SBArx-SC-CI-001 Intervista ad Andrea Camilleri
Identifier
SBArx-SC-CI-001
Content
Una tesista di Sanzio Balducci intervista per la sua ricerca lo scrittore Andrea Camilleri
[0:00:00.00] L'intervistatrice chiede ad Andrea Camilleri il motivo dell’inserimento del dialetto nei suoi romanzi (una sperimentazione che consente maggiore libertà di espressione). Camilleri racconta del suo primo romanzo, che viene scartato per dieci anni prima della pubblicazione.
[0:02:28.10] L’intervistatrice chiede se il dialetto utilizzato sia puro o italianizzato. Camilleri descrive il modo in cui ha scelto la varietà di partenza, la girgentana, e come l’ha modificata, recuperando parole contadine.
[0:06:17.75] L’intervistatrice chiede quale sia la differenza d’impiego nei romanzi rispetto all’esperienza neorealista. Camilleri risponde puntualizzando che, con il dialetto, non punta a rappresentare la realtà. L’intervistatrice aggiunge una domanda sulla possibilità di scrivere un romanzo interamente in siciliano, ma Camilleri risponde negativamente, in quanto troppo complicato.
[0:08:55.98] La studentessa chiede se abbia mai impiegato altri dialetti. Camilleri cita come esempio il romanzo pluridialettale Il birraio di Preston e il genovese ne La mossa del cavallo, ma sottolinea che si trattava di romanzi ambientati nell’Ottocento e che non ripeterebbe l’esperimento in romanzi contemporanei, a causa del loro scarso uso.
[0:11:47.13] L’intervistatrice domanda se temesse lo scarso apprezzamento dei lettori per l’uso del dialetto. Camilleri ricorda che anche Sciascia ne criticò l’eccessivo utilizzo.
[0:12:38.89] La studentessa chiede quanto l’ambiente siciliano e l’uso del dialetto abbiano influenzato il suo successo. Camilleri parla dell’utilizzo giocoso di certi termini dialettali al Nord, ammettendone l’influenza, ma riflette anche sul successo all’estero dei romanzi in traduzione, nei quali il dialetto è assente.
[0:14:24.29] Sabrina chiede se sarebbe d’accordo con l’insegnamento del dialetto a scuola. Camilleri espone la sua visione sull’insegnamento dell’italiano, ponendolo accanto ai dialetti e raccontandone l’evoluzione.
[0:16:12.62] Sabrina chiede un’anticipazione sul nuovo libro in uscita, una raccolta di racconti (La paura di Montalbano), in cui Camilleri sperimenta la scrittura di racconti lunghi.
[0:17:36.98] Sabrina chiede se i personaggi di Montalbano siano ispirati a persone reali o frutto della fantasia. Camilleri ammette che sono inventati, ma traggono spunto da elementi o modi di fare incontrati durante la sua vita. Lo stesso Montalbano rispecchia alcune caratteristiche del padre di Camilleri.
[0:19:40.94] L’intervistatrice chiede un’opinione sulla presenza di anglismi in italiano. Camilleri si definisce polemico a riguardo, citando anche Migliorini, e richiama i mutamenti linguistici che si muovono dalla periferia al centro. Per l’Italia si prospetta un periodo di sudditanza linguistica: con la scomparsa dei dialetti, l’italiano perde la base su cui reggersi, rimanendo alla periferia dell’inglese. A causa del fascismo, inoltre, si guarda con sospetto al purismo linguistico (Camilleri porta l’esempio dello spagnolo).
[0:24:19.57] Sabrina prosegue chiedendo se sarebbe favorevole a una campagna pubblica a sostegno della purezza linguistica. Camilleri critica l’uso della parola “puro” e porta l’esempio della Sicilia e dei siciliani. Si schiera infine a favore della difesa della lingua italiana e del suo apprendimento.
[0:00:00.00] L'intervistatrice chiede ad Andrea Camilleri il motivo dell’inserimento del dialetto nei suoi romanzi (una sperimentazione che consente maggiore libertà di espressione). Camilleri racconta del suo primo romanzo, che viene scartato per dieci anni prima della pubblicazione.
[0:02:28.10] L’intervistatrice chiede se il dialetto utilizzato sia puro o italianizzato. Camilleri descrive il modo in cui ha scelto la varietà di partenza, la girgentana, e come l’ha modificata, recuperando parole contadine.
[0:06:17.75] L’intervistatrice chiede quale sia la differenza d’impiego nei romanzi rispetto all’esperienza neorealista. Camilleri risponde puntualizzando che, con il dialetto, non punta a rappresentare la realtà. L’intervistatrice aggiunge una domanda sulla possibilità di scrivere un romanzo interamente in siciliano, ma Camilleri risponde negativamente, in quanto troppo complicato.
[0:08:55.98] La studentessa chiede se abbia mai impiegato altri dialetti. Camilleri cita come esempio il romanzo pluridialettale Il birraio di Preston e il genovese ne La mossa del cavallo, ma sottolinea che si trattava di romanzi ambientati nell’Ottocento e che non ripeterebbe l’esperimento in romanzi contemporanei, a causa del loro scarso uso.
[0:11:47.13] L’intervistatrice domanda se temesse lo scarso apprezzamento dei lettori per l’uso del dialetto. Camilleri ricorda che anche Sciascia ne criticò l’eccessivo utilizzo.
