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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/20.500.12731/3781
Archival Unit: 335
Issue Date: 26-Jul-1438
Chronology: XV sec.
Title: Testamento
Producing entity (organization): Congregazione di Carità 
Content: 
Nicolò di Marco di Guidarello di Urbino, dopo di aver disposto nel tuo testamento di vari legati, istituisce eredi universali di tutti i suoi beni Marco e Matteo suoi nepoti, e figli di Benedetto suo figlio, ed