31, n. XVI; Colzani 2024, pp. 87-88).
Trascrizione
«Ho data l'altra lettera del quadro a questi signori, et mi hanno risposto che dubitano che non sia per riuscire, poiché il quadro del signor Barocci è più largo assai di quello che può capire l'altare, e non scemandosi cosa alcuna le figure restano troppo piccole. Mi hanno poi detto se vi è altro del signor Barocci che si possi copiare: gli ho risposto che io so che vi è un San Francesco nella chiesa delli Capuccini, qual ho inteso ch'è bellissimo, et una Madonna Assunta. Desiderano che voi mandiate una informatione di questi doi et anco se vi fosse qualche altra cosa che paresse a voi che si potesse accomodare alla misura mandatavi, che faranno risolutione di quello li piacerà di più. Hanno gran desiderio di haver qualche cosa, non potendo di mano del signor Barocci, almeno copiato dal suo, et sperando che facendolo un suo allievo sarà cosa da comparire; non vorrei però che sapendo questo giovane questo gran dessiderio tenesse alto la mira, ma si accontentasse delle cose del dovere, però sappiate negotiare e fare in modo che voi et io habbiamo speso bene il danaro e non s'habbi alcuno a lamentare di noi. Date risposta quanto prima nel modo che havete fatto per il quadro della Cena, che ne sono restati sodisfatti, et tutti credano che sia cosa rara. Insomma vogliano una cosa cavata giusto da quelle del signor Barocci senza alterare o lasciare cosa alcuna […]».
Commento
Guidubaldo Vincenzi in Milano scrive al fratello Ludovico in Urbino a proposito del dipinto chiesto a Barocci per la chiesa milanese di San Paolo Converso (ve-di 1600, 12 aprile; 1600, 10 maggio, 17 maggio, 2 giugno). Il pittore aveva evidentemente proposto una composizione non adeguata al formato dell'altare cui era destinata, prospettando forse una riproposta dell'Ultima Cena eseguita per la cappella del Sacramento nel duomo di Urbino, evocata da Guidubaldo nella lettera del 12 aprile (vedi). I responsabili della chiesa milanese, inoltre, auspicavano di potere ottenere qualche altra replica di bottega da prototipi del maestro, e Guidubaldo riferisce di avere rammentato loro due opere di Barocci, di cui però lui stesso sembra avere cognizione soltanto indiretta: un San Francesco nella chiesa dei Cappuccini e una Assunta. Il primo dipinto è da identificare con le Stimmate di san Francesco oggi nella Galleria Nazionale delle Marche, il secondo è con ogni probabilità la pala con l'Assunzione della Vergine che risultava incompiuta nello studio dell'artista dopo la sua morte (vedi 1612, 1 ottobre post) (Sangiorgi 1982, pp. 30-31, n. XVI; Colzani 2024, pp. 87-88).
Trascrizione
«Ho data l'altra lettera del quadro a questi signori, et mi hanno risposto che dubitano che non sia per riuscire, poiché il quadro del signor Barocci è più largo assai di quello che può capire l'altare, e non scemandosi cosa alcuna le figure restano troppo piccole. Mi hanno poi detto se vi è altro del signor Barocci che si possi copiare: gli ho risposto che io so che vi è un San Francesco nella chiesa delli Capuccini, qual ho inteso ch'è bellissimo, et una Madonna Assunta. Desiderano che voi mandiate una informatione di questi doi et anco se vi fosse qualche altra cosa che paresse a voi che si potesse accomodare alla misura mandatavi, che faranno risolutione di quello li piacerà di più. Hanno gran desiderio di haver qualche cosa, non potendo di mano del signor Barocci, almeno copiato dal suo, et sperando che facendolo un suo allievo sarà cosa da comparire; non vorrei però che sapendo questo giovane questo gran dessiderio tenesse alto la mira, ma si accontentasse delle cose del dovere, però sappiate negotiare e fare in modo che voi et io habbiamo speso bene il danaro e non s'habbi alcuno a lamentare di noi. Date risposta quanto prima nel modo che havete fatto per il quadro della Cena, che ne sono restati sodisfatti, et tutti credano che sia cosa rara. Insomma vogliano una cosa cavata giusto da quelle del signor Barocci senza alterare o lasciare cosa alcuna […]».
Archivist's Notes
Coll. BUU, Congregazione di Carità, 37, fasc. IV, f. 414r-v
Bibl. F. Sangiorgi, Committenze milanesi a Federico Barocci e alla sua scuola nel carteggio Vincenzi della Biblioteca Universitaria di Urbino, Urbino 1982; C. Colzani, Documenti milanesi per Federico Barocci, Urbino 2024.
Bibl. F. Sangiorgi, Committenze milanesi a Federico Barocci e alla sua scuola nel carteggio Vincenzi della Biblioteca Universitaria di Urbino, Urbino 1982; C. Colzani, Documenti milanesi per Federico Barocci, Urbino 2024.
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Barocci
Guidubaldo Vincenzi
Ludovico Vincenzi
Project

