Enfiteusi
Archival Unit
7
Date Issued
November 4, 1259
Coverage Temporal
XIII sec
Content
Bellabranca per sé e fratelli, figli di Gentile, danno in feudo, cioè investono d’enfiteusi Ariminese ed Acorimbuono, di un pezzo di terra nella villa di Finocchietto.
Rog. Roberto notaro.(1)
Rog. Roberto notaro.(1)
Archivist's Notes
Busta 15
(1) Currado Curradi, in un suo lavoro dedicato alle origini della famiglia Brancaleoni, prende in esame questa pergamena, e ne fa un riassunto che verrà trascritto qui di seguito, ad integrazione del regesto di Luigi Nardini sopra riportato:
Bellabranca, Filippo e Montefeltrano, fratelli e figli del fu Gentile, concedono ad Ariminensi de Cupa e Accorrimbuono, «in feudum et nomine feudi», un pezzo di terra in Ville de Finochieto confinante su quattro lati con:
1. via pubblica,
2. Giovanni Grifolini,
3. via che va alla casa Accarimbuoni,
4. i Brancaleoni.
A titolo di fitto è richiesta la somma annua di 40 buoni denari ravennati e il donativo di un paio di polli, da consegnare ai signori per la festa della Madonna di mezzo agosto.
Rubertus notaio scrive l’atto in Rocca domini Bellabrance et fratruum.
Curradi, Currado, Pergamene sulle origini dei Brancaleoni di Piobbico, in: I Brancaleoni e Piobbico. Atti del I Convegno di storia locale, Piobbico 2 - 3 settembre 1983, Palazzo Brancaleoni, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Regionale delle Marche e della Deputazione di Storia Patria per le Marche, Piobbico, a cura della Amministrazione Comunale di Piobbico, 1985, p. 107 – 128.
(1) Currado Curradi, in un suo lavoro dedicato alle origini della famiglia Brancaleoni, prende in esame questa pergamena, e ne fa un riassunto che verrà trascritto qui di seguito, ad integrazione del regesto di Luigi Nardini sopra riportato:
Bellabranca, Filippo e Montefeltrano, fratelli e figli del fu Gentile, concedono ad Ariminensi de Cupa e Accorrimbuono, «in feudum et nomine feudi», un pezzo di terra in Ville de Finochieto confinante su quattro lati con:
1. via pubblica,
2. Giovanni Grifolini,
3. via che va alla casa Accarimbuoni,
4. i Brancaleoni.
A titolo di fitto è richiesta la somma annua di 40 buoni denari ravennati e il donativo di un paio di polli, da consegnare ai signori per la festa della Madonna di mezzo agosto.
Rubertus notaio scrive l’atto in Rocca domini Bellabrance et fratruum.
Curradi, Currado, Pergamene sulle origini dei Brancaleoni di Piobbico, in: I Brancaleoni e Piobbico. Atti del I Convegno di storia locale, Piobbico 2 - 3 settembre 1983, Palazzo Brancaleoni, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Regionale delle Marche e della Deputazione di Storia Patria per le Marche, Piobbico, a cura della Amministrazione Comunale di Piobbico, 1985, p. 107 – 128.
Physical Type
Rotolo
Preservation
Buono
Language
Latino
File / Documentation![]()
Name
0007A_R.jpg
Size
7.17 MB
Format
JPEG
Checksum (MD5)
c79771f8bb066a3bcb4f1d11a42cd862

