Il cardinale Alessandro Farnese desidera un dipinto di Barocci
Date Issued
January 1587
Coverage Temporal
XVI sec.
Author(s)
Content
1587, gennaio
Commento
Il duca di Urbino in Pesaro scrive al suo agente a Roma, Grazioso Graziosi (parzialmente trascritta, e con qualche imprecisione, in Gronau [1936] 2011, p. 188, n. CCLXIV): attraverso il conte di Montefelcino, Fabio Landriani della Rovere, Francesco Maria ha saputo che il cardinale Alessandro Farnese desidera un dipinto di Barocci, e ha ritenuto opportuno insistere con il pittore per dare seguito alla richiesta (vedi anche 1587, 5 febbraio). Il duca anticipa altresì le consuete argomentazioni sulla difficoltà di ottenere opere di mano di Federico, a causa della malattia e della lentezza con cui procede nei lavori presi in carico; in tal senso egli prega Graziosi di riferire al cardinale Farnese il caso del dipinto che lui stesso aveva chiesto a Barocci per farne dono a Filippo II e per il quale aveva dovuto attendere quattro anni. Come si evince da una testimonianza successiva (vedi 1603, 7 maggio), per questo obiettivo diplomatico Barocci aveva inizialmente avviato una Natività della Vergine, che rimase però solo abbozzata nel suo studio in quanto poco dopo il duca preferì sostituirla con una seconda versione della Vocazione di sant’Andrea, già ordinata nel 1584 (vedi 1586, 11 maggio), spedita in Spagna nel 1588, e oggi all’Escorial. Il quadro per il cardinale Alessandro Farnese non fu mai eseguito da Barocci (vedi 1587, 31 gennaio; 1587, 5 febbraio; 1588, 11 febbraio; 1591, 24 luglio; 1592, 12 agosto; 1596, 1 settembre). [Barbara Agosti, Camilla Colzani]
Trascrizione
«Il conte di Monte Felcino ci rifferì nel suo ritorno di costà, che 'l signor cardinale Farnese desiderava una pittura da Federico Baroccio d'Urbino, ricercandone a far opera seco che non ricusasse di farla. Noi adunque per il desiderio che tenemo di servire a Sua Signoria illustrissima, se ben eravamo informati ch’esso Barocci ha altre opere alle mani et che è notevolmente lungo ne i lavori suoi, ma molto difficile ancora a farli pigliare fatiche[?], procedendo ciò non solo dalla sua natura, ma per esser anco per il vero maltrattato per il più da sua indispositione, ci risolvemmo non di meno di tentarlo a fargli mezze istanze che volesse dare questa sodisfatione al signor cardinale, il che havendo egli inteso, ha finalmente risposto che accetterà di farla, ma con le conditioni et risserve che vederete [...] con aggiungerli anco di poi per essempio della sua lunghezza, che un quadro che Federico ha havuto da fare per noi quale dissegnamo di mandare al re catolico, con tutta la solicitudine […] ci ha messo quatro anni a finirlo, et quel che dice hora di non voler obligarsi a tempo
preffisso l'ha fatto per il passato et fatto sempre con tutti […]».
Commento
Il duca di Urbino in Pesaro scrive al suo agente a Roma, Grazioso Graziosi (parzialmente trascritta, e con qualche imprecisione, in Gronau [1936] 2011, p. 188, n. CCLXIV): attraverso il conte di Montefelcino, Fabio Landriani della Rovere, Francesco Maria ha saputo che il cardinale Alessandro Farnese desidera un dipinto di Barocci, e ha ritenuto opportuno insistere con il pittore per dare seguito alla richiesta (vedi anche 1587, 5 febbraio). Il duca anticipa altresì le consuete argomentazioni sulla difficoltà di ottenere opere di mano di Federico, a causa della malattia e della lentezza con cui procede nei lavori presi in carico; in tal senso egli prega Graziosi di riferire al cardinale Farnese il caso del dipinto che lui stesso aveva chiesto a Barocci per farne dono a Filippo II e per il quale aveva dovuto attendere quattro anni. Come si evince da una testimonianza successiva (vedi 1603, 7 maggio), per questo obiettivo diplomatico Barocci aveva inizialmente avviato una Natività della Vergine, che rimase però solo abbozzata nel suo studio in quanto poco dopo il duca preferì sostituirla con una seconda versione della Vocazione di sant’Andrea, già ordinata nel 1584 (vedi 1586, 11 maggio), spedita in Spagna nel 1588, e oggi all’Escorial. Il quadro per il cardinale Alessandro Farnese non fu mai eseguito da Barocci (vedi 1587, 31 gennaio; 1587, 5 febbraio; 1588, 11 febbraio; 1591, 24 luglio; 1592, 12 agosto; 1596, 1 settembre). [Barbara Agosti, Camilla Colzani]
Trascrizione
«Il conte di Monte Felcino ci rifferì nel suo ritorno di costà, che 'l signor cardinale Farnese desiderava una pittura da Federico Baroccio d'Urbino, ricercandone a far opera seco che non ricusasse di farla. Noi adunque per il desiderio che tenemo di servire a Sua Signoria illustrissima, se ben eravamo informati ch’esso Barocci ha altre opere alle mani et che è notevolmente lungo ne i lavori suoi, ma molto difficile ancora a farli pigliare fatiche[?], procedendo ciò non solo dalla sua natura, ma per esser anco per il vero maltrattato per il più da sua indispositione, ci risolvemmo non di meno di tentarlo a fargli mezze istanze che volesse dare questa sodisfatione al signor cardinale, il che havendo egli inteso, ha finalmente risposto che accetterà di farla, ma con le conditioni et risserve che vederete [...] con aggiungerli anco di poi per essempio della sua lunghezza, che un quadro che Federico ha havuto da fare per noi quale dissegnamo di mandare al re catolico, con tutta la solicitudine […] ci ha messo quatro anni a finirlo, et quel che dice hora di non voler obligarsi a tempo
preffisso l'ha fatto per il passato et fatto sempre con tutti […]».
Archivist's Notes
Coll. ASF, Urbino, Classe I, Filza 315, f. 36
Bibl. G. Gronau, Documenti artistici urbinati [Firenze 1936], Urbino 2011
Bibl. G. Gronau, Documenti artistici urbinati [Firenze 1936], Urbino 2011
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Francesco Maria II della Rovere
Grazioso Graziosi
Alessandro Farnese
Filippo II
Fabio Landriani della Rovere conte di Montefelcino
Project

