Testamento
Archival Unit
239
Date Issued
April 21, 1415
Coverage Temporal
XV sec.
Corporate Body
Content
Caterina figlia di Cello di Fercotto, abitante in Urbino, volendo visitare il Santo Sepolcro fa il testamento, nel quale dopo lasciati varj legati, di tutti i suoi beni istituisce erede universale la Fraternita di Piandimercato. Rog. Damiano di Nicolò di Urbino.(1)
Fonds
Archivist's Notes
Busta n. 5
(1) Nel caso di questo documento il regesto del Corradini, più particolareggiato (come sempre avviene in questi casi) è piuttosto interessante, anche per le notizie relative alla chiesa di San Girolamo, che evidentemente - alla data del 21 aprile 1415 - il fondatore della Congregazione dei Padri Girolamini, il beato Pietro Gambacorta (Pisa, 1355 – Venezia, 1435) ed i suoi compagni stavano progettando di edificare in località Spineto:
«Caterina figlia di Cello da Fercotto abitante in Urbino, volendo visitare il Santo Sepolcro, fa il suo testamento, nel quale si elegge la Sepoltura di S. Francisco d’Urbino, a cui lascia un fiorino, e 20 soldi; lascia alla Chiesa di S. Agostino d’Urbino quattro ducati per la fabbrica; lascia alle Chiese di S. Caterina, di S. Pietro Celestino, e di S. Sergio un ducato per ciascuna per la fabbrica; lascia alla Chiesa di S. Leo della Pieve di Cavallino un ducato per comprare la campana; lascia 40 ducati per maritare più Zitelle; lascia 10 ducati d’oro per comprare un Calice per la Chiesa da farsi da Fra Pietro da Pisa abitante in Urbino [stando alle conoscenze delle quali attualmente disponiamo, si può affermare più precisamente che all’epoca Pietro, insieme ai suoi confratelli, risiedeva nei monti delle Cesane, e per la precisione a Isola del Piano; attualmente il monastero di Montebello, costruito accanto all’antico romitorio del beato Pietro, è la sede della Cooperativa Agricola Girolomoni], e da suoi compagni in Urbino in Spineto; e più quattro ducati per un Messale per la detta Chiesa di S. Girolamo da farsi dal detto Fra Pietro; lascia etc. lascia etc. … In tutti gl’altri suoi beni instituisce erede universale la Fraternita. Rog. Damiano di Niccolò d’Urbino.
Niccolò d’Antonio della Quadra del Vescovato ne fece la copia autentica colla licenza del Dottor Giacomo de Roselli d’Arezzo Vicario, e Giudice delle maggiori cause civili del Comune d’Urbino. La Testatrice morì nel 1419 come si diceva, e nel principio del 1420 fu autenticato il testamento.»
Corradini, Antonio, Spoglio delle pergamene urbinati (copia di Antonio Rosa), manoscritto cartaceo, legato in cartone, secolo XIX, millimetri 305 x 220, volume II, carta 73 verso (segnatura di collocazione ‘Urbino 107’).
(1) Nel caso di questo documento il regesto del Corradini, più particolareggiato (come sempre avviene in questi casi) è piuttosto interessante, anche per le notizie relative alla chiesa di San Girolamo, che evidentemente - alla data del 21 aprile 1415 - il fondatore della Congregazione dei Padri Girolamini, il beato Pietro Gambacorta (Pisa, 1355 – Venezia, 1435) ed i suoi compagni stavano progettando di edificare in località Spineto:
«Caterina figlia di Cello da Fercotto abitante in Urbino, volendo visitare il Santo Sepolcro, fa il suo testamento, nel quale si elegge la Sepoltura di S. Francisco d’Urbino, a cui lascia un fiorino, e 20 soldi; lascia alla Chiesa di S. Agostino d’Urbino quattro ducati per la fabbrica; lascia alle Chiese di S. Caterina, di S. Pietro Celestino, e di S. Sergio un ducato per ciascuna per la fabbrica; lascia alla Chiesa di S. Leo della Pieve di Cavallino un ducato per comprare la campana; lascia 40 ducati per maritare più Zitelle; lascia 10 ducati d’oro per comprare un Calice per la Chiesa da farsi da Fra Pietro da Pisa abitante in Urbino [stando alle conoscenze delle quali attualmente disponiamo, si può affermare più precisamente che all’epoca Pietro, insieme ai suoi confratelli, risiedeva nei monti delle Cesane, e per la precisione a Isola del Piano; attualmente il monastero di Montebello, costruito accanto all’antico romitorio del beato Pietro, è la sede della Cooperativa Agricola Girolomoni], e da suoi compagni in Urbino in Spineto; e più quattro ducati per un Messale per la detta Chiesa di S. Girolamo da farsi dal detto Fra Pietro; lascia etc. lascia etc. … In tutti gl’altri suoi beni instituisce erede universale la Fraternita. Rog. Damiano di Niccolò d’Urbino.
Niccolò d’Antonio della Quadra del Vescovato ne fece la copia autentica colla licenza del Dottor Giacomo de Roselli d’Arezzo Vicario, e Giudice delle maggiori cause civili del Comune d’Urbino. La Testatrice morì nel 1419 come si diceva, e nel principio del 1420 fu autenticato il testamento.»
Corradini, Antonio, Spoglio delle pergamene urbinati (copia di Antonio Rosa), manoscritto cartaceo, legato in cartone, secolo XIX, millimetri 305 x 220, volume II, carta 73 verso (segnatura di collocazione ‘Urbino 107’).
Physical Type
Rotolo
Description
La membrana presenta macchie di umidità sulla superficie che hanno sbiadito in parte i tratti scrittori
Preservation
Buono
Language
Latino
File / Documentation![]()
Name
00239_A.jpg
Size
17.72 MB
Format
JPEG
Checksum (MD5)
B079B94312D114E3E422839FFB0B781D

