Quietanza
Archival Unit
318
Date Issued
March 14, 1434
Coverage Temporal
XV sec.
Corporate Body
Content
Fra Marco del quondam Francesco abitante in Urbino, Sindaco di S. Domenico, fa quietanza a Tommaso di Andrea come Sindaco della Fraternita, di diverse quantità di denaro lasciate al Convento, in forze di varie disposizioni testamentarie.
Rog. Nicola d’Antonio.(1)
Rog. Nicola d’Antonio.(1)
Fonds
Archivist's Notes
Busta n. 7
(1) Questo è il regesto del Corradini:
«Fra Marco del quondam Francesco abitante in Urbino sindaco del luogo di S. Domenico d’Urbino fa quietanza a Tomasso di Andrea come sindaco della Fraternita, primo di 30 ducati imprestati dal detto Convento a Donna Onesta già moglie di Ser Palamede, che lasciò la sua eredità alla detta Fraternita. 2° della quantità di cinque Ducati, che Piero Conestabile lasciato aveva al detto luogo da pagarsi dalla Fraternita sua erede. 3° della quantità di dieci lire lasciate al detto Convento da Ser Francesco di Ser Bartolo di Agneluccio, del quale Ser Bartolo fu erede la Fraternita. Dall’altra parte il detto Tomasso dopo aver dato al detto Fra Marco per il residuo cinque ducati in argento alla ragione di 40 bolognini per ducato, fa quietanza di undici ducati lasciati alla Fraternita da Antonio Giupponario d’Urbino, come anche di 12 lire lasciate alla detta Fraternita da Sante di Piagiolino, dei quali, cioè di Antonio e di Sante fu erede il detto Convento. Rog. Niccolò d’Antonio della Quadra del Vescovato nella Casa di Residenza dei Rettori della Fraternita presso la strada, i beni della detta Fraternita, i beni dello Spedale di S. Maria, altrimenti di Ser Bartolo, gli eredi di Conte da Castello. Testimonj Giovanni de Corboli, Bencevenne di Paolino, e Bartolomeo di Simone d’Urbino.»
Corradini, Antonio, Spoglio delle pergamene urbinati (copia di Antonio Rosa), manoscritto cartaceo, legato in cartone, secolo XIX, millimetri 305 x 220, volume II, carte 79 verso – 80 recto (segnatura di collocazione ‘Urbino 107’).
(1) Questo è il regesto del Corradini:
«Fra Marco del quondam Francesco abitante in Urbino sindaco del luogo di S. Domenico d’Urbino fa quietanza a Tomasso di Andrea come sindaco della Fraternita, primo di 30 ducati imprestati dal detto Convento a Donna Onesta già moglie di Ser Palamede, che lasciò la sua eredità alla detta Fraternita. 2° della quantità di cinque Ducati, che Piero Conestabile lasciato aveva al detto luogo da pagarsi dalla Fraternita sua erede. 3° della quantità di dieci lire lasciate al detto Convento da Ser Francesco di Ser Bartolo di Agneluccio, del quale Ser Bartolo fu erede la Fraternita. Dall’altra parte il detto Tomasso dopo aver dato al detto Fra Marco per il residuo cinque ducati in argento alla ragione di 40 bolognini per ducato, fa quietanza di undici ducati lasciati alla Fraternita da Antonio Giupponario d’Urbino, come anche di 12 lire lasciate alla detta Fraternita da Sante di Piagiolino, dei quali, cioè di Antonio e di Sante fu erede il detto Convento. Rog. Niccolò d’Antonio della Quadra del Vescovato nella Casa di Residenza dei Rettori della Fraternita presso la strada, i beni della detta Fraternita, i beni dello Spedale di S. Maria, altrimenti di Ser Bartolo, gli eredi di Conte da Castello. Testimonj Giovanni de Corboli, Bencevenne di Paolino, e Bartolomeo di Simone d’Urbino.»
Corradini, Antonio, Spoglio delle pergamene urbinati (copia di Antonio Rosa), manoscritto cartaceo, legato in cartone, secolo XIX, millimetri 305 x 220, volume II, carte 79 verso – 80 recto (segnatura di collocazione ‘Urbino 107’).
Physical Type
Rotolo
Preservation
Buono
Language
Latino
File / Documentation![]()
Name
00318_A.jpg
Size
16.48 MB
Format
JPEG
Checksum (MD5)
E9A00D2EFAA145C06C07366A57A86813

