Un medaglione biografico di Barocci redatto da Francesco Scannelli
Date Issued
1657
Coverage Temporal
XVII sec.
Author(s)
Content
1657 (b
Commento
Il medaglione dedicato a Barocci da Francesco Scannelli è inserito nel capitolo X del secondo libro del Microcosmo della pittura(pp. 196-197), dove l'autore tratta dei pittori contemporanei la cui maniera è variamente improntata «alla più bella naturalezza», valorizzando la lezione del Correggio. In questo contesto Scannelli ricorda la Presentazione della Vergine al Tempio e la Visitazione in Santa Maria in Vallicella; la pala Aldobrandini in Santa Maria sopra Minerva; la seconda redazione della Fuga di Enea da Troia in collezione Borghese, invenzione della quale l’autore segnala anche la stampa di Agostino Carracci del 1595 (vedi), tratta dalla prima versione; la Deposizione di Perugia; l’Annunciazione di Loreto; il Trasporto di Cristo al sepolcro di Senigallia; la Vocazione di sant’Andrea e la Beata Michelina a Pesaro; la cappella del Sacramento nel duomo di Urbino, che ospitava e ospita l’Ultima cena; il Martirio di San Vitale allora a Ravenna (Milano, Pinacoteca di Brera); l’incompiuto Compianto su Cristo morto e Santi del duomo di Milano (oggi Bologna, Musei Civici), non registrato nelle precedenti fonti a stampa. Anche in questo caso, si tratta di un testo messo a frutto da Bellori (vedi 1672) per la stesura della propria biografia di Barocci. [Barbara Agosti]
Trascrizione
«[…] Federico Barocci, Lodovico Civoli, Francesco Vanni, Michelangelo da Caravaggio, Cristoforo Allori, detto il Bronzino, e l'altro cognominato lo Spagnoletto, Bartolomeo Manfredi, ed altri simili. Di Federico Barocci sono in Roma due tavole nella Chiesa Nuova di san Filippo Neri, una dalla parte destra dell'altare maggiore coll'istoria della Presentazione della Beata Vergine al tempio, e l'altra pure dalla stessa parte dimostra la Visitazione di santa Elisabetta. Nella Minerva la tavola della capella de gli Aldobrandini coll'istoria di Cristo, che dopo la cena comunica i santi apostoli con figure assai meno di naturale; si vede anco nel palazzo de' Borghesi l'istoria famosa dell'Anchise portato dal figlio Enea per iscampo dell'incendio di Troia, che già fu|non poco nobilitata dall'intaglio straordinario di Agostino Caracci. Fuori di Roma si ritrova nella chiesa di San Lorenzo duomo di Perugia alla parte destra dell'altare maggiore la tavola della deposizione di Cristo dalla croce, e nella chiesa della Beata Vergine di Loreto pure alla destra nell'ultimo della chiesa la tavola dell'Annnonziata; nella città di Senegalia in una picciola chiesa, ch'è nel borgo pria di giungere alla piazza la tavola, che dimostra quando il morto Cristo vien portato a sepellire, et in Pesaro nella Confraternita di sant'Andrea viddi parimente la tavola coll'istoria del santo quando col fratello Pietro vien chiamato dal Redentore all'apostolato, e nella chiesa de' Padri franciscani evvi Santa Michelina, opera stimata communemente la più eccellente di Federico. Nella città d'Urbino sono diverse operazioni, e fra l'altre nel duomo vari istoriati in una bellissima capella alla destra della maggiore; et in Ravenna nella chiesa di San Vitale la tavola maggiore co 'l martirio del santo; e nel duomo di Milano una tavola con Cristo morto, e diverse figure, la quale per non essere del tutto compita fu facilmente l'ultima operazione, e tutte per l'ordinario, oltre la buona sufficienza del dissegno, si conoscono nella particolar grazia, e dolce delicatezza eccedere ogni altro, che da primi capi sino a quei gironi avevano dipinto.
E se Federico Barocci palesò con gli effetti dell'opere eccedere la virtù di Michelangelo da Caravaggio ed altri consimili rari imitatori della più apparente naturalezza nel dissegno, decoro, e bella grazia; dimostrarono però gli altri ne' loro dipinti rilievo, e maggior verità [...]».
