Divisione di beni
Archival Unit
2
Date Issued
October 15, 1213
Coverage Temporal
XIII sec
Content
Gentile ed Alberico, figli di Brancaleone II, dividono le loro possidenze. 1
Place
Archivist's Notes
Busta 15
1 Si tratta del documento più antico conservato dalla Biblioteca Universitaria di Urbino, caratterizzato da una considerevole importanza storica; si tratta infatti della prima spartizione del patrimonio dei Brancaleoni di cui si abbia notizia, con la conseguente suddivisione della famiglia in vari rami. Currado Curradi, in un suo lavoro dedicato alle origini della famiglia Brancaleoni, prende in esame questa pergamena, e ne fa un riassunto che viene trascritto qui di seguito.
Alberico Brancaleoni e il fratello Gentile concordano di dividersi i beni appartenenti alla famiglia. Una parte risulta costituita dal castrum de Plubico con la sua curtis, la Rocca (Leonella) e gli uomini che vi abitano, un terzo del castrum de Monte Gisoli. L’altra parte appare formata dai possessi da Urbino al mare e da quelli in Carlano, Pultro, Carutoli, serra de Closalto fino a Matram, da Pietra Gialla fino a Fracano, la Spina con la sua curtis e gli abitanti, e ciò che i Brancaleoni hanno o altri per loro (que habemus aut aliis pro nobis) in pl[eb]e Aplici (pieve di Apecchio?). Chi avrà la parte di Piobbico pagherà un terzo del debito che Ugolino Latini ha nel castello di Monte Gisoli e l’altro pagherà il resto, eccetto cento lire di denari pisani che saranno pagati da chi avrà P(ro)v(er)zo. Il notaio Ugolino roga l’atto in castro Plubici alla presenza di cinque testi.
Bibliografia:
Colucci, Giuseppe, “Appendice diplomatica alle memorie istoriche di Castel delle Ripe o sia della terra di Durante”, in: “Antichità picene dell’abate Giuseppe Colucci patrizio camerinese ed ascolano, tomo XXVII; Delle antichità del medio e dele infimo evo, Tomo XII”; Fermo, 1786, pp. 63-65.
Curradi, Currado, “Pergamene sulle origini dei Brancaleoni di Piobbico”, in: “I Brancaleoni e Piobbico. Atti del I Convegno di storia locale, Piobbico 2 - 3 settembre 1983, Palazzo Brancaleoni, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Regionale delle Marche e della Deputazione di Storia Patria per le Marche”, Piobbico, a cura della Amministrazione Comunale di Piobbico, 1985, pp. 107-128.
Regesto cartaceo del bibliotecario conservato insieme al documento originale.
Trascrizione
In nomine domini a(men) [.] (a) e(st) divisio i(n) (b) que ego | Albericus Brancaleoni fatio | int(er) me et fratrem meo Gentile. In | una parte pono castro de Plobi | co 1 cum eius curte et cum omnibus hominibus qu | e (c) ibi habemus (c) et cum suis pertinenciis. Et cum is[te] (d) | castro pono [quaecumque terrae] (e) habemus (c) aut aliis pro nobis i[n] (d) | la roca 2 et in eius curte cum suis pertinenciis. | Et ista parte (f) pono [quaecumque terrae] (e) habemus (c) aut aliis pro | nobis da civitate Urbini inferius usque ad | mare. Et cum ista parte pono terciam partem de castro de monte Gisoli 3 cum omnibus que habe | mus (c) in Carlano 4 et in Pultro 5 et in Carutoli 6 . Da la s(er)ra | de Closalto 7 usque ad Matram 8 da pet(r)am Gauli 9 (g) in (h) | super usque ad Flacanum 10 cum omnibus ominibus (c) et cum omnibus | que a praedict [. . . .] (i) p(er)tine […] (i) ; et in ista parte p[o] | no la Spina 11 cum eius curte et cum omnibsus suis p(er)ti[nen] | ciis. Et cum omnibus que habem(us) (c) aut aliis pro nobis in p[leb]e | Aplici (l) et qualis de nobis abuerit (c) praedicta parte de | Plobico persolvat terciam partem de debito que Ugoli | nus latini 12 habet (c) in castro de monte Gisoli 13 et in eius curt[e] | si quis habuerit (c) praedictam partem debeat persolvere omnia | [de]bita que in ea sunt excepto C lib(r)a(s) denariorum piza | norum (m) quod debet persolvere illuc (n) qui habuerit (c) P(rae)verzo 14 ad Ugo | [l]inum Latini aut ab illo q(ui) habuerit (c) Plobico | [.] praesencia Ugonis de Aquaviva et Lelli Lucafoli filiioli | et Grifoli frat(ris) Cafoli. | [...] (o) In nomine sancte et individue trinitatis anno dominice nat[ivi] | tatis millesimo CCXIII t(em)p(o)r(e) Innocencii papae 15 et Octonis 16 (p) i(m)pe[r] | [at]oris die XV intrante mense Octobris (q) indictione prima in castro Plobici. | E[go] Ugolinus 17 notarius scripsi
(a) Si segnala la presenza di una lettera ulteriore dopo l’abbreviazione ā (per “amen”?).
