Testamento
Archival Unit
523
Date Issued
October 14, 1527
Coverage Temporal
XVI sec.
Corporate Body
Content
Testamento del nobil’uomo Urbano del quondam Giovanni di Giacomo degli Urbani, cittadino di Urbino, e Segretario di Francesco Maria Della Rovere, duca di Urbino, nel quale disposto per la dote delle figlie Laura ed Elisabetta, di tutti gli altri suoi beni, istituisce sua erede universale Eleonora sua figlia primogenita che andrà sposa a Ser Gaspare Colonna, veneziano. Rog. Lodovico Baldi di Urbino.(1)
Fonds
Archivist's Notes
Busta n. 11
(1) Come spesso avviene, anche in questo caso il regesto di Luigi Nardini non rende regione del fatto che questo documento faccia parte dell’archivio della fraternita di Santa Maria della Misericordia di Pian di Mercato di Urbino, fraternita che pure - come si vedrà - giuoca un ruolo ben preciso nell’ambito delle disposizioni del testatore; per lumeggiare questo ed altri particolari si veda il regesto di Antonio Corradini, che qui di seguito integralmente si riporta:
«Carta non pergamena.
Il Nobil Uomo Urbano del quondam Giovanni di Giacomo degli Urbani Cittadino d’Urbino Segretario, e Collaterale generale del Duca Francesco Maria, nel suo testamento si lascia sepolto a S. Francesco d’Urbino, alla qual Chiesa lascia cinque fiorini; lascia due fiorini alla Fraternità dei Disciplinati del Corpus Domini; e dieci fiorini alla Fraternita di Piandimercato; alla Cappella del Sagramento, e a quella della Concezione del Duomo cinque fiorini per ciascuna.
Vuole le messe di S. Gregorio per cinque volte in 4 anni.
Lascia a Laura, ed ha Elisabetta sue figlie due fiorini oltre le doti loro fatte.
In tutti gl’altri beni instituisce erede Leonora sua figlia, che debba sposare Gaspare Colonna Veneziano, coll’obbligo di abitare nella Casa del Testatore e di chiamarsi Colonna degli Urbani, come anche i figli, o figlie per conservare il ceppo.
Ma se tanto Leonora, quanto Gaspare morissero senza figli, o non adempissero etc. l’eredità del Testatore ricada a Laura altra figlia, o ai di lei figli, e se questi non vi fossero, vien sostituita la Fraternita di Piandimercato; e in questo caso siano ben trattati i Parenti, ed Attinenti del Testatore, e specialmente la figlia Elisabetta, a cui si dia la vigna di Valleagosto qualora professi in S. Lucia.
Rog. Lodovico del quondam Baldo della Quadra del Vescovato nella Sagristia di S. Francesco presso la Chiesa, il prato etc. essendo presenti il Canonico Francesco del quondam Ser Lodovico, Don Pierpaolo di Tadeo Brandani etc. Marcantonio Foschi Notaro d’Urbino ne cavò la copia sotto il dì 27 Gennaro 1603 ad istanza dei Conti Antonio, ed Annibale Ubaldini, giurando essi di aver interesse nel detto testamento.»
Corradini, Antonio, Spoglio delle pergamene urbinati (copia di Antonio Rosa), manoscritto cartaceo, legato in cartone, secolo XIX, millimetri 305 x 220, volume II, carta 112 recto e verso (segnatura di collocazione ‘Urbino 107’).
(1) Come spesso avviene, anche in questo caso il regesto di Luigi Nardini non rende regione del fatto che questo documento faccia parte dell’archivio della fraternita di Santa Maria della Misericordia di Pian di Mercato di Urbino, fraternita che pure - come si vedrà - giuoca un ruolo ben preciso nell’ambito delle disposizioni del testatore; per lumeggiare questo ed altri particolari si veda il regesto di Antonio Corradini, che qui di seguito integralmente si riporta:
«Carta non pergamena.
Il Nobil Uomo Urbano del quondam Giovanni di Giacomo degli Urbani Cittadino d’Urbino Segretario, e Collaterale generale del Duca Francesco Maria, nel suo testamento si lascia sepolto a S. Francesco d’Urbino, alla qual Chiesa lascia cinque fiorini; lascia due fiorini alla Fraternità dei Disciplinati del Corpus Domini; e dieci fiorini alla Fraternita di Piandimercato; alla Cappella del Sagramento, e a quella della Concezione del Duomo cinque fiorini per ciascuna.
Vuole le messe di S. Gregorio per cinque volte in 4 anni.
Lascia a Laura, ed ha Elisabetta sue figlie due fiorini oltre le doti loro fatte.
In tutti gl’altri beni instituisce erede Leonora sua figlia, che debba sposare Gaspare Colonna Veneziano, coll’obbligo di abitare nella Casa del Testatore e di chiamarsi Colonna degli Urbani, come anche i figli, o figlie per conservare il ceppo.
Ma se tanto Leonora, quanto Gaspare morissero senza figli, o non adempissero etc. l’eredità del Testatore ricada a Laura altra figlia, o ai di lei figli, e se questi non vi fossero, vien sostituita la Fraternita di Piandimercato; e in questo caso siano ben trattati i Parenti, ed Attinenti del Testatore, e specialmente la figlia Elisabetta, a cui si dia la vigna di Valleagosto qualora professi in S. Lucia.
Rog. Lodovico del quondam Baldo della Quadra del Vescovato nella Sagristia di S. Francesco presso la Chiesa, il prato etc. essendo presenti il Canonico Francesco del quondam Ser Lodovico, Don Pierpaolo di Tadeo Brandani etc. Marcantonio Foschi Notaro d’Urbino ne cavò la copia sotto il dì 27 Gennaro 1603 ad istanza dei Conti Antonio, ed Annibale Ubaldini, giurando essi di aver interesse nel detto testamento.»
Corradini, Antonio, Spoglio delle pergamene urbinati (copia di Antonio Rosa), manoscritto cartaceo, legato in cartone, secolo XIX, millimetri 305 x 220, volume II, carta 112 recto e verso (segnatura di collocazione ‘Urbino 107’).
Physical Type
Rotolo
Preservation
Buono
Language
Latino
File / Documentation![]()
Name
00523_1.jpg
Size
12.25 MB
Format
JPEG
Checksum (MD5)
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