Testamento
Archival Unit
524
Date Issued
October 29, 1527
Coverage Temporal
XVI sec.
Corporate Body
Content
Testamento di Ser Stefano del quondam Mastro Giambattista di Mastro Pietro di Urbino, nel quale istituisce sue eredi universali le sorelle Girolama e Caterina, che morendo senza figli lascieranno l’eredità a Mastro Pietro Rosello di Urbino. Rog. Nicolò Gerondani d’Urbino della quadra Pusterla.(1)
Fonds
Archivist's Notes
Busta n. 11
(1) Il catalogo a schede mobili conservato presso l’ufficio Fondo Antico, a suo tempo esemplato sul librone del Nardini, è stato realizzato con modalità non sempre coerenti, non sempre complete e non sempre scrupolose: in questo caso specifico il numero che dovrebbe indicare il riferimento ai regesti di Antonio Corradini (dei quali la Biblioteca Universitaria di Urbino conserva una copia realizzata da Antonio Rosa) è con tutta evidenza errato, dato che il numero 530, che trovasi scritto sulla schedina, si riferisce ad un atto completamente diverso (datato 5 dicembre 1532).
È solo attraverso una ricognizione lunga ed accurata che è stato possibile arrivare a comprendere che il numero esatto è il 575, benché rechi una data diversa, 30 ottobre 1527 e non 29 ottobre 1527, come specificato da Luigi Nardini; con tutta evidenza la differenza di un giorno è dovuta alla diversa decifrazione delle indicazioni contenute nel documento originale.
L’individuazione del regesto che il Corradini stila di questo documento è stata piuttosto importante, perché esso è particolarmente ricco di informazioni aggiuntive rispetto al regesto del Nardini; per questo motivo lo si riporta integralmente qui di seguito, tenuto conto del fatto che le vicende descritte sono piuttosto complesse:
«Carta.
Ser Stefano del quondam Mastro Giambattista di Mastro Pietro d’Urbino nel suo testamento si lascia sepolto a S. Francesco, lasciando due fiorini alla Cappella della Madonna nei Chiostri del Convento di S. Francesco.
Lascia alla Cappella del Rosario in S. Domenico 10 fiorini computate le lascite fatte da Francesca sua Madre.
Lascia alla Fraternita dei Disciplinati di S. Croce 4 fiorini etc.
Lascia in restituzione a Marino di Antonio degli Spaccioli d’Urbino due terzi di 400 fiorini avuti per la Dote della sua moglie Lucrezia già figlia di detto Marino, e l’altro terzo lo lascia a Ser Pierantonio di Marino degli Spaccioli, ed agli altri fratelli di detto Ser Pierantonio, al quale lascia altri fiorini 40.
Lascia ad Andrea di Mastro Girolamo di Mastro Pietro fiorini 40.
Lascia ai figli di Francesco di Pietro di Cicco fiorini 10.
Lascia a Caterina sorella di detto Testatore fiorini 300 per la dote.
Lascia a Girolama altra sua sorella, e moglie di Mastro Pietro Roselli 100 fiorini per eguagliare la dote.
In tutti gl’altri beni instituisce eredi le dette sue Sorelle carnali, cioè Girolama e Caterina, alle quali morendo senza figli sostituisce Mastro Pietro Roselli in vita, e dopo la morte di detto Pietro sostituisce il ceppo della casa del Testatore, cioè i maschi se vi sono, altrimenti le femmine.
Rog. Niccolò di Gerondano d’Urbino della quadra di Pusterla dinanzi alla porta della casa degli eredi di Mastro Franceschino bastaro fuori della porta di S. Bartolo nel luogo detto Mondelvescovo, essendo presenti il Dottor Francesco Marsilii, Frà Paolo Domenicano, Lucantonio di Ser Giustino de Brancarini, Ser Tommaso Torelli, Don Benedetto di Ser Matteo de Benedetti, Renzio di Guido de Bazolini, Pergentile di Marmagliano, e Vincenzo del Servitore d’Urbino testimonj.