(b) Si segnala la presenza di un tratto aggiuntivo dopo la parola “divisio” (forse abbreviazione ī per “in”).
(c) Sul documento è sempre omessa h iniziale.
(d) Il margine destro del documento è strappato.
(e) L’abbreviazione “qqt” è di incerto scioglimento.
(f) Sul manoscritto si legge “parta”.
(g) Si trascrive come “G” (cf. supra in “Gentile” l. 3) ma cf. infra “pizanorum” l. 23.
(h) Forse si legge una dittografia per l’abbreviazione “super”, poi erasa.
(i) Una lacuna del supporto non permette la lettura; G. COLUCCI legge “predict [...] iis pertinet [...] et in ista parte”.
(l) Apecchio.
(m) cf. supra nota (g).
(n) Sul manoscritto si legge “illut”.
(o) G. COLUCCI legge “Loco † Signi”
(p) Sul testo si legge “occtoris”.
(q) Sul ms. si legge “octubris”.
_________________________
1 Antico nome per il paese di Piobbico.
2 Detta “Rocca dei Brancaleoni”, doveva appartenere per diritto enfiteutico al Capitolo di Cagli; essa prendeva il nome di chi rispettivamente la possedeva; da Leonello, che visse nel 1496, prese il nome di Rocca Leonella (cf. G COLUCCI, p. 63).
3 Forse “monte Glisole”; vd G. COLUCCI, p. 63-65.
4 Probabilmente nel territorio di Apecchio; vd. G. COLUCCI, p. 63.
5 Non ci sono notizie riguardo questa località.
6 G. COLUCCI (p. 63) riferisce che una contrada nel declivio delle alpi tifernati (in prossimità di Città di Castello) nel Settecento portava il nome di “Carotoli”.
7 Si tratta forse dell’attuale Colcellalto o di una località nei pressi della Massa Trabaria.
8 Forse nelle medesime vicinanze della Massa Trabaria; vd. G. COLUCCI, P. 64.
9 Si tratta di Pietragialla nel territorio di Apecchio.
10 Oppure “fiacanum” come legge G Colucci, ora Fraccano (PG).
11 La località dovrebbe situarsi entro il contado di Apecchio (cf. G. COLUCCI, p. 64).
12 Delle sue possidenze nel territorio di Casteldurante ci assicura un indice delle enfiteusi dell’abbadia di san Cristoforo; vd. G. COLUCCI, p. 64.
13 vd. supra nota (3).
14 Secondo G. Colucci, Preverzo poteva essere un contado presso Castel delle Ripe; l’autore riporta che Flaminio Terzi, nei suoi annali, narra che Casteldurante si accrebbe dalla distruzione di Preverzo (cf. G. COLUCCI, p. 65).
15 Si tratta di papa Innocenzo III (1198-1216).
16 Si tratta di Ottone IV di Brunswick (1209-1218).
17 Il notaio che roga.
Edizione e trascrizione a cura di dott. Lorenzo Moffa – lollo.moffa@gmail.com
1 Si tratta del documento più antico conservato dalla Biblioteca Universitaria di Urbino, caratterizzato da una considerevole importanza storica; si tratta infatti della prima spartizione del patrimonio dei Brancaleoni di cui si abbia notizia, con la conseguente suddivisione della famiglia in vari rami. Currado Curradi, in un suo lavoro dedicato alle origini della famiglia Brancaleoni, prende in esame questa pergamena, e ne fa un riassunto che viene trascritto qui di seguito.
