Univ. 156 : Miscellanea storica della Famiglia Brancaleoni
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Miscellanea storica della Famiglia Brancaleoni.
Si tratta di una raccolta di documenti fatta dal Notaio Pietro Paolo Torelli nel 1786, copiati da documenti originali esistenti in diversi Archivi. Tra il foglio 604 e 605 sono induse 26 carte non numerate. Il Ms. fu acquistato dall’Università, con il contributo del Ministero, da privati nel 1949.(1)
Si tratta di una raccolta di documenti fatta dal Notaio Pietro Paolo Torelli nel 1786, copiati da documenti originali esistenti in diversi Archivi. Tra il foglio 604 e 605 sono induse 26 carte non numerate. Il Ms. fu acquistato dall’Università, con il contributo del Ministero, da privati nel 1949.(1)
Fonds
Archivist's Notes
Segnatura: Univ. 156
(1)A questo punto il repertorio cartaceo redatto da Luigi Moranti reca la dicitura ‘È collocato nell’armadio dove si trovano le pergamene della fam. Brancaleoni’; tale dicitura è stata omessa perché in epoca imprecisata il documento è stato di nuovo collocato all’interno della sezione ‘Volumi’ del Fondo dell’Università, dove attualmente si trova, ovviamente in corrispondenza della posizione 156. Diciture simili trovansi anche alla fine delle voci relative ai volumi Univ. 157 e Univ. 158.
Successivamente Luigi Moranti tornò ad esaminare questo documento, e ne diede una descrizione più dettagliata, che conviene riportare qui di seguito:
Il primo volume (Ms. Univ. 156), cartaceo, legato in cartone, di pagine 611 numerate sul retto e sul verso, compilato nel 1786. È una silloge di 182 documenti numerati. In tutte le carte è impresso il sigillo del notaio Torelli rappresentante un toro che appoggia le zampe anteriori su tre colonnine reggendo un vessillo con un motto in lingua greca: «SPERANZA / SOLA» e, in basso, non manca il suo monogramma: P. P. T. N. [Pietro Paolo Torelli Notaio] Tra le pagine 604 – 605 è intercalato un fascicolo di 20 carte non numerate che evidentemente in origine non faceva parte di questa raccolta, anche se si tratta di un atto notarile stipulato in casa del Conte Matterozzi del Borgo riguardante la vendita di alcuni appezzamenti di terreno. Nelle prime carte il Torelli traccia una sua breve biografia, spiega la sua presenza in casa Brancaleoni e il motivo che lo ha spinto a compiere tale raccolta. I documenti non sono disposti in ordine cronologico, il primo è del 1294 il cui originale si trovava nella biblioteca di Urbania, è una Emphiteosis renovatio in Curia Turris Abadiae in parochia Sancti Laurenti. In genere si tratta di documenti relativi a Emphiteosis, legati, vertenze, censi, ci sono anche i testamenti di Leonello Brancaleoni (1495), di Guido Brancaleoni (1561), di Antonio II Brancaleoni (1597), di Giordano Brancaleoni (1621), di Bernardo Brancaleoni (1668) e di Lucrezia Valentini di Urbania vedova di Pietro Maria Brancaleoni (1733). I1 documento n. 100 è il testamento di Giovanni Brancaleoni in cui è iscritto un lascito per portare a termine la costruzione (o certi lavori) nella Chiesa di San Carlo in Piobbico, con altri lasciti per l’Ospedale di S. Antonio di Piobbico, per la Chiesa di Santa Maria dei Servi e per la Chiesa di Santo Stefano. Interessanti sono pure le doti matrimoniali come quella del documento n. 112 relativa a Virginia Luzi di Cagli andata sposa al Conte Francesco Giuseppe Brancaleoni nel 1673 con una dettagliata descrizione del suo corredo. Tra tanti documenti è degno da segnalare anche il n. 122 (pp. 373 - 410), si tratta di un inventario compilato nel 1729 dopo la morte del Conte Pietro Maria Brancaleoni, vi sono descritti minutamente tutti i beni mobili esistenti nelle singole stanze del suo palazzo con quadri, argenterie ecc., ed anche quelli immobili in cui figurano i terreni, questi ultimi in particolare interessano per i nomi delle località confinanti. Ricordo anche il documento n. 177 (pp. 529 - 551], è una transazione del 1732 fatta dopo la morte del detto Conte Pietro Maria (1729), non avendo egli avuto figli maschi la Camera Apostolica pretende il possesso del Castello di Piobbico in quanto si trovava nel territorio del ducato di Urbino che con la devoluzione del 1631 (dopo la morte di Francesco Maria II della Rovere) era passato alla Santa Chiesa. Proprio in questo documento c’è tutta la cronistoria del feudo di Piobbico e suo territorio con tutte le investiture dei Brancaleoni ecc. In fine al volume c’è un indice cronologico degli atti in cui è indicato sommariamente la natura di essi. V. Moranti, Luigi, Antichi documenti storici della famiglia Brancaleoni esistenti nella Biblioteca Universitaria di Urbino, in: I Brancaleoni e Piobbico. Atti del I Convegno di storia locale, Piobbico 2 - 3 settembre 1983, Palazzo Brancaleoni, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Regionale delle Marche e della Deputazione di Storia Patria per le Marche, Piobbico, a cura della Amministrazione Comunale di Piobbico, 1985, p. 129 – 140. La citazione è tratta dalle pagine 133 – 134.