Il detto Notaro soggiunge di aver avuta la nuova della morte di detto Testatore ai 4 di Novembre 1527.
[Manicula] In un supplica fatta ai Canonici dai Fratelli Giambattista, e Pietro figli di Mastro Andrea di Mastro Girolamo di Mastro Piero d’Urbino dopo la morte delle sorelle di Ser Stefano senza figli, come anche di Piero Roselli, per ottenere l’investitura della casa di detto Ser Stefano nel Borgo di Valbona e di un pezzo di terra culta fuori della porta dell’Evagine in vocabolo Scalelli, ossia Piobbico, si vedono le seguenti parole:
di poi, dell’anno 1527 essendo la peste in Urbino come è notorio, ed essendo la peste in casa del detto Ser Stefano, e suoi Zii quali stavano insieme, furono tutti mandati fuori della Città, ed essendo ditto Ser Stefano ne la casa de li heredi di uno Franceschino bastaro apestato, fece testamento, nel quale instituì etc.
Quindi si vede mostrata l’agnazione così:
Mastro Piero vecchio autore, e ceppo morì lasciando Mastro Girolamo, e Giambattista suoi figli: Da Giambattista ne venne il detto Ser Stefano e Girolama e Caterina, che morirono senza figli: da Mastro Girolamo nacque Mastro Andrea alias il Biancone, del quale sono rimasti i supplicanti, cioè Giambattista, e Pietro; e benché dal detto Mastro Pietro vecchio rimasero anche Simone, e Giambenedetto, nondimeno morirono senza figli maschi, e così la rinova dei beni di detto Ser Stefano compete ai supplicanti, e non già alla Fraternita lasciata per la metà erede da Girolama sorella di detto Ser Stefano.»
Corradini, Antonio, Spoglio delle pergamene urbinati (copia di Antonio Rosa), manoscritto cartaceo, legato in cartone, secolo XIX, millimetri 305 x 220, volume II, carte 118 recto – 119 recto (segnatura di collocazione ‘Urbino 107’).
(1) Il catalogo a schede mobili conservato presso l’ufficio Fondo Antico, a suo tempo esemplato sul librone del Nardini, è stato realizzato con modalità non sempre coerenti, non sempre complete e non sempre scrupolose: in questo caso specifico il numero che dovrebbe indicare il riferimento ai regesti di Antonio Corradini (dei quali la Biblioteca Universitaria di Urbino conserva una copia realizzata da Antonio Rosa) è con tutta evidenza errato, dato che il numero 530, che trovasi scritto sulla schedina, si riferisce ad un atto completamente diverso (datato 5 dicembre 1532).
È solo attraverso una ricognizione lunga ed accurata che è stato possibile arrivare a comprendere che il numero esatto è il 575, benché rechi una data diversa, 30 ottobre 1527 e non 29 ottobre 1527, come specificato da Luigi Nardini; con tutta evidenza la differenza di un giorno è dovuta alla diversa decifrazione delle indicazioni contenute nel documento originale.
L’individuazione del regesto che il Corradini stila di questo documento è stata piuttosto importante, perché esso è particolarmente ricco di informazioni aggiuntive rispetto al regesto del Nardini; per questo motivo lo si riporta integralmente qui di seguito, tenuto conto del fatto che le vicende descritte sono piuttosto complesse:
«Carta.
Ser Stefano del quondam Mastro Giambattista di Mastro Pietro d’Urbino nel suo testamento si lascia sepolto a S. Francesco, lasciando due fiorini alla Cappella della Madonna nei Chiostri del Convento di S. Francesco.
Lascia alla Cappella del Rosario in S. Domenico 10 fiorini computate le lascite fatte da Francesca sua Madre.
Lascia alla Fraternita dei Disciplinati di S. Croce 4 fiorini etc.