Alberico Brancaleoni e il fratello Gentile concordano di dividersi i beni appartenenti alla famiglia. Una parte risulta costituita dal castrum de Plubico con la sua curtis, la Rocca (Leonella) e gli uomini che vi abitano, un terzo del castrum de Monte Gisoli. L’altra parte appare formata dai possessi da Urbino al mare e da quelli in Carlano, Pultro, Carutoli, serra de Closalto fino a Matram, da Pietra Gialla fino a Fracano, la Spina con la sua curtis e gli abitanti, e ciò che i Brancaleoni hanno o altri per loro (que habemus aut aliis pro nobis) in pl[eb]e Aplici (pieve di Apecchio?). Chi avrà la parte di Piobbico pagherà un terzo del debito che Ugolino Latini ha nel castello di Monte Gisoli e l’altro pagherà il resto, eccetto cento lire di denari pisani che saranno pagati da chi avrà P(ro)v(er)zo. Il notaio Ugolino roga l’atto in castro Plubici alla presenza di cinque testi.
Bibliografia:
Colucci, Giuseppe, “Appendice diplomatica alle memorie istoriche di Castel delle Ripe o sia della terra di Durante”, in: “Antichità picene dell’abate Giuseppe Colucci patrizio camerinese ed ascolano, tomo XXVII; Delle antichità del medio e dele infimo evo, Tomo XII”; Fermo, 1786, pp. 63-65.
Curradi, Currado, “Pergamene sulle origini dei Brancaleoni di Piobbico”, in: “I Brancaleoni e Piobbico. Atti del I Convegno di storia locale, Piobbico 2 - 3 settembre 1983, Palazzo Brancaleoni, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Regionale delle Marche e della Deputazione di Storia Patria per le Marche”, Piobbico, a cura della Amministrazione Comunale di Piobbico, 1985, pp. 107-128.
Regesto cartaceo del bibliotecario conservato insieme al documento originale.
Trascrizione
In nomine domini a(men) [.] (a) e(st) divisio i(n) (b) que ego | Albericus Brancaleoni fatio | int(er) me et fratrem meo Gentile. In | una parte pono castro de Plobi | co 1 cum eius curte et cum omnibus hominibus qu | e (c) ibi habemus (c) et cum suis pertinenciis. Et cum is[te] (d) | castro pono [quaecumque terrae] (e) habemus (c) aut aliis pro nobis i[n] (d) | la roca 2 et in eius curte cum suis pertinenciis. | Et ista parte (f) pono [quaecumque terrae] (e) habemus (c) aut aliis pro | nobis da civitate Urbini inferius usque ad | mare. Et cum ista parte pono terciam partem de castro de monte Gisoli 3 cum omnibus que habe | mus (c) in Carlano 4 et in Pultro 5 et in Carutoli 6 . Da la s(er)ra | de Closalto 7 usque ad Matram 8 da pet(r)am Gauli 9 (g) in (h) | super usque ad Flacanum 10 cum omnibus ominibus (c) et cum omnibus | que a praedict [. . . .] (i) p(er)tine […] (i) ; et in ista parte p[o] | no la Spina 11 cum eius curte et cum omnibsus suis p(er)ti[nen] | ciis. Et cum omnibus que habem(us) (c) aut aliis pro nobis in p[leb]e | Aplici (l) et qualis de nobis abuerit (c) praedicta parte de | Plobico persolvat terciam partem de debito que Ugoli | nus latini 12 habet (c) in castro de monte Gisoli 13 et in eius curt[e] | si quis habuerit (c) praedictam partem debeat persolvere omnia | [de]bita que in ea sunt excepto C lib(r)a(s) denariorum piza | norum (m) quod debet persolvere illuc (n) qui habuerit (c) P(rae)verzo 14 ad Ugo | [l]inum Latini aut ab illo q(ui) habuerit (c) Plobico | [.] praesencia Ugonis de Aquaviva et Lelli Lucafoli filiioli | et Grifoli frat(ris) Cafoli. | [...] (o) In nomine sancte et individue trinitatis anno dominice nat[ivi] | tatis millesimo CCXIII t(em)p(o)r(e) Innocencii papae 15 et Octonis 16 (p) i(m)pe[r] | [at]oris die XV intrante mense Octobris (q) indictione prima in castro Plobici. | E[go] Ugolinus 17 notarius scripsi
(a) Si segnala la presenza di una lettera ulteriore dopo l’abbreviazione ā (per “amen”?).
