Copia stampata della bolla pontificia di papa Paolo III
Archival Unit
541
Date Issued
November 30, 1539
Coverage Temporal
XVI sec.
Corporate Body
Content
Copia autentica della Bolla per extensum di Papa Paolo III sulla costituzione in Roma dell’Universale Compagnia del Corpus Domini nel Tempio sopra Minerva, fatta ad istanza di Fra Tommaso Stella domenicano, per la città di Urbino.
Rog. Giacomo Bonatti de’ Viperi (Segue la copia dei Capitoli).(1)
Rog. Giacomo Bonatti de’ Viperi (Segue la copia dei Capitoli).(1)
Fonds
Archivist's Notes
Busta n. 11
(1) Si tratta in caso piuttosto singolare, che vale la pena tentare di descrivere dettagliatamente ed il più possibile chiaramente, pur nella consapevolezza delle inevitabili difficoltà.
Benché il sigillo pendente (di cui il librone del Nardini non fa cenno) abbia smarrito i caratteri che a suo tempo lo rendevano riconoscibile, tutto fa supporre che si tratti del sigillo di papa Paolo III, il quale evidentemente credette opportuno inviare una copia edita a stampa della bolla con la quale – presso la basilica romana di Santa Maria sopra Minerva - istituiva la Compagnia del Corpus Domini, a Urbino, a motivo degli interessi in tale iniziativa di tale città, ove da tempo esisteva un sodalizio di fedeli dediti al particolare culto del Santissimo Sacramento (chi volesse approfondire l’argomento può fare riferimento al recente contributo appresso descritto: Cucco, Giuseppe, La Confraternita del Corpus Domini di Urbino. Scrigno di arte storia e umanità, con un saggio sulle Confraternite di Maria Laura Fraternali, Urbino, Accademia Raffaello; Confraternita del Corpus Domini, 2017).
Tuttavia, le aggiunte manoscritte che si trovano all’inizio e alla fine, ed il signum tabellionis di Giacomo Bonatti de’ Viperi con il quale il documento si chiude, fanno sì che l’oggetto assuma lo status di un rogito, con il quale il notaio sostanzialmente accusa ufficialmente la ricezione della lettera pontificia, volta ad accontentare le richieste di Tommaso Stella, detto il Todeschino, frate istriano dell’Ordine dei Predicatori.
A parte il fatto che la legatura è costituita da una pergamena manoscritta (alla quale sarebbe forse opportuno dedicare attenzione), è questa la ragione per la quale l’oggetto fisico di cui si discute è stato collocato all’interno della Raccolta Generale delle Pergamene, benché il suo corpo principale – per di più su supporto cartaceo - sia costituito, come già detto, da un’edizione a stampa (della quale non è stata reperita alcuna catalogazione) pubblicata a Roma e costituita da sei carte recanti all’inizio il titolo appresso indicato:
Bulla Piae ac vniversalis Societatis Sanctissimi Domini Nostri Iesu Christi Corporis in sacra Ede super Mineruam ordinis Praedicatorum nouiter Institute.
Segue il simbolo della Confraternita, una pisside sormontata da un’ostia consacrata. Le ultime parole stampate prima dell’inizio della parte manoscritta sono:
Dat. Romae apud Sanctum Petrum, Anno Incarnationis Dominicae.
La mano del notaio ha aggiunto ‘MDXXXIX’, con riferimento alla bolla pontificia, che sappiamo essere datata 30 Novembre 1539, che però non è sicuro che corrisponda alla data di stampa.
Dopo quello che, mediante gli interventi manoscritti di cui si è parlato, ha assunto le vesti di un vero e proprio atto notarile, il documento presenta un’appendice, un’ulteriore edizione a stampa di quattro carte, anch’essa non censita, il cui titolo è il seguente:
Capitula: et Institutiones piae ac vniversalis Societatis sanctissimi Domini Nostri Iesu Christi Corporis in sacra Ede beatissimę virginis Mariae ordinis Predicatorum super Mineruam Suadente & Praedicante R.[everendo] religioso viro fratre Thomasio Stella eiusdem ordinis nouiter institutae, & Summarium Indulgentiarum eidem Societati concessarum.
