Barocci fa causa a un mercante per inadempienze nel trarre stampe da sue invenzioni
Date Issued
July 9, 1590
Coverage Temporal
XVI sec.
Content
1590, 9 luglio
Commento
Barocci fa causa al mercante fiammingo Giacomo Giovanni Paoletti, già attivo a Pesaro, al quale tre anni prima (vedi anche 1584, 9 aprile, e 1587) aveva ceduto il modello grafico del Trasporto di Cristo al sepolcro, pala realizzata (vedi 1582, aprile/maggio) per la chiesa di Santa Croce a Senigallia, allo scopo di farlo incidere da Stradano (Jan van der Straet, 1523-1605). Paoletti non aveva adempiuto agli accordi, l'incisione di Stradano non era stata realizzata, e a Barocci non era stato restituito il «cartone» prestato allo scopo. Il documento testimonia e descrive incisivamente la partecipazione con cui Barocci orchestra la traduzione a stampa delle proprie opere, instaurando rapporti di collaborazione con la cerchia degli specialisti d'oltralpe attivi in Italia (Cleri, 1993-2000, pp. 174-175). Tra i testimoni all’atto è presente l’architetto ducale, il cavaliere Girolamo Arduini. [Barbara Agosti]
Trascrizione
«Capitula per parte domini Federici Baroccii di Urbino
coram vobis exhibita dominus Jhoannes Vasconius procuratorio nomine magnifici domini Federici Baroci pictoris celeberrimi Urbinatensis in causa habet in controversiam cum domini Jacomo Joanne Pauletto Flandro olim habitatore Pisauri [...]
Prime dice, capitual, et facendo di bisogno e non altrimenti di quando come la verità fu et è che il signor Federico Baroccio fu et è pittore tra' Christiani et habbino nome e fama essendo per tal stimato, chiamato, operato, riconosciuto, e trattato da prencipi, da persone gravi et da ogn'uno che lo conosce.
2. Intanto che a lui concorrono da ogni parte d'Italia genti d'ogni sorte, e particularmente personaggi per dissegni e pitture, in modo che non può supplire a un terzo de negotii ch'a lui concorrono.
3. Che le cose sue sono in molto pregio, veneratione, et stima et è avanturoso colui che dalla sua mano può haver pittura e dissegno.
4. Che tra gl'altri intorno a sei anni sono fece un cunio overo tavola, et pittura in Senegaglia per la chiesa et scola nominata Santa Croce dove è un monte Calvario con le tre croci, Christo levato di croce, con la Madonna con l'altre Marie, con Nicodemo, Joseffo et altre figure che vi intervenne, di persone che intervennero a levar Cristo di croce et a seppellirlo; con tutti i flagelli et instrumenti che intervennero alla passione di Cristo.
5. Che tal cunio, e pittura è reputata tra le belle cose et principali ch'egli habbia fatto e si trovi del suo.
6. Et in oltre tra le belle cose, e pitture che si trovino in Italia.
7. Che di tal cunio, e pittura, o tavola hebbe per sua mercede scudi 400 d'oro in oro.
8. Che un pittore prima che si ponga a formare la tavola, cunio e pittura, che vuol dare, e dà fuori alla persona che lo richiede, et lasciare a perpetua memoria nella chiesa, o luogo per dove si piglia forma il suo disegno in un cartone che è il primo essemplare delle figure, che vuol poi formare et in tal essemplare, dissegno et cartone pone tutta la sua industria, il suo giuditio con tutt'i suoi tratti lineamenti, et con tutta quella bellezza et perfettione che rapresenti, et mostri la natura istessa, et in ciò consuma molto, e molto tempo, et mostra in somma qual egli si sia.
9. Che da tale essemplare forma dopo l'essempio et pittura che dà fuori a chi l'ha richiesto, nel che li si esce poi facile formare quel che di già ha concetto nella mente, et spiegarlo in tal cartone et dissegno.
10. Che i pittori sublimi et eccellentissimi conservano e sono soliti di conservare tali cartoni, dissegni et essemplari appresso sé et ai posteri loro sì per memoria delle fatture loro, sì anche per loro soddisfattione, et honore, et per potere nell'occasioni con minor lor fattica, sudore et briga, minor spesa e tempo, formare simili pitture, con mercede et benefitio loro, et a servigio e soddisfattione d'altro che volessero figure, et pitture tali.
Et egli è claro per la mettà et più dell'opera perfetta.
11. Sì che tengono cari tali cartoni et essemplari, come quali l'istesso esempio, tavola et cunio perfetto, che danno fuori in pubblico a fa farli et vogliano per la mittà dell'opera perfetta et più.
12. Che trovandosi detto signor Baroccio in mani tal cartone et esemplare fu ricercato da messer Giovanni Pauletti mercante fiammengo, all'hora in Pesaro di prestarli tal cartone, et essemplari, dicendo volerlo mandare in Fiandra, et farne fare l'essempio con intaglio di rame dall'eccellente intagliatore signor Giovanni Stradano, e con promessa di rimetterlo intatto e illeso in mani del detto Federico, et di darli appresso quaranta, o cinquanta essempi formati dalla mano del detto Stradano e questo fu intorno a tre anni sono.
