Ricevuta
Archival Unit
320
Date Issued
October 16, 1434
Coverage Temporal
XV sec.
Corporate Body
Content
Tommaso del quondam Saraceno di Urbino, posto in libertà dopo la carcere [sic], confessa di aver ricevuto da Tommaso di Andrea, Sindaco della Fraternita, alcune somme di denaro sborsate dalla detta Fraternita ai suoi creditori e che il detto Tommaso avrebbe dovuto avere per conto della eredità di Ser Secreto e di altri.
Rog. Nicolò di Ser Giovanni di Mastro Cola.(1)
Rog. Nicolò di Ser Giovanni di Mastro Cola.(1)
Fonds
Archivist's Notes
Busta n. 7
(1) Si veda anche il regesto del Corradini:
«Tommaso del quondam Saraceno d’Urbino posto in libertà dopo la carcere, confessa di aver ricevuto da Tomasso d’Andrea Sindaco della Fraternita 75 lire buone, soldi nove, e denari dodici, e staja sei e mezzo di grano; e più 37 ducati sborsati ai creditori di detto Tomasso dal detto Sindaco, tra i quali si vede segnato anche Giovanni di Francesco di Coppa come Regolatore delle carceri, il quale ricevè quattro ducati per la metà del salario delle dette carceri, in cui il detto Tommaso vi stette per un’anno [sic] e otto giorni. E queste somme di denaro, e di grano dovevano poi diffalcarsi da quello, che il detto Tommaso avrebbe dovuto avere dalla Fraternita per conto della Eredità di Ser Secreto, di Donna Lucia Moglie di Francesco di Peruzzello, e di detto Francesco. Rog. Niccolò di Ser Giovanni di Mastro Cola della Quadra di Pusterla nella sala inferiore del Palazzo di Residenza del Podestà della Quadra di Pusterla presso la strada pubblica le vie, i beni di detto Comune, essendo presenti il Dottor Giovanni della Valle, Ser Niccolò d’Antonio, e Ser Pierino di Ser Mucciarino d’Urbino. Un altro Creditore era Ser Tommaso di Vanne da Catoni Camerlengo.»
Corradini, Antonio, Spoglio delle pergamene urbinati (copia di Antonio Rosa), manoscritto cartaceo, legato in cartone, secolo XIX, millimetri 305 x 220, volume II, carta 80 recto (segnatura di collocazione ‘Urbino 107’).
(1) Si veda anche il regesto del Corradini:
«Tommaso del quondam Saraceno d’Urbino posto in libertà dopo la carcere, confessa di aver ricevuto da Tomasso d’Andrea Sindaco della Fraternita 75 lire buone, soldi nove, e denari dodici, e staja sei e mezzo di grano; e più 37 ducati sborsati ai creditori di detto Tomasso dal detto Sindaco, tra i quali si vede segnato anche Giovanni di Francesco di Coppa come Regolatore delle carceri, il quale ricevè quattro ducati per la metà del salario delle dette carceri, in cui il detto Tommaso vi stette per un’anno [sic] e otto giorni. E queste somme di denaro, e di grano dovevano poi diffalcarsi da quello, che il detto Tommaso avrebbe dovuto avere dalla Fraternita per conto della Eredità di Ser Secreto, di Donna Lucia Moglie di Francesco di Peruzzello, e di detto Francesco. Rog. Niccolò di Ser Giovanni di Mastro Cola della Quadra di Pusterla nella sala inferiore del Palazzo di Residenza del Podestà della Quadra di Pusterla presso la strada pubblica le vie, i beni di detto Comune, essendo presenti il Dottor Giovanni della Valle, Ser Niccolò d’Antonio, e Ser Pierino di Ser Mucciarino d’Urbino. Un altro Creditore era Ser Tommaso di Vanne da Catoni Camerlengo.»
Corradini, Antonio, Spoglio delle pergamene urbinati (copia di Antonio Rosa), manoscritto cartaceo, legato in cartone, secolo XIX, millimetri 305 x 220, volume II, carta 80 recto (segnatura di collocazione ‘Urbino 107’).
Physical Type
Rotolo
Preservation
Buono
Language
Latino
File / Documentation![]()
Name
00320_A.jpg
Size
10.26 MB
Format
JPEG
Checksum (MD5)
ec6090c1c13a913c766914150495765e