Anche in questo caso il frontespizio si conclude con il simbolo della Confraternita.
(1) Si tratta in caso piuttosto singolare, che vale la pena tentare di descrivere dettagliatamente ed il più possibile chiaramente, pur nella consapevolezza delle inevitabili difficoltà.
Benché il sigillo pendente (di cui il librone del Nardini non fa cenno) abbia smarrito i caratteri che a suo tempo lo rendevano riconoscibile, tutto fa supporre che si tratti del sigillo di papa Paolo III, il quale evidentemente credette opportuno inviare una copia edita a stampa della bolla con la quale – presso la basilica romana di Santa Maria sopra Minerva - istituiva la Compagnia del Corpus Domini, a Urbino, a motivo degli interessi in tale iniziativa di tale città, ove da tempo esisteva un sodalizio di fedeli dediti al particolare culto del Santissimo Sacramento (chi volesse approfondire l’argomento può fare riferimento al recente contributo appresso descritto: Cucco, Giuseppe, La Confraternita del Corpus Domini di Urbino. Scrigno di arte storia e umanità, con un saggio sulle Confraternite di Maria Laura Fraternali, Urbino, Accademia Raffaello; Confraternita del Corpus Domini, 2017).
Tuttavia, le aggiunte manoscritte che si trovano all’inizio e alla fine, ed il signum tabellionis di Giacomo Bonatti de’ Viperi con il quale il documento si chiude, fanno sì che l’oggetto assuma lo status di un rogito, con il quale il notaio sostanzialmente accusa ufficialmente la ricezione della lettera pontificia, volta ad accontentare le richieste di Tommaso Stella, detto il Todeschino, frate istriano dell’Ordine dei Predicatori.
A parte il fatto che la legatura è costituita da una pergamena manoscritta (alla quale sarebbe forse opportuno dedicare attenzione), è questa la ragione per la quale l’oggetto fisico di cui si discute è stato collocato all’interno della Raccolta Generale delle Pergamene, benché il suo corpo principale – per di più su supporto cartaceo - sia costituito, come già detto, da un’edizione a stampa (della quale non è stata reperita alcuna catalogazione) pubblicata a Roma e costituita da sei carte recanti all’inizio il titolo appresso indicato:
Bulla Piae ac vniversalis Societatis Sanctissimi Domini Nostri Iesu Christi Corporis in sacra Ede super Mineruam ordinis Praedicatorum nouiter Institute.
Segue il simbolo della Confraternita, una pisside sormontata da un’ostia consacrata. Le ultime parole stampate prima dell’inizio della parte manoscritta sono:
Dat. Romae apud Sanctum Petrum, Anno Incarnationis Dominicae.
La mano del notaio ha aggiunto ‘MDXXXIX’, con riferimento alla bolla pontificia, che sappiamo essere datata 30 Novembre 1539, che però non è sicuro che corrisponda alla data di stampa.
Dopo quello che, mediante gli interventi manoscritti di cui si è parlato, ha assunto le vesti di un vero e proprio atto notarile, il documento presenta un’appendice, un’ulteriore edizione a stampa di quattro carte, anch’essa non censita, il cui titolo è il seguente:
Capitula: et Institutiones piae ac vniversalis Societatis sanctissimi Domini Nostri Iesu Christi Corporis in sacra Ede beatissimę virginis Mariae ordinis Predicatorum super Mineruam Suadente & Praedicante R.[everendo] religioso viro fratre Thomasio Stella eiusdem ordinis nouiter institutae, & Summarium Indulgentiarum eidem Societati concessarum.
Anche in questo caso il frontespizio si conclude con il simbolo della Confraternita.
Physical Type
Rotolo
Preservation
Buono
Language
Latino
File / Documentation![]()
Name
0541_A.jpg
Size
19.08 MB
Format
JPEG
Checksum (MD5)
B4032E880EB5B2175D06EF488C7E3532