13. Che stette il signor Federico molto renitente in prestarli tal cartone, et appresso i detti ritratti, a compiacere detto Paoletti, et così li diede tal cartone, et essemplare intorno a tre anni sono.
14. Che detto Paoletti in quel tempo, e per molti e molt'anni prima habitava in Pesaro, et era mercante in tal città.
15. Che non ha restituito mai detto cartone, né datte dette carti e ritratti quaranta o cinquanta promessi, come di sopra,
16. Et chi dice il contrario lo pruovi.
17. Che hora il detto Federico col mezzo di legittimo suo procuratore agita in giuditio contro il Paoletti per rihavere il detto suo dissegno et essemplare in caso che possa haverlo, e non potendo haverlo per il prezzo et i suoi danni, et interesse.
18. Et dimanda per liquidare i quali, che se li dia il giuramento in lite.
19. Che a giuditio d'ogni persona pratica nella pittura, et esperta giudicaria, estimaria, giudica et stima il cartone, et essemplari d'una cosa di tale valore di scudi 150 d'oro in oro, et anco più secondo l'istima soddisfattione et pensiero del proprio pittore poiché sono cose che vagliono tanto quanto si istimano et hanno in pregio et a caro da proprii padroni, inventori et fabricatori e più della metà dell'opera perfetta.
20. Che il signor Federico Baroccio è comodo di havere, guadagna quanto vuole et è homo di buona vita, condotta e fama, e di buona conscienza, anzi nelle cose di conscienza scrupoloso et molto accurato.
21. Che per tale fu, et è havuto, tenuto e reputato da ogn'uno che lo conosce, o maggior parte in Urbino e fuori.
22. Che delle cose suddette fu et è pubblica voce e fama.
23. Che stanti le cose suddette
nomina testium
Il signor Cavalier Arduino
Il signor Paolo Arduini
Giovan Matteo Pozzi
Fabricius Arduinus[?] Advocatus».
Commento
Barocci fa causa al mercante fiammingo Giacomo Giovanni Paoletti, già attivo a Pesaro, al quale tre anni prima (vedi anche 1584, 9 aprile, e 1587) aveva ceduto il modello grafico del Trasporto di Cristo al sepolcro, pala realizzata (vedi 1582, aprile/maggio) per la chiesa di Santa Croce a Senigallia, allo scopo di farlo incidere da Stradano (Jan van der Straet, 1523-1605). Paoletti non aveva adempiuto agli accordi, l'incisione di Stradano non era stata realizzata, e a Barocci non era stato restituito il «cartone» prestato allo scopo. Il documento testimonia e descrive incisivamente la partecipazione con cui Barocci orchestra la traduzione a stampa delle proprie opere, instaurando rapporti di collaborazione con la cerchia degli specialisti d'oltralpe attivi in Italia (Cleri, 1993-2000, pp. 174-175). Tra i testimoni all’atto è presente l’architetto ducale, il cavaliere Girolamo Arduini. [Barbara Agosti]
Trascrizione
«Capitula per parte domini Federici Baroccii di Urbino
coram vobis exhibita dominus Jhoannes Vasconius procuratorio nomine magnifici domini Federici Baroci pictoris celeberrimi Urbinatensis in causa habet in controversiam cum domini Jacomo Joanne Pauletto Flandro olim habitatore Pisauri [...]
Prime dice, capitual, et facendo di bisogno e non altrimenti di quando come la verità fu et è che il signor Federico Baroccio fu et è pittore tra' Christiani et habbino nome e fama essendo per tal stimato, chiamato, operato, riconosciuto, e trattato da prencipi, da persone gravi et da ogn'uno che lo conosce.
2. Intanto che a lui concorrono da ogni parte d'Italia genti d'ogni sorte, e particularmente personaggi per dissegni e pitture, in modo che non può supplire a un terzo de negotii ch'a lui concorrono.
3. Che le cose sue sono in molto pregio, veneratione, et stima et è avanturoso colui che dalla sua mano può haver pittura e dissegno.
4. Che tra gl'altri intorno a sei anni sono fece un cunio overo tavola, et pittura in Senegaglia per la chiesa et scola nominata Santa Croce dove è un monte Calvario con le tre croci, Christo levato di croce, con la Madonna con l'altre Marie, con Nicodemo, Joseffo et altre figure che vi intervenne, di persone che intervennero a levar Cristo di croce et a seppellirlo; con tutti i flagelli et instrumenti che intervennero alla passione di Cristo.
