Dalla Spagna giungono apprezzamenti per la Natività
Date Issued
June 13, 1605
Coverage Temporal
XVII sec.
Author(s)
Content
1605, 13 giugno
Commento
Bernardo Maschi in Valladolid racconta con arguzia al duca di Urbino (Gronau [1936] 2011, p. 175, n. CCXXXVI) come il quadro di Barocci fosse stato presentato a Filippo III, a Margherita d’Austria e ad Antonio Fernández de Cordoba duca di Sessa, e da loro apprezzato. [Barbara Agosti, Maria Luna Vizzini]
Trascrizione
«Speditomi di questo ufficio fui all'appartamento della Maestà della regina, benché con poca speranza di parlarle, perché sapevo essere stata fin all’hora negata l’audienza all’ambasciatore di Francia, et ad altri, che doppo il parto, l’havevano dimandata. Sua Maestà stava desinando, et v'assisteva il signor duca di Sessa, il quale feci chiamare, et subbito Sua Eccellenza uscì fuora cortesissimamente. Diedi a Sua Eccellenza la lettera di Vostra Altezza sopra la pittura; et letta che l’hebbe, gli dissi che poiché col parer et consiglio suo havevo da parlar alla regina sopra un nascimento divino, et due humani di tanta importanza, vedessi Sua Eccellenza se era dovere che Sua Maestà m’udissi avvertendolo, che in quanto toccava alla pittura Vostra Altezza mi commandava, ch’io mi governassi come Sua Eccellenza havessi giudicato più conveniente circa il darla o non darla io. Pose qualche difficoltà nell’audienza per la suddetta causa, ma pur mi disse ch'io mi trattenessi, ch'havria visto quel che si potea, et dovea fare. Intanto io a cautela abbondante mandai correndo per il quadro, et venne a tempo che finiva il desinare. Il duca parlò alla regina doppo essersi ritirata, et uscì fuora dicendo, che Sua Maestà commandava ch'io entrassi, et portassi la pittura, sì come feci, guidato dal duca per mezzo di tutte le dame, ancor che vecchio galano. [...]
Venni alla pittura, valendomi dei medesimi concetti di Vostra Altezza che non si possevano migliorare, et data la lettera solamente aggiunsi che del non servir Vostra Altezza alla Maestà Sua con più cose in questo genere, come saria stato suo desiderio di fare, et nella quantità, et nella qualità, io discolpava seco l'Altezza Vostra con quel proverbio che chi dà presto, dà due volte. Et glie lo dissi in tedesco, perché la duchessa di Sessa m'havea detto, che la regina gustava assai, che se le parlassi nella sua lingua. Conobbi esser vero questo, perché Sua Maestà dette in un sorriso graziosissimo et per favorirmi, mi rispose nel suo natural idioma pure: Buon lenguaggio tedesco, et dimandò poi al duca particolarmente di me, per quanto Sua Eccellenza m'ha rifferito. Presi poi la pittura, e spiegatala o per dir meglio disinvoltatala, la posi in mano a due persone, perché la tenessero distesa al lume che conveniva, le quali movendosi da quello la regina medesima disse, che quella non era buona postura et la rimisero bene. Sua Maestà stava in piedi, et vi fissò il guardo, et poi subbito disse: Muy buena es, et di nuovo guardandola, et appuntando io a qualche cosa d'essa et Sua Maestà pur lodandola, al fine, doppo haverla sommamente lodata anco il duca, Sua Maestà concluse con dire: Muy buena es esta pintura por cierto, y muy alegre y devota, et voltasi a me: Vos podreis certificar al duque, que me he holgado mucho con este regalo, que me ha imbiado, el qual me ha parecido muy bien, y que assì selo agradezco mucho, yo mandare que se os de la respuesta de las cartas. Questo è quanto è passato in queste materie […]».