Commento
Il medaglione dedicato a Barocci da Francesco Scannelli è inserito nel capitolo X del secondo libro del Microcosmo della pittura(pp. 196-197), dove l'autore tratta dei pittori contemporanei la cui maniera è variamente improntata «alla più bella naturalezza», valorizzando la lezione del Correggio. In questo contesto Scannelli ricorda la Presentazione della Vergine al Tempio e la Visitazione in Santa Maria in Vallicella; la pala Aldobrandini in Santa Maria sopra Minerva; la seconda redazione della Fuga di Enea da Troia in collezione Borghese, invenzione della quale l’autore segnala anche la stampa di Agostino Carracci del 1595 (vedi), tratta dalla prima versione; la Deposizione di Perugia; l’Annunciazione di Loreto; il Trasporto di Cristo al sepolcro di Senigallia; la Vocazione di sant’Andrea e la Beata Michelina a Pesaro; la cappella del Sacramento nel duomo di Urbino, che ospitava e ospita l’Ultima cena; il Martirio di San Vitale allora a Ravenna (Milano, Pinacoteca di Brera); l’incompiuto Compianto su Cristo morto e Santi del duomo di Milano (oggi Bologna, Musei Civici), non registrato nelle precedenti fonti a stampa. Anche in questo caso, si tratta di un testo messo a frutto da Bellori (vedi 1672) per la stesura della propria biografia di Barocci. [Barbara Agosti]
Trascrizione
«[…] Federico Barocci, Lodovico Civoli, Francesco Vanni, Michelangelo da Caravaggio, Cristoforo Allori, detto il Bronzino, e l'altro cognominato lo Spagnoletto, Bartolomeo Manfredi, ed altri simili. Di Federico Barocci sono in Roma due tavole nella Chiesa Nuova di san Filippo Neri, una dalla parte destra dell'altare maggiore coll'istoria della Presentazione della Beata Vergine al tempio, e l'altra pure dalla stessa parte dimostra la Visitazione di santa Elisabetta. Nella Minerva la tavola della capella de gli Aldobrandini coll'istoria di Cristo, che dopo la cena comunica i santi apostoli con figure assai meno di naturale; si vede anco nel palazzo de' Borghesi l'istoria famosa dell'Anchise portato dal figlio Enea per iscampo dell'incendio di Troia, che già fu|non poco nobilitata dall'intaglio straordinario di Agostino Caracci. Fuori di Roma si ritrova nella chiesa di San Lorenzo duomo di Perugia alla parte destra dell'altare maggiore la tavola della deposizione di Cristo dalla croce, e nella chiesa della Beata Vergine di Loreto pure alla destra nell'ultimo della chiesa la tavola dell'Annnonziata; nella città di Senegalia in una picciola chiesa, ch'è nel borgo pria di giungere alla piazza la tavola, che dimostra quando il morto Cristo vien portato a sepellire, et in Pesaro nella Confraternita di sant'Andrea viddi parimente la tavola coll'istoria del santo quando col fratello Pietro vien chiamato dal Redentore all'apostolato, e nella chiesa de' Padri franciscani evvi Santa Michelina, opera stimata communemente la più eccellente di Federico. Nella città d'Urbino sono diverse operazioni, e fra l'altre nel duomo vari istoriati in una bellissima capella alla destra della maggiore; et in Ravenna nella chiesa di San Vitale la tavola maggiore co 'l martirio del santo; e nel duomo di Milano una tavola con Cristo morto, e diverse figure, la quale per non essere del tutto compita fu facilmente l'ultima operazione, e tutte per l'ordinario, oltre la buona sufficienza del dissegno, si conoscono nella particolar grazia, e dolce delicatezza eccedere ogni altro, che da primi capi sino a quei gironi avevano dipinto.
E se Federico Barocci palesò con gli effetti dell'opere eccedere la virtù di Michelangelo da Caravaggio ed altri consimili rari imitatori della più apparente naturalezza nel dissegno, decoro, e bella grazia; dimostrarono però gli altri ne' loro dipinti rilievo, e maggior verità [...]».
Archivist's Notes
Bibl. Francesco Scannelli, Il Microcosmo della Pittura, Cesena, Per il Neri, 1657
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Francesco Scannelli
Ludovico Cigoli
Francesco Vanni
Caravaggio
Cristoforo Allori
Jusepe de Ribera (Spagnoletto)
Bartolomeo Manfredi
Filippo Neri
Project