Lascia in restituzione a Marino di Antonio degli Spaccioli d’Urbino due terzi di 400 fiorini avuti per la Dote della sua moglie Lucrezia già figlia di detto Marino, e l’altro terzo lo lascia a Ser Pierantonio di Marino degli Spaccioli, ed agli altri fratelli di detto Ser Pierantonio, al quale lascia altri fiorini 40.
Lascia ad Andrea di Mastro Girolamo di Mastro Pietro fiorini 40.
Lascia ai figli di Francesco di Pietro di Cicco fiorini 10.
Lascia a Caterina sorella di detto Testatore fiorini 300 per la dote.
Lascia a Girolama altra sua sorella, e moglie di Mastro Pietro Roselli 100 fiorini per eguagliare la dote.
In tutti gl’altri beni instituisce eredi le dette sue Sorelle carnali, cioè Girolama e Caterina, alle quali morendo senza figli sostituisce Mastro Pietro Roselli in vita, e dopo la morte di detto Pietro sostituisce il ceppo della casa del Testatore, cioè i maschi se vi sono, altrimenti le femmine.
Rog. Niccolò di Gerondano d’Urbino della quadra di Pusterla dinanzi alla porta della casa degli eredi di Mastro Franceschino bastaro fuori della porta di S. Bartolo nel luogo detto Mondelvescovo, essendo presenti il Dottor Francesco Marsilii, Frà Paolo Domenicano, Lucantonio di Ser Giustino de Brancarini, Ser Tommaso Torelli, Don Benedetto di Ser Matteo de Benedetti, Renzio di Guido de Bazolini, Pergentile di Marmagliano, e Vincenzo del Servitore d’Urbino testimonj.
Il detto Notaro soggiunge di aver avuta la nuova della morte di detto Testatore ai 4 di Novembre 1527.
[Manicula] In un supplica fatta ai Canonici dai Fratelli Giambattista, e Pietro figli di Mastro Andrea di Mastro Girolamo di Mastro Piero d’Urbino dopo la morte delle sorelle di Ser Stefano senza figli, come anche di Piero Roselli, per ottenere l’investitura della casa di detto Ser Stefano nel Borgo di Valbona e di un pezzo di terra culta fuori della porta dell’Evagine in vocabolo Scalelli, ossia Piobbico, si vedono le seguenti parole:
di poi, dell’anno 1527 essendo la peste in Urbino come è notorio, ed essendo la peste in casa del detto Ser Stefano, e suoi Zii quali stavano insieme, furono tutti mandati fuori della Città, ed essendo ditto Ser Stefano ne la casa de li heredi di uno Franceschino bastaro apestato, fece testamento, nel quale instituì etc.
Quindi si vede mostrata l’agnazione così:
Mastro Piero vecchio autore, e ceppo morì lasciando Mastro Girolamo, e Giambattista suoi figli: Da Giambattista ne venne il detto Ser Stefano e Girolama e Caterina, che morirono senza figli: da Mastro Girolamo nacque Mastro Andrea alias il Biancone, del quale sono rimasti i supplicanti, cioè Giambattista, e Pietro; e benché dal detto Mastro Pietro vecchio rimasero anche Simone, e Giambenedetto, nondimeno morirono senza figli maschi, e così la rinova dei beni di detto Ser Stefano compete ai supplicanti, e non già alla Fraternita lasciata per la metà erede da Girolama sorella di detto Ser Stefano.»
Corradini, Antonio, Spoglio delle pergamene urbinati (copia di Antonio Rosa), manoscritto cartaceo, legato in cartone, secolo XIX, millimetri 305 x 220, volume II, carte 118 recto – 119 recto (segnatura di collocazione ‘Urbino 107’).
Physical Type
Rotolo
Preservation
Mediocre
Preservation Notes
Il documento risulta strappato sul lato destro
Language
Latino
File / Documentation![]()
Name
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Size
14.94 MB
Format
JPEG
Checksum (MD5)
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