Sull’amministrazione di una bottega a Pian di Mercato
Date Issued
January 9, 1587
Coverage Temporal
XVI sec.
Content
1587, 9 gennaio
Commento
Atto rogato a Urbino nel monastero di Sant’Agata alla presenza di Marcantonio di Giovanni Battista Tubicini e di Marco di Federico Stocchi di Urbino (Duro 2024, pp. 93-94).
In merito alla locazione di una bottega a Pian di Mercato di proprietà del monastero di Sant’Agata concessa a Giovanni Alberto Barocci al prezzo di 4 fiorini 14 bolognini e 6 denari, a seguito della sua morte i figli sublocarono ad altri la bottega ad un prezzo maggiore del canone.
Chiedendo padre Domenico Leonardo Cantucci da Mirandola (priore del monastero) e Agostino Sigismondo di Urbino (vicario) e Floriano Perolini di Bologna di riconoscere un aumento di prezzo, i figli di Giovanni Alberto Barocci replicano di non essere tenuti e di non poter essere costretti, ma promettono di portare il canone a un totale di 6 fiorini all’anno. In loro assenza e in veste di procuratore di Giovanni Maria e di Giovanni Battista Barocci, Federico Barocci promette di pagare i dovuti 6 fiorini annui. Questo aumento avviene con il consenso dei visitatori della congregazione di San Salvatore (Pellegrino Macrini Mantovano e Giovanni Paolo Mantovano di Urbino).
Lo stesso giorno Federico Barocci, in qualità di procuratore, subaffitta per tre anni la bottega a Vincenzo Parino, con l’obbligo di pagare a semestri alterni 6 fiorini al monastero e 6 fiorini a Federico Barocci. [Filippo Duro]
Commento
Atto rogato a Urbino nel monastero di Sant’Agata alla presenza di Marcantonio di Giovanni Battista Tubicini e di Marco di Federico Stocchi di Urbino (Duro 2024, pp. 93-94).
In merito alla locazione di una bottega a Pian di Mercato di proprietà del monastero di Sant’Agata concessa a Giovanni Alberto Barocci al prezzo di 4 fiorini 14 bolognini e 6 denari, a seguito della sua morte i figli sublocarono ad altri la bottega ad un prezzo maggiore del canone.
Chiedendo padre Domenico Leonardo Cantucci da Mirandola (priore del monastero) e Agostino Sigismondo di Urbino (vicario) e Floriano Perolini di Bologna di riconoscere un aumento di prezzo, i figli di Giovanni Alberto Barocci replicano di non essere tenuti e di non poter essere costretti, ma promettono di portare il canone a un totale di 6 fiorini all’anno. In loro assenza e in veste di procuratore di Giovanni Maria e di Giovanni Battista Barocci, Federico Barocci promette di pagare i dovuti 6 fiorini annui. Questo aumento avviene con il consenso dei visitatori della congregazione di San Salvatore (Pellegrino Macrini Mantovano e Giovanni Paolo Mantovano di Urbino).
Lo stesso giorno Federico Barocci, in qualità di procuratore, subaffitta per tre anni la bottega a Vincenzo Parino, con l’obbligo di pagare a semestri alterni 6 fiorini al monastero e 6 fiorini a Federico Barocci. [Filippo Duro]
Archivist's Notes
Coll. ASU, Fondo Notarile, Bondini Guidantonio, vol. 1066 (1585-1586), cc. 218r-219r
Bibl. F. Duro, Documenti urbinati su Federico Barocci. 1, Urbino 2024
Bibl. F. Duro, Documenti urbinati su Federico Barocci. 1, Urbino 2024
Physical Type
Foglio
Preservation
Buono
Language
Italiano
Project
Keywords
Marcantonio Tubicini
Federico Stocchi
Giovanni Alberto Barocci
Domenico Leonardo Cantucci
Agostino Sigismondo
Floriano Perolini
Giovanni Maria Barocci
Giovanni Battista Barocci
Pellegrino Macrini
Giovanni Paolo Mantovano
Vincenzo Parino
Project

