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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/20.500.12731/9047
Title: Composizione astratta
Author: Travaglini, Giovanni
Date: 1962
Secular date: sec. XX
Object ⁄ typology: Dipinto
Subject of the work: Composizione astratta
Technical data: Tecnica mista, collage su tavola, cm 100 x 100
Location of the work: Biblioteca Universitaria San Girolamo
Location: Urbino (PU), PU
Description: 
Un ingegnere napoletano che ha ricoperto alte funzioni istituzionali nel campo urbanistico e politico, all'età di 86 anni, ha deciso di pubblicare e quindi far conoscere la sua pittura informale che ebbe inizio alla fine degli anni Cinquanta e che si è conclusa nel 1974, quindi nell'arco di soli 15 anni. La sua intenzione e la sua ambizione, che sono derivate dalla professione di ingegnere, è stata quella di penetrare e scoprire la materia, assoggettandola e comprendendone la intimità della sua struttura. E quindi vedere diversamente la realtà, il mondo circostante, nella sua interezza e nella sua genesi: la materia, unica e sola fonte di gioia e di meraviglia, una volta che la si sia dispogliata dall'aggrumarsi dei luoghi comuni para poetici, psicologici, intimisti, la materia nella sua genuina essenza di verità rivelata. Il passaggio alla pittura fatta di materiali diversi giustapposti, a quella dei legni bruciati, dei metalli ravvicinati e, finalmente, l'approdo al mondo incantato della plastica, materia nuova, fuor di natura, fatta dall'uomo, e perciò tanto più pronta a modellarsi secondo le singole necessità espressive.
“Siamo al 2011. L’età avanzata -86 anni- mi ha risvegliato il desiderio, cessata la funzione pubblica, di ritornare ancora una volta all’idea del libro. Coraggiosamente lo dò alla stampa raccontando io stesso la mia “pittura” e riportando integralmente gli scritti di Squirru, di Bardi, di Caramel, e di Argan, illustri uomini di cultura che hanno creduto nel mio lavoro e ai quali va la mia profonda gratitudine”.
Giovanni Travaglini ha un rapporto molto forte con il colore e con la lenta combustione delle plastiche. L’osservazione diviene una ricerca che può superare la preoccupazione artistica. La fiamma ossidrica, la manipolazione della materia sono rivolte a dialogare con le forme più inaccessibili racchiuse nelle plastiche. L’opera non è l’approdo di un progetto prestabilito, ma la conquista o la rivelazione di una forma, che Travaglini accetta come espressione finale di una fase.
L’autore percorre due momenti importanti della sua storia artistica: l’emozione per l’allestimento e prima ancora per la creazione delle casse per l’imballaggio.
La storia della mostra al Museo di Arte Moderna di Buenos Aires (novembre 1974) con il testo del filosofo Rafael Squirru e al Museo di Arte Moderna di San Paolo del Brasile con la prefazione del direttore Pietro Maria Bardi (maggio 1975) serbano piacere, consapevolezza, maturità di sguardo. Le opere, che non sono filtrate dal tempo, hanno l’incanto del vigore, dell’innamoramento, della partecipazione.
Le plastiche bruciate bianche, rosse sono l’esaltazione di una scoperta, rammentano le scenografi e di Burri, che sarà stato il suo maestro.
In un’intervista per la mostra Buenos Aires, Travaglini, racconta il suo rapporto dolce e delicato con la materia da cui ottiene forme che sembrano crateri vulcanici.

Tratto da: Giovanni Travaglini : Oltre la materia : una presenza inedita nell'arte informale materica : opere dal 1958 al 1974 / [testi di Pietro Maria Bardi, Rafael Squirru, Luciano Caramel, Giulio Carlo Argan], Napoli : Clean, 2011
Preservation state: 
buono
URI Identifier: http://hdl.handle.net/20.500.12731/9047
License: 
Appears in Collections:Biblioteca Universitaria San Girolamo

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