[0:12:38.89] La studentessa chiede quanto l’ambiente siciliano e l’uso del dialetto abbiano influenzato il suo successo. Camilleri parla dell’utilizzo giocoso di certi termini dialettali al Nord, ammettendone l’influenza, ma riflette anche sul successo all’estero dei romanzi in traduzione, nei quali il dialetto è assente.
[0:14:24.29] Sabrina chiede se sarebbe d’accordo con l’insegnamento del dialetto a scuola. Camilleri espone la sua visione sull’insegnamento dell’italiano, ponendolo accanto ai dialetti e raccontandone l’evoluzione.
[0:16:12.62] Sabrina chiede un’anticipazione sul nuovo libro in uscita, una raccolta di racconti (La paura di Montalbano), in cui Camilleri sperimenta la scrittura di racconti lunghi.
[0:17:36.98] Sabrina chiede se i personaggi di Montalbano siano ispirati a persone reali o frutto della fantasia. Camilleri ammette che sono inventati, ma traggono spunto da elementi o modi di fare incontrati durante la sua vita. Lo stesso Montalbano rispecchia alcune caratteristiche del padre di Camilleri.
[0:19:40.94] L’intervistatrice chiede un’opinione sulla presenza di anglismi in italiano. Camilleri si definisce polemico a riguardo, citando anche Migliorini, e richiama i mutamenti linguistici che si muovono dalla periferia al centro. Per l’Italia si prospetta un periodo di sudditanza linguistica: con la scomparsa dei dialetti, l’italiano perde la base su cui reggersi, rimanendo alla periferia dell’inglese. A causa del fascismo, inoltre, si guarda con sospetto al purismo linguistico (Camilleri porta l’esempio dello spagnolo).
[0:24:19.57] Sabrina prosegue chiedendo se sarebbe favorevole a una campagna pubblica a sostegno della purezza linguistica. Camilleri critica l’uso della parola “puro” e porta l’esempio della Sicilia e dei siciliani. Si schiera infine a favore della difesa della lingua italiana e del suo apprendimento.
Author(s)
Agent(s)
Place Of Detection
Date Issued
April 8, 2002
Language
Italiano
Altra
Notes
Area dell'identificazione
– Segnatura: SBArx-SC-CI-001
– Consistenza dell’unità documentaria: 00:27:00 di 1 audiocassetta (SBArx-AC-191)
– Segnatura: SBArx-SC-CI-001
– Consistenza dell’unità documentaria: 00:27:00 di 1 audiocassetta (SBArx-AC-191)
Area del contesto
– Storia archivistica dell’unità documentaria: A seguito della donazione del fondo, è stata creata una strutturazione archivistica che ha introdotto un principio di ordinamento non esistente nella situazione del soggetto produttore e che consiste in 10 serie, 5 sottoserie e 3 sotto-sottoserie. I supporti sono stati digitalizzati nel Laboratorio audio-video dell'Università di Urbino e descritti utilizzando i metadati provenienti dal progetto Archivio Vi.Vo., implementati in seguito all'interno di SDH
– Modalità di acquisizione e versamento dell’unità documentaria: Donazione del Fondo audiovisivo Sanzio Balducci di Sanzio Balducci all'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo da parte del prof. Sanzio Balducci (Delibera CdA n. 44 del 28/02/2023)
– Storia archivistica dell’unità documentaria: A seguito della donazione del fondo, è stata creata una strutturazione archivistica che ha introdotto un principio di ordinamento non esistente nella situazione del soggetto produttore e che consiste in 10 serie, 5 sottoserie e 3 sotto-sottoserie. I supporti sono stati digitalizzati nel Laboratorio audio-video dell'Università di Urbino e descritti utilizzando i metadati provenienti dal progetto Archivio Vi.Vo., implementati in seguito all'interno di SDH
– Modalità di acquisizione e versamento dell’unità documentaria: Donazione del Fondo audiovisivo Sanzio Balducci di Sanzio Balducci all'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo da parte del prof. Sanzio Balducci (Delibera CdA n. 44 del 28/02/2023)
Area relativa alle condizioni di accesso e di utilizzazione
– Condizioni che regolano l’accesso all’unità documentaria: Previa richiesta al Settore Biblioteche di Ateneo dell'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
– Condizioni che regolano la riproduzione dell’unità documentaria: È vietata la riproduzione, anche parziale, dei materiali senza il consenso dei detentori dei diritti
– Condizioni che regolano l’accesso all’unità documentaria: Previa richiesta al Settore Biblioteche di Ateneo dell'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
– Condizioni che regolano la riproduzione dell’unità documentaria: È vietata la riproduzione, anche parziale, dei materiali senza il consenso dei detentori dei diritti
Area delle informazioni relative a documentazione collegata
– Esistenza e localizzazione degli originali: Laboratorio audio-video dell'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
– Esistenza e localizzazione di copie: Laboratorio audio-video dell'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
– Bibliografia: -
– Esistenza e localizzazione degli originali: Laboratorio audio-video dell'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
– Esistenza e localizzazione di copie: Laboratorio audio-video dell'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
– Bibliografia: -
Area di controllo della descrizione
– Archivista/compilatore: Elia Bedussi
– Archivista/compilatore: Elia Bedussi
Keywords
Siciliano
Dialetto
Tesi
License
CC BY-NC-ND
File Type
Audio
Event Time
00:27:00
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