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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/20.500.12731/3816
Archival Unit: 369
Issue Date: 20-Jul-1446
Chronology: XV sec.
Title: Testamento
Producing entity (organization): Congregazione di Carità 
Content: 
Francesco di Mastro Angelo mercante di Urbino, facendo testamento dispone di varj legati ed istituisce sua erede universale la Fraternita di Piandimercato.
Rog. Giovanni di Ser Matteo.(1)
Fond: Congregazione di Carità 
URI Identifier: http://hdl.handle.net/20.500.12731/3816
Archivist's notes: 
Busta n. 8
(1) Per saperne di più sui ‘varj legati’ occorre esaminare il regesto del Corradini, assai più circostanziato di quello del Nardini:
«Francesco di Mastro Angelo Mercante d’Urbino facendo testamento si elegge la sepoltura nella Chiesa di S. Francesco, alla qual Chiesa lascia una coltre di Vallesio lavorata, e 10 ducati; lascia ai Frati di S. Donato della Corte della Città un panno, ossia copertojo da letto vergato, ossia listato; lascia 10 fiorini alla Chiesa Cattedrale, che si fabbrica di nuovo; lascia alle Chiese di S. Domenico, e di S. Agostino d’Urbino un fiorino per ciascuna.
Lascia alle Chiese di S. Sergio, di S. Lucia, di S. Agata, di S. Bartolo, e di S. Paolo 20 bolognini per ciascuna.
Lascia ai Disciplinati del corpusdomini 10 ducati per la fabbrica della Chiesa, che si edifica di nuovo.
Lascia a Giovanni da Montecerignone suo servo 15 ducati, e che sia vestito coi panni da duolo alla morte del Testatore, ma colla condizione, che non domandi il salario.
Lascia ed ordina, che si restituisca alla sua Moglie Giovanna figlia di Raniero di Cacianove d’Urbino una clausura di terra culta e vignata posta nella Villa di S. Simeone avuta per dote; e più lascia alla detta moglie un pezzo di terra posta nella detta Villa presso il fosso, gli eredi di Coloccio di Mastro Antonio da Genova (de Janua) Cittadino d’Urbino; e più tutti i bonificamenti da esso fatti nelle case di essa; e più tutti i pezzi di terra, che esso comprò da Marco … e da Ser Stefano d’Antonio di Giacomo di Mattiolo, e contiguo al podere di detta Giovanna posto nella Villa, ossia contrada di Campora; e più tutte le massarizie, panni, e mobili di Casa; e più le lascia, vita durante, la terza parte del podere di Campora indiviso con la detta Giovanna, la qual parte il detto testatore comprò da Paolo di Battisto di Andrea di Alberto, come pure un campo posto nella corte della Città nella contrada di Turino, le quali due tenute debbano poi ricadere agli eredi universali, morendo essa, o rimaritandosi.
Lascia a Giovanni suo fratello tutti i panni soppressati e non soppressati (s’è lecito interpretar così la voce fulatos, giacché né la gualchiera, né il purgo, né la tintoria sembrano aver qui luogo) come anche la lana della bottega del testatore, e tutte le masserizie destinate all’arte della lana, tutti i crediti, e libri de crediti della bottega di detta arte della lana.
Lascia ed ordina, che siano dati dieci ducati per ciascuna a 25 Zitelle da maritarsi, che siano povere.
In tutti gl’altri suoi beni instituisce eredi universali i Rettori della Fraternita di Pian di mercato. Rog. Giovanni di Messer Matteo della Quadra di Pusterla nella casa del Testatore posta nel Borgo di Valbona presso la via, i beni di detta Giovanna sua moglie, i beni di Apollonia di Conzo Teotonico d’Urbino, essendo presenti Bartolomeo di Ser Giacomo de Benedetti, Benedetto di Bartolomeo Cialfardoni, Niccolò Di Tomaso Genestra etc. Il detto Testatore morì cinque giorni dopo, cioè alli 25 Luglio 1446.»
Corradini, Antonio, Spoglio delle pergamene urbinati (copia di Antonio Rosa), manoscritto cartaceo, legato in cartone, secolo XIX, millimetri 305 x 220, volume II, carta 85 recto e verso (segnatura di collocazione ‘Urbino 107’).
Physical type: Rotolo
Preservation status: 
Buono
Language: Latino
Project: Attività di acquisizione ottico digitale del Fondo Antico dell'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo 
Appears in Collections:1.1 Sezione Pergamene

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