Guido Mazenta ha ammirato opere di Barocci a Pesaro
Archival Unit
32
Date Issued
April 23, 1597
Coverage Temporal
XVI sec.
Author(s)
Content
1597, 23 aprile
Commento
Guidubaldo Vincenzi in Milano riferisce al fratello Ludovico in Urbino (la lettera è parzialmente pubblicata in Sangiorgi 1982, pp. 24-25, n. VIII; Colzani 2024, pp. 59-60) che Guido Mazenta è rientrato a Milano dalla spedizione a Loreto e a Urbino, dove era incaricato di trattare con Barocci per la pala con la Natività richiesta per il duomo milanese (vedi 1597, 12 marzo, 1597, 3 aprile). Guido Mazenta, esperto di pittura e appassionato collezionista, ha riferito di avere visto con molta ammirazione due opere di Barocci a Pesaro: la Circoncisione (firmata e datata 1590, già nella locale chiesa del Nome di Gesù e oggi al Louvre), e un ritratto del duca Francesco Maria, nelle raccolte del duca stesso (identificabile con quello giovanile oggi agli Uffizi). In chiusura della lettera Guidubaldo consiglia che la copia di un quadro del Barocci di cui meglio si saprà in seguito (vedi 1597, 21 maggio) sia fatta della medesima grandezza dell’originale del maestro. [Camilla Colzani]
Trascrizione
«È gionto qua il signor Guido Mazenta con quelli altri signori et si lodano assai dell'opra vostra et di messer Francesco Maria, del quale mi dice essere restato sudisfattissimo. Circa del mio scrivere delle cinquanta doble non ho fallato perché so scrivere cinquanta et cinquecento, né deve parere a voi cosa tanto strana, perché queste non sono il compìto pagamento ma solamente un voler incaparrare il signor Federico, e come dire darli da comprare parte delli colori: e fate conto che hanno speso in tre forate delli altari cinque cento scudi l'una et tre millia nel restante dell'ornamento, maggiormente spenderanno nella tavola ch'è la parte principale. Siate pur sicuro che non staranno per danari, piaccia pure a Dio dar vita al signor Barocci acciò possa fare questa e dell'altre cose, perché qua lo tengono il primo huomo d'Italia et del mondo. Il signor Mazenta, che s'intende e si diletta di queste cose, dice haver visto in Pesaro una Circoncisione, et in guardarobba di Sua Altezza un suo ritratto di mano del detto Barocci, et dice non haver mai visto cosa più bella et essere impossibile poter arrivare a questo segno [***]. Il quadro fatelo fare dell’istessa grandezza di quello del signor Barocci perché così credo rivenirà più bello, e se se ne potrà aver doi mi sarà più caro».
Commento
Guidubaldo Vincenzi in Milano riferisce al fratello Ludovico in Urbino (la lettera è parzialmente pubblicata in Sangiorgi 1982, pp. 24-25, n. VIII; Colzani 2024, pp. 59-60) che Guido Mazenta è rientrato a Milano dalla spedizione a Loreto e a Urbino, dove era incaricato di trattare con Barocci per la pala con la Natività richiesta per il duomo milanese (vedi 1597, 12 marzo, 1597, 3 aprile). Guido Mazenta, esperto di pittura e appassionato collezionista, ha riferito di avere visto con molta ammirazione due opere di Barocci a Pesaro: la Circoncisione (firmata e datata 1590, già nella locale chiesa del Nome di Gesù e oggi al Louvre), e un ritratto del duca Francesco Maria, nelle raccolte del duca stesso (identificabile con quello giovanile oggi agli Uffizi). In chiusura della lettera Guidubaldo consiglia che la copia di un quadro del Barocci di cui meglio si saprà in seguito (vedi 1597, 21 maggio) sia fatta della medesima grandezza dell’originale del maestro. [Camilla Colzani]
Trascrizione
«È gionto qua il signor Guido Mazenta con quelli altri signori et si lodano assai dell'opra vostra et di messer Francesco Maria, del quale mi dice essere restato sudisfattissimo. Circa del mio scrivere delle cinquanta doble non ho fallato perché so scrivere cinquanta et cinquecento, né deve parere a voi cosa tanto strana, perché queste non sono il compìto pagamento ma solamente un voler incaparrare il signor Federico, e come dire darli da comprare parte delli colori: e fate conto che hanno speso in tre forate delli altari cinque cento scudi l'una et tre millia nel restante dell'ornamento, maggiormente spenderanno nella tavola ch'è la parte principale. Siate pur sicuro che non staranno per danari, piaccia pure a Dio dar vita al signor Barocci acciò possa fare questa e dell'altre cose, perché qua lo tengono il primo huomo d'Italia et del mondo. Il signor Mazenta, che s'intende e si diletta di queste cose, dice haver visto in Pesaro una Circoncisione, et in guardarobba di Sua Altezza un suo ritratto di mano del detto Barocci, et dice non haver mai visto cosa più bella et essere impossibile poter arrivare a questo segno [***]. Il quadro fatelo fare dell’istessa grandezza di quello del signor Barocci perché così credo rivenirà più bello, e se se ne potrà aver doi mi sarà più caro».
Archivist's Notes
Coll. BUU, Congregazione di Carità, 37, IV, f. 402r
Bibl. F. Sangiorgi, Committenze milanesi a Federico Barocci e alla sua scuola nel carteggio Vincenzi della Biblioteca Universitaria di Urbino, Urbino 1982; C. Colzani, Documenti milanesi per Federico Barocci, Urbino 2024.
Bibl. F. Sangiorgi, Committenze milanesi a Federico Barocci e alla sua scuola nel carteggio Vincenzi della Biblioteca Universitaria di Urbino, Urbino 1982; C. Colzani, Documenti milanesi per Federico Barocci, Urbino 2024.
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Barocci
Guido Mazenta
Francesco Maria II della Rovere
Ludovico Vincenzi
Guidubaldo Vincenzi
File / Documentation![]()
Name
B_37_F_4_0065.JPG
Size
3.95 MB
Format
JPEG
Checksum (MD5)
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Project

