Quietanza
Archival Unit
384
Date Issued
January 28, 1451
Coverage Temporal
XV sec.
Corporate Body
Content
Giovanni di Baldassare [sic] di Foldino da Alio, avendo avuto mandato di procura dal proprio genitore, erede di Maffiolo suo figlio morto in Urbino senza testamento, fa quietanza ad alcuni di tutti i denari e roba pervenuti in sue mani che furono di pertinenza del detto Maffiolo.
Rog. Simone d’Antonio della quadra Pusterla.(1)
Rog. Simone d’Antonio della quadra Pusterla.(1)
Fonds
Archivist's Notes
Busta n. 8
(1) In questo caso, oltre al regesto di Luigi Nardini, sarà opportuno prendere visione anche di quello di Antonio Corradini, sia per le informazioni più dettagliate, sia anche per alcune diversità nella lettura del documento, diversità che per altro solo molto raramente si riscontrano tra i due regestatori. Per quanto riguarda il luogo di provenienza di Giovanni, il personaggio che fa la sua comparsa all’inizio del rogito, la lettura del Corradini, «Pieve di Aessio», che sembra fare riferimento alla città di Jesi, parrebbe più coerente di quella del Nardini, anche perché non è stato possibile disambiguare in maniera convincente la sua versione, «Alio»):
«Giovanni di Baldasarre di Foldino delle [recte ‘della’] Pieve di Aessio avendo avuto il mandato di procura da Baldasarre suo Padre erede di Maffiolo suo figlio morto in Urbino senza testamento, fa quietanza a Fra Arcangelo di Valore Rettore della Chiesa di S. Lucia, a Simone di Guido di Riccio, e a Francesco di Matteo di Giovanni d’Urbino di tutti i denari ed altre robbe di detto Maffiolo pervenute nelle loro mani. Rog. Simone d’Antonio della Quadra di Pusterla d’Urbino.
Il mandato di procura era fatto per mano di Ser Antonio de la porta, e di Ser Alessandro de la turre.»
Corradini, Antonio, Spoglio delle pergamene urbinati (copia di Antonio Rosa), manoscritto cartaceo, legato in cartone, secolo XIX, millimetri 305 x 220, volume II, carta 52 verso (segnatura di collocazione ‘Urbino 107’).
(1) In questo caso, oltre al regesto di Luigi Nardini, sarà opportuno prendere visione anche di quello di Antonio Corradini, sia per le informazioni più dettagliate, sia anche per alcune diversità nella lettura del documento, diversità che per altro solo molto raramente si riscontrano tra i due regestatori. Per quanto riguarda il luogo di provenienza di Giovanni, il personaggio che fa la sua comparsa all’inizio del rogito, la lettura del Corradini, «Pieve di Aessio», che sembra fare riferimento alla città di Jesi, parrebbe più coerente di quella del Nardini, anche perché non è stato possibile disambiguare in maniera convincente la sua versione, «Alio»):
«Giovanni di Baldasarre di Foldino delle [recte ‘della’] Pieve di Aessio avendo avuto il mandato di procura da Baldasarre suo Padre erede di Maffiolo suo figlio morto in Urbino senza testamento, fa quietanza a Fra Arcangelo di Valore Rettore della Chiesa di S. Lucia, a Simone di Guido di Riccio, e a Francesco di Matteo di Giovanni d’Urbino di tutti i denari ed altre robbe di detto Maffiolo pervenute nelle loro mani. Rog. Simone d’Antonio della Quadra di Pusterla d’Urbino.
Il mandato di procura era fatto per mano di Ser Antonio de la porta, e di Ser Alessandro de la turre.»
Corradini, Antonio, Spoglio delle pergamene urbinati (copia di Antonio Rosa), manoscritto cartaceo, legato in cartone, secolo XIX, millimetri 305 x 220, volume II, carta 52 verso (segnatura di collocazione ‘Urbino 107’).
Physical Type
Rotolo
Description
Grave lacerazione in alto a sinistra della pergamena.
Segni evidenti di umidità sulla superficie.
Segni evidenti di umidità sulla superficie.
Preservation
Mediocre
Language
Latino
File / Documentation![]()
Name
00384_A.jpg
Size
12.85 MB
Format
JPEG
Checksum (MD5)
cdc3cb58523e3f2f8e61729ad6194964