Infine, va segnalata la circostanza che nel 1983 Delio Bischi provvide a trascrivere e commentare un interessante inventario del 1729 contenuto nelle pagine 373 – 410 di questo manoscritto; v.: Bischi, Delio, La vita del Palazzo Brancaleoni (inventari inediti 1729 – 1735), Pesaro, Cassa di risparmio di Pesaro, 1983 (F. M.).
(1)A questo punto il repertorio cartaceo redatto da Luigi Moranti reca la dicitura ‘È collocato nell’armadio dove si trovano le pergamene della fam. Brancaleoni’; tale dicitura è stata omessa perché in epoca imprecisata il documento è stato di nuovo collocato all’interno della sezione ‘Volumi’ del Fondo dell’Università, dove attualmente si trova, ovviamente in corrispondenza della posizione 156. Diciture simili trovansi anche alla fine delle voci relative ai volumi Univ. 157 e Univ. 158.
Successivamente Luigi Moranti tornò ad esaminare questo documento, e ne diede una descrizione più dettagliata, che conviene riportare qui di seguito:
Il primo volume (Ms. Univ. 156), cartaceo, legato in cartone, di pagine 611 numerate sul retto e sul verso, compilato nel 1786. È una silloge di 182 documenti numerati. In tutte le carte è impresso il sigillo del notaio Torelli rappresentante un toro che appoggia le zampe anteriori su tre colonnine reggendo un vessillo con un motto in lingua greca: «SPERANZA / SOLA» e, in basso, non manca il suo monogramma: P. P. T. N. [Pietro Paolo Torelli Notaio] Tra le pagine 604 – 605 è intercalato un fascicolo di 20 carte non numerate che evidentemente in origine non faceva parte di questa raccolta, anche se si tratta di un atto notarile stipulato in casa del Conte Matterozzi del Borgo riguardante la vendita di alcuni appezzamenti di terreno. Nelle prime carte il Torelli traccia una sua breve biografia, spiega la sua presenza in casa Brancaleoni e il motivo che lo ha spinto a compiere tale raccolta. I documenti non sono disposti in ordine cronologico, il primo è del 1294 il cui originale si trovava nella biblioteca di Urbania, è una Emphiteosis renovatio in Curia Turris Abadiae in parochia Sancti Laurenti. In genere si tratta di documenti relativi a Emphiteosis, legati, vertenze, censi, ci sono anche i testamenti di Leonello Brancaleoni (1495), di Guido Brancaleoni (1561), di Antonio II Brancaleoni (1597), di Giordano Brancaleoni (1621), di Bernardo Brancaleoni (1668) e di Lucrezia Valentini di Urbania vedova di Pietro Maria Brancaleoni (1733). I1 documento n. 100 è il testamento di Giovanni Brancaleoni in cui è iscritto un lascito per portare a termine la costruzione (o certi lavori) nella Chiesa di San Carlo in Piobbico, con altri lasciti per l’Ospedale di S. Antonio di Piobbico, per la Chiesa di Santa Maria dei Servi e per la Chiesa di Santo Stefano. Interessanti sono pure le doti matrimoniali come quella del documento n. 112 relativa a Virginia Luzi di Cagli andata sposa al Conte Francesco Giuseppe Brancaleoni nel 1673 con una dettagliata descrizione del suo corredo. Tra tanti documenti è degno da segnalare anche il n. 122 (pp. 373 - 410), si tratta di un inventario compilato nel 1729 dopo la morte del Conte Pietro Maria Brancaleoni, vi sono descritti minutamente tutti i beni mobili esistenti nelle singole stanze del suo palazzo con quadri, argenterie ecc., ed anche quelli immobili in cui figurano i terreni, questi ultimi in particolare interessano per i nomi delle località confinanti. Ricordo anche il documento n. 177 (pp. 529 - 551], è una transazione del 1732 fatta dopo la morte del detto Conte Pietro Maria (1729), non avendo egli avuto figli maschi la Camera Apostolica pretende il possesso del Castello di Piobbico in quanto si trovava nel territorio del ducato di Urbino che con la devoluzione del 1631 (dopo la morte di Francesco Maria II della Rovere) era passato alla Santa Chiesa. Proprio in questo documento c’è tutta la cronistoria del feudo di Piobbico e suo territorio con tutte le investiture dei Brancaleoni ecc. In fine al volume c’è un indice cronologico degli atti in cui è indicato sommariamente la natura di essi. V. Moranti, Luigi, Antichi documenti storici della famiglia Brancaleoni esistenti nella Biblioteca Universitaria di Urbino, in: I Brancaleoni e Piobbico. Atti del I Convegno di storia locale, Piobbico 2 - 3 settembre 1983, Palazzo Brancaleoni, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Regionale delle Marche e della Deputazione di Storia Patria per le Marche, Piobbico, a cura della Amministrazione Comunale di Piobbico, 1985, p. 129 – 140. La citazione è tratta dalle pagine 133 – 134.
Infine, va segnalata la circostanza che nel 1983 Delio Bischi provvide a trascrivere e commentare un interessante inventario del 1729 contenuto nelle pagine 373 – 410 di questo manoscritto; v.: Bischi, Delio, La vita del Palazzo Brancaleoni (inventari inediti 1729 – 1735), Pesaro, Cassa di risparmio di Pesaro, 1983 (F. M.).
Physical Type
Volume
Description
Cart., leg. in cartone, sec. XVIII, mm. 260 x 190, cc. n. 611
Preservation
Buono
Language
Italiano
Latino
File / Documentation![]()
Name
UNIV_156_0001.JPG
Size
5.21 MB
Format
JPEG
Checksum (MD5)
e9f9fccf352a4998c3500c17aa3e18c5

