Transazione
Archival Unit
66
Date Issued
May 8, 1352
Coverage Temporal
XIV sec.
Corporate Body
Content
Francesco di Spoleto Vescovo di Urbino, ricevendo 100 fiorini d’oro, fa transazione con la Fraternita di Piandimercato sopra quanto essa potesse essere tenuta a dare al detto Vescovo e sopra quanto egli potrebbe esigere nel passato. Rog. Giacomo di Ser Francesco di Urbino. (1)
Fonds
Archivist's Notes
Busta n. 2
(1) Più circostanziato il regesto del Corradini:
«Francesco da Spoleto Vescovo di Urbino, che prima pretendeva dalla Fraternita di S. Maria della Misericordia di Pian di Mercato la quarta, ossia la Canonica porzione di tutti i lasciti, e legati fatti nei testamenti alla Fraternita, e allo spedale donatole da Fra Bartolomeo già Vescovo di Urbino; pretendeva la quarta di tutti i legati fatti ad altri luoghi pii della città, o Diocesi nei testamenti, in cui la detta Fraternita fosse instituita commissaria: pretendeva quanto era stato lasciato pro male ablatis: e pretendeva il rendimento di conto di tutte le eredità, lascite, donazioni fatte alla Fraternita, allo spedale, ed ai Rettori, come anche delle esecuzioni da essi fatte, e dai loro antecessori.
Il detto Vescovo Francesco ricevendo 100 fiorini d’oro fa la transazione colla detta Fraternita sopra quanto essa potesse essere tenuta dare al detto Vescovo, o vescovato: rilascia quanto esso aurebbe potuto esigere pel tempo addietro per conto delle quarte: approva, e ratifica il consiglio legale del Dottor Angelo Nardi d’Amelia in quanto alla detta Fraternita, e suoi Rettori soltanto, e non già in quanto agli estranei.
Tanto promette a Ser Guido di Bonaventura da Mondelce, a Ser Piero di Bartolo degli Arcolani , a Ser Luca di Bonavia, a Ser Balduccio di Bencevenisse, a Paolo di Peramette, a Ciccolo di Arenguccio, a Piero di Parte, a Vanne di Benamato, a Vivolo di Piero, ed a Paoluccio di Benincasa di Urbino Rettori della detta Fraternita presenti ed accettanti per sé e loro successori a nome della Fraternita. Rog. Giacomo di Messer Francesco di Urbino Notaro ed Officiale della Curia Vescovile nella sala grande del Vescovado di Urbino essendo presenti, e testimonj Monalduccio di Puccio da Petralata, Mastro Francesco di Piero di Urbino, don Taffono Proposto della Canonica, il Venerabile Uomo don Paolo figlio del quondam Magnifico nostro Conte Galasso da Montefeltro, Ser Giovanni di Ser Pecorario d’Arezzo Notaro rogato assieme col detto Giacomo, don Angelo di Giacomuccio Canonico spoletano, Agneletto di Bartoletto, e Matiolo del quondam Giallo da Spoleto.»
Corradini, Antonio, Spoglio delle pergamene urbinati (copia di Antonio Rosa), manoscritto cartaceo, legato in cartone, secolo XIX, millimetri 305 x 220, volume II, carte 62 verso – 63 recto (segnatura di collocazione ‘Urbino 107’).
(1) Più circostanziato il regesto del Corradini:
«Francesco da Spoleto Vescovo di Urbino, che prima pretendeva dalla Fraternita di S. Maria della Misericordia di Pian di Mercato la quarta, ossia la Canonica porzione di tutti i lasciti, e legati fatti nei testamenti alla Fraternita, e allo spedale donatole da Fra Bartolomeo già Vescovo di Urbino; pretendeva la quarta di tutti i legati fatti ad altri luoghi pii della città, o Diocesi nei testamenti, in cui la detta Fraternita fosse instituita commissaria: pretendeva quanto era stato lasciato pro male ablatis: e pretendeva il rendimento di conto di tutte le eredità, lascite, donazioni fatte alla Fraternita, allo spedale, ed ai Rettori, come anche delle esecuzioni da essi fatte, e dai loro antecessori.
Il detto Vescovo Francesco ricevendo 100 fiorini d’oro fa la transazione colla detta Fraternita sopra quanto essa potesse essere tenuta dare al detto Vescovo, o vescovato: rilascia quanto esso aurebbe potuto esigere pel tempo addietro per conto delle quarte: approva, e ratifica il consiglio legale del Dottor Angelo Nardi d’Amelia in quanto alla detta Fraternita, e suoi Rettori soltanto, e non già in quanto agli estranei.
Tanto promette a Ser Guido di Bonaventura da Mondelce, a Ser Piero di Bartolo degli Arcolani , a Ser Luca di Bonavia, a Ser Balduccio di Bencevenisse, a Paolo di Peramette, a Ciccolo di Arenguccio, a Piero di Parte, a Vanne di Benamato, a Vivolo di Piero, ed a Paoluccio di Benincasa di Urbino Rettori della detta Fraternita presenti ed accettanti per sé e loro successori a nome della Fraternita. Rog. Giacomo di Messer Francesco di Urbino Notaro ed Officiale della Curia Vescovile nella sala grande del Vescovado di Urbino essendo presenti, e testimonj Monalduccio di Puccio da Petralata, Mastro Francesco di Piero di Urbino, don Taffono Proposto della Canonica, il Venerabile Uomo don Paolo figlio del quondam Magnifico nostro Conte Galasso da Montefeltro, Ser Giovanni di Ser Pecorario d’Arezzo Notaro rogato assieme col detto Giacomo, don Angelo di Giacomuccio Canonico spoletano, Agneletto di Bartoletto, e Matiolo del quondam Giallo da Spoleto.»
Corradini, Antonio, Spoglio delle pergamene urbinati (copia di Antonio Rosa), manoscritto cartaceo, legato in cartone, secolo XIX, millimetri 305 x 220, volume II, carte 62 verso – 63 recto (segnatura di collocazione ‘Urbino 107’).
Physical Type
Rotolo
Description
Dimensioni: 63 x 24,5 cm
Preservation
Buono
Language
Latino
File / Documentation![]()
Name
0066_A.jpg
Size
38.64 MB
Format
JPEG
Checksum (MD5)
D0296D0E7E3D7516CB1B9748D60AF723

