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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/20.500.12731/7058
Archival Unit: 16
Issue Date: 3-Dec-1274
Chronology: XIII sec
Title: Arbitrato
Content: 
Ranuccio eletto arbitro in una controversia d’interesse, sorta fra i suoi fratelli Bellabranca, Filippo e Montefeltrano, amichevolmente decide nel bene comune.
Rog. Angelo d’Imperial Aula.(1)
Description level: Archivio dei Conti Brancaleoni 
URI Identifier: http://hdl.handle.net/20.500.12731/7058
Archivist's notes: 
Busta 15
(1) Luigi Moranti, in un lavoro dedicato ai documenti del Dugento conservati dalla Biblioteca Universitaria di Urbino, prende in esame questa pergamena, giudicata particolarmente importante, della quale viene riportata la trascrizione integrale preceduta da un riassunto che viene riportato qui di seguito, ad integrazione del regesto di Luigi Nardini sopra riportato:
Bellabranca Brancaleoni, nel maritare la figlia Beatrice le aveva assegnato una dote di 200 libbre togliendole dal patrimonio comune, non ancora diviso con i fratelli Montefeltrano e Filippo.
All’atto della divisione dei beni Bellabranca non intendeva però conteggiare la dote data alla figlia Beatrice, mentre i fratelli Montefeltrano e Filippo pretendevano che venissero loro assegnate, dal patrimonio ancora integro, 100 libbre per ciascuno onde mettersi sullo stesso piano di Bellabranca.
Ne nacque una lite fra le parti, tanto che fu necessario l’intervento di un altro fratello: Ranuccio, canonico feretrano, venuto appositamente per appianare la questione.
Di comune accordo elessero arbitro Ranuccio, il quale si fece promettere solennemente da ambo le parti che si sarebbero rimessi alle sue decisioni.
Ottenuta la conferma, l’arbitro, invocato il nome di Dio, deliberò, riconoscendo Bellabranca evidentemente avvantaggiato, che anche i fratelli Montefeltrano e Filippo, prima di effettuare la divisione dei beni, dovessero avere dal patrimonio globale 100 libbre ciascuno, escludendo poi ogni altra pretensione da parte di questi con la promessa reciproca di osservare perpetuamente l’accordo.
In caso di mancata osservanza, i trasgreditori sarebbero tenuti a pagare il doppio del denaro per cui era sorta la lite.
Questo documento è un altro esempio di arbitrato.
Moranti, Luigi, Carte del secolo XIII nell’Archivio Storico Urbinate, in: Studi in onore di Riccardo Filangieri, v. 1, Napoli, L’Arte Tipografica, 1959, p. 199 – 215.
Physical type: Rotolo
Preservation status: 
Buono
Language: Latino
Project: Attività di acquisizione ottico digitale del Fondo Antico dell'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo 
Appears in Collections:1.1 Sezione Pergamene

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