La caparra per la Natività per il duomo di Milano viene consegnata a Barocci
Archival Unit
30
Date Issued
April 3, 1597
Coverage Temporal
XVI sec.
Author(s)
Family
Content
1597, 3 aprile
Commento
Francesco Maria Vincenzi in Pesaro riferisce al fratello Ludovico in Urbino che il loro fratello Guidubaldo ha scritto a Guido Mazenta, destinatario degli strumenti scientifici ordinati a Simone Barocci (vedi 1597, 3 marzo), il quale era allora in sosta a Urbino, diretto a Loreto (la lettera è pubblicata, con omissioni di righe, in Sangiorgi 1982, pp. 22-23, n. VI; Colzani 2024, pp. 57-58). A Loreto si trova in quel momento anche Giovan Battista Talento Fiorenza, incaricato dalla Fabbrica del duomo di Milano di versare a Federico Barocci la caparra per la commissione della Natività (vedi 1597, 12 marzo, 22 marzo). [Camilla Colzani]
Trascrizione
«Questa sera mi è stata portata una lettera di nostro fratello da Milano per il signor Guido Magenta, il quale è quel signore che fa fare quelli lavori dal Baroccio: e perché domani va a Loreto m'ha ordinato che vi scriva che se sono forniti che me li mandiate subito per poterli havere al suo ritorno dalla Madonna, e quando non fossero forniti, solecitarlo per altra ocasione, e avisatemi del costo che renderà li denari, et perché potrebbe essere che io fossi andato in revisione inviateli alla signora Minerva, che gli ordinarò quanto haverà da fare e di gratie non mancate fare queste [***] caldanze. Inoltre il signor Giovanni Battista Fiorenza ancora m'ha ordinato che gli invia la presente al signor Federico Baroccio, il quale signore è di passaggio per Loreto e desidera a nome delli prefetti del duomo di Milano che gli favorisca dell'opera sua d'un Presepio, e perciò lascia qui in Pesaro buone quantità di doble che gli siano date; et perché Sua Altezza s'è ritirato per questi giorni santi non gli ha potuto far riverenza con adimandarli per gratia d’operar che detto signor Federico vo-glia favorirli di quell'opera, e perciò desiderano (per avanzarsi questo tempo et scoprir l'animo suo mentre che sono di viaggio) che voi vogliate fare questo servitio per amor loro et di nostro fratello, che vogli detto Federico favorire questi signori milanesi et accettare quest'opra, li quali non si prefiggono tempo alcuno, ma con sua commodità la facci, e credetemi che de dinari non sia per patirne un minimo che. Quando dunque si risolverà di fare quest'opera all'hora gli mandaranno ogni cosa, come lo desiderano e tutte le misure, et insomma non lasciaranno cosa alcuna indietro da farsi […]».
Commento
Francesco Maria Vincenzi in Pesaro riferisce al fratello Ludovico in Urbino che il loro fratello Guidubaldo ha scritto a Guido Mazenta, destinatario degli strumenti scientifici ordinati a Simone Barocci (vedi 1597, 3 marzo), il quale era allora in sosta a Urbino, diretto a Loreto (la lettera è pubblicata, con omissioni di righe, in Sangiorgi 1982, pp. 22-23, n. VI; Colzani 2024, pp. 57-58). A Loreto si trova in quel momento anche Giovan Battista Talento Fiorenza, incaricato dalla Fabbrica del duomo di Milano di versare a Federico Barocci la caparra per la commissione della Natività (vedi 1597, 12 marzo, 22 marzo). [Camilla Colzani]
Trascrizione
«Questa sera mi è stata portata una lettera di nostro fratello da Milano per il signor Guido Magenta, il quale è quel signore che fa fare quelli lavori dal Baroccio: e perché domani va a Loreto m'ha ordinato che vi scriva che se sono forniti che me li mandiate subito per poterli havere al suo ritorno dalla Madonna, e quando non fossero forniti, solecitarlo per altra ocasione, e avisatemi del costo che renderà li denari, et perché potrebbe essere che io fossi andato in revisione inviateli alla signora Minerva, che gli ordinarò quanto haverà da fare e di gratie non mancate fare queste [***] caldanze. Inoltre il signor Giovanni Battista Fiorenza ancora m'ha ordinato che gli invia la presente al signor Federico Baroccio, il quale signore è di passaggio per Loreto e desidera a nome delli prefetti del duomo di Milano che gli favorisca dell'opera sua d'un Presepio, e perciò lascia qui in Pesaro buone quantità di doble che gli siano date; et perché Sua Altezza s'è ritirato per questi giorni santi non gli ha potuto far riverenza con adimandarli per gratia d’operar che detto signor Federico vo-glia favorirli di quell'opera, e perciò desiderano (per avanzarsi questo tempo et scoprir l'animo suo mentre che sono di viaggio) che voi vogliate fare questo servitio per amor loro et di nostro fratello, che vogli detto Federico favorire questi signori milanesi et accettare quest'opra, li quali non si prefiggono tempo alcuno, ma con sua commodità la facci, e credetemi che de dinari non sia per patirne un minimo che. Quando dunque si risolverà di fare quest'opera all'hora gli mandaranno ogni cosa, come lo desiderano e tutte le misure, et insomma non lasciaranno cosa alcuna indietro da farsi […]».
Archivist's Notes
Coll. BUU, Congregazione di Carità, 37, II, f. 38r
Bibl. F. Sangiorgi, Committenze milanesi a Federico Barocci e alla sua scuola nel carteggio Vincenzi della Biblioteca Universitaria di Urbino, Urbino 1982; C. Colzani, Documenti milanesi per Federico Barocci, Urbino 2024.
Bibl. F. Sangiorgi, Committenze milanesi a Federico Barocci e alla sua scuola nel carteggio Vincenzi della Biblioteca Universitaria di Urbino, Urbino 1982; C. Colzani, Documenti milanesi per Federico Barocci, Urbino 2024.
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Barocci
Simone Barocci
Guidubaldo Vincenzi
Ludovico Vincenzi
Francesco Maria II della Rovere
Guido Mazenta
Giovan Battista Talento Fiorenza
File / Documentation![]()
Name
B_37_F_2_0023(1).jpg
Size
11.52 MB
Format
JPEG
Checksum (MD5)
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Project