Commento
Bernardo Maschi in Valladolid racconta con arguzia al duca di Urbino (Gronau [1936] 2011, p. 175, n. CCXXXVI) come il quadro di Barocci fosse stato presentato a Filippo III, a Margherita d’Austria e ad Antonio Fernández de Cordoba duca di Sessa, e da loro apprezzato. [Barbara Agosti, Maria Luna Vizzini]
Trascrizione
«Speditomi di questo ufficio fui all'appartamento della Maestà della regina, benché con poca speranza di parlarle, perché sapevo essere stata fin all’hora negata l’audienza all’ambasciatore di Francia, et ad altri, che doppo il parto, l’havevano dimandata. Sua Maestà stava desinando, et v'assisteva il signor duca di Sessa, il quale feci chiamare, et subbito Sua Eccellenza uscì fuora cortesissimamente. Diedi a Sua Eccellenza la lettera di Vostra Altezza sopra la pittura; et letta che l’hebbe, gli dissi che poiché col parer et consiglio suo havevo da parlar alla regina sopra un nascimento divino, et due humani di tanta importanza, vedessi Sua Eccellenza se era dovere che Sua Maestà m’udissi avvertendolo, che in quanto toccava alla pittura Vostra Altezza mi commandava, ch’io mi governassi come Sua Eccellenza havessi giudicato più conveniente circa il darla o non darla io. Pose qualche difficoltà nell’audienza per la suddetta causa, ma pur mi disse ch'io mi trattenessi, ch'havria visto quel che si potea, et dovea fare. Intanto io a cautela abbondante mandai correndo per il quadro, et venne a tempo che finiva il desinare. Il duca parlò alla regina doppo essersi ritirata, et uscì fuora dicendo, che Sua Maestà commandava ch'io entrassi, et portassi la pittura, sì come feci, guidato dal duca per mezzo di tutte le dame, ancor che vecchio galano. [...]
Venni alla pittura, valendomi dei medesimi concetti di Vostra Altezza che non si possevano migliorare, et data la lettera solamente aggiunsi che del non servir Vostra Altezza alla Maestà Sua con più cose in questo genere, come saria stato suo desiderio di fare, et nella quantità, et nella qualità, io discolpava seco l'Altezza Vostra con quel proverbio che chi dà presto, dà due volte. Et glie lo dissi in tedesco, perché la duchessa di Sessa m'havea detto, che la regina gustava assai, che se le parlassi nella sua lingua. Conobbi esser vero questo, perché Sua Maestà dette in un sorriso graziosissimo et per favorirmi, mi rispose nel suo natural idioma pure: Buon lenguaggio tedesco, et dimandò poi al duca particolarmente di me, per quanto Sua Eccellenza m'ha rifferito. Presi poi la pittura, e spiegatala o per dir meglio disinvoltatala, la posi in mano a due persone, perché la tenessero distesa al lume che conveniva, le quali movendosi da quello la regina medesima disse, che quella non era buona postura et la rimisero bene. Sua Maestà stava in piedi, et vi fissò il guardo, et poi subbito disse: Muy buena es, et di nuovo guardandola, et appuntando io a qualche cosa d'essa et Sua Maestà pur lodandola, al fine, doppo haverla sommamente lodata anco il duca, Sua Maestà concluse con dire: Muy buena es esta pintura por cierto, y muy alegre y devota, et voltasi a me: Vos podreis certificar al duque, que me he holgado mucho con este regalo, que me ha imbiado, el qual me ha parecido muy bien, y que assì selo agradezco mucho, yo mandare que se os de la respuesta de las cartas. Questo è quanto è passato in queste materie […]».
Archivist's Notes
Coll. ASF, Urbino, Classe I, Filza 187, f. 504v- 506v
Bibl. G. Gronau, Documenti artistici urbinati [Firenze 1936], Urbino 2011
Bibl. G. Gronau, Documenti artistici urbinati [Firenze 1936], Urbino 2011
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Francesco Maria della Rovere
Bernardo Maschi
Filippo III
Margherita d’Austria
Antonio Fernández de Cordoba duca di Sessa
Juana de Córdoba Cardona y Aragón duchessa di Sessa
Project