5. Che tal cunio, e pittura è reputata tra le belle cose et principali ch'egli habbia fatto e si trovi del suo.
6. Et in oltre tra le belle cose, e pitture che si trovino in Italia.
7. Che di tal cunio, e pittura, o tavola hebbe per sua mercede scudi 400 d'oro in oro.
8. Che un pittore prima che si ponga a formare la tavola, cunio e pittura, che vuol dare, e dà fuori alla persona che lo richiede, et lasciare a perpetua memoria nella chiesa, o luogo per dove si piglia forma il suo disegno in un cartone che è il primo essemplare delle figure, che vuol poi formare et in tal essemplare, dissegno et cartone pone tutta la sua industria, il suo giuditio con tutt'i suoi tratti lineamenti, et con tutta quella bellezza et perfettione che rapresenti, et mostri la natura istessa, et in ciò consuma molto, e molto tempo, et mostra in somma qual egli si sia.
9. Che da tale essemplare forma dopo l'essempio et pittura che dà fuori a chi l'ha richiesto, nel che li si esce poi facile formare quel che di già ha concetto nella mente, et spiegarlo in tal cartone et dissegno.
10. Che i pittori sublimi et eccellentissimi conservano e sono soliti di conservare tali cartoni, dissegni et essemplari appresso sé et ai posteri loro sì per memoria delle fatture loro, sì anche per loro soddisfattione, et honore, et per potere nell'occasioni con minor lor fattica, sudore et briga, minor spesa e tempo, formare simili pitture, con mercede et benefitio loro, et a servigio e soddisfattione d'altro che volessero figure, et pitture tali.
Et egli è claro per la mettà et più dell'opera perfetta.
11. Sì che tengono cari tali cartoni et essemplari, come quali l'istesso esempio, tavola et cunio perfetto, che danno fuori in pubblico a fa farli et vogliano per la mittà dell'opera perfetta et più.
12. Che trovandosi detto signor Baroccio in mani tal cartone et esemplare fu ricercato da messer Giovanni Pauletti mercante fiammengo, all'hora in Pesaro di prestarli tal cartone, et essemplari, dicendo volerlo mandare in Fiandra, et farne fare l'essempio con intaglio di rame dall'eccellente intagliatore signor Giovanni Stradano, e con promessa di rimetterlo intatto e illeso in mani del detto Federico, et di darli appresso quaranta, o cinquanta essempi formati dalla mano del detto Stradano e questo fu intorno a tre anni sono.
13. Che stette il signor Federico molto renitente in prestarli tal cartone, et appresso i detti ritratti, a compiacere detto Paoletti, et così li diede tal cartone, et essemplare intorno a tre anni sono.
14. Che detto Paoletti in quel tempo, e per molti e molt'anni prima habitava in Pesaro, et era mercante in tal città.
15. Che non ha restituito mai detto cartone, né datte dette carti e ritratti quaranta o cinquanta promessi, come di sopra,
16. Et chi dice il contrario lo pruovi.
17. Che hora il detto Federico col mezzo di legittimo suo procuratore agita in giuditio contro il Paoletti per rihavere il detto suo dissegno et essemplare in caso che possa haverlo, e non potendo haverlo per il prezzo et i suoi danni, et interesse.
18. Et dimanda per liquidare i quali, che se li dia il giuramento in lite.
19. Che a giuditio d'ogni persona pratica nella pittura, et esperta giudicaria, estimaria, giudica et stima il cartone, et essemplari d'una cosa di tale valore di scudi 150 d'oro in oro, et anco più secondo l'istima soddisfattione et pensiero del proprio pittore poiché sono cose che vagliono tanto quanto si istimano et hanno in pregio et a caro da proprii padroni, inventori et fabricatori e più della metà dell'opera perfetta.
20. Che il signor Federico Baroccio è comodo di havere, guadagna quanto vuole et è homo di buona vita, condotta e fama, e di buona conscienza, anzi nelle cose di conscienza scrupoloso et molto accurato.
21. Che per tale fu, et è havuto, tenuto e reputato da ogn'uno che lo conosce, o maggior parte in Urbino e fuori.
22. Che delle cose suddette fu et è pubblica voce e fama.
23. Che stanti le cose suddette
nomina testium
Il signor Cavalier Arduino
Il signor Paolo Arduini
Giovan Matteo Pozzi
Fabricius Arduinus[?] Advocatus».
Archivist's Notes
Coll. Archivio di Stato di Pesaro, Archivio Comunale, b. 514, Pretore 1590
Bibl. B. Cleri, Vertenze sul cartone del Trasporto di Cristo di Federico Barocci, in "Notizie da Palazzo Albani", XXII-XXIX, 1993-2000, pp. 174-175.
Bibl. B. Cleri, Vertenze sul cartone del Trasporto di Cristo di Federico Barocci, in "Notizie da Palazzo Albani", XXII-XXIX, 1993-2000, pp. 174-175.
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Giacomo Giovanni Paoletti
Giovanni Stradano
Giovanni Vasconio
Paolo Arduini
Giovan Matteo Pozzi
Girolamo Arduini
Fabrizio Arduini[?]
Project