(b) Si segnala la presenza di un tratto aggiuntivo dopo la parola “divisio” (forse abbreviazione ī per “in”).
(c) Sul documento è sempre omessa h iniziale.
(d) Il margine destro del documento è strappato.
(e) L’abbreviazione “qqt” è di incerto scioglimento.
(f) Sul manoscritto si legge “parta”.
(g) Si trascrive come “G” (cf. supra in “Gentile” l. 3) ma cf. infra “pizanorum” l. 23.
(h) Forse si legge una dittografia per l’abbreviazione “super”, poi erasa.
(i) Una lacuna del supporto non permette la lettura; G. COLUCCI legge “predict [...] iis pertinet [...] et in ista parte”.
(l) Apecchio.
(m) cf. supra nota (g).
(n) Sul manoscritto si legge “illut”.
(o) G. COLUCCI legge “Loco † Signi”
(p) Sul testo si legge “occtoris”.
(q) Sul ms. si legge “octubris”.
_________________________
1 Antico nome per il paese di Piobbico.
2 Detta “Rocca dei Brancaleoni”, doveva appartenere per diritto enfiteutico al Capitolo di Cagli; essa prendeva il nome di chi rispettivamente la possedeva; da Leonello, che visse nel 1496, prese il nome di Rocca Leonella (cf. G COLUCCI, p. 63).
3 Forse “monte Glisole”; vd G. COLUCCI, p. 63-65.
4 Probabilmente nel territorio di Apecchio; vd. G. COLUCCI, p. 63.
5 Non ci sono notizie riguardo questa località.
6 G. COLUCCI (p. 63) riferisce che una contrada nel declivio delle alpi tifernati (in prossimità di Città di Castello) nel Settecento portava il nome di “Carotoli”.
7 Si tratta forse dell’attuale Colcellalto o di una località nei pressi della Massa Trabaria.
8 Forse nelle medesime vicinanze della Massa Trabaria; vd. G. COLUCCI, P. 64.
9 Si tratta di Pietragialla nel territorio di Apecchio.
10 Oppure “fiacanum” come legge G Colucci, ora Fraccano (PG).
11 La località dovrebbe situarsi entro il contado di Apecchio (cf. G. COLUCCI, p. 64).
12 Delle sue possidenze nel territorio di Casteldurante ci assicura un indice delle enfiteusi dell’abbadia di san Cristoforo; vd. G. COLUCCI, p. 64.
13 vd. supra nota (3).
14 Secondo G. Colucci, Preverzo poteva essere un contado presso Castel delle Ripe; l’autore riporta che Flaminio Terzi, nei suoi annali, narra che Casteldurante si accrebbe dalla distruzione di Preverzo (cf. G. COLUCCI, p. 65).
15 Si tratta di papa Innocenzo III (1198-1216).
16 Si tratta di Ottone IV di Brunswick (1209-1218).
17 Il notaio che roga.
Edizione e trascrizione a cura di dott. Lorenzo Moffa – lollo.moffa@gmail.com
Description
Documento pergamenaceo originale di dimensioni 145x215mm piegato in 4 e danneggiato da evidenti fori dovuti a tarli e da usura ai margini. Si nota una piega in fondo al documento, forse in prossimità della plica; non sono evidenti sigilli né fori.
Nel datum in fondo al documento sono esplicitati l’anno della Trinità, il riferimento al pontefice (Innocenzo III) e all'imperatore Ottone IV (“Octonis”?).
Nel datum in fondo al documento sono esplicitati l’anno della Trinità, il riferimento al pontefice (Innocenzo III) e all'imperatore Ottone IV (“Octonis”?).
Preservation
Buono
Language
Latino
File / Documentation![]()
Name
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Size
7.38 MB
Format
JPEG
Checksum (MD5)
96996e6bbc22f56cb3b14a732d611d95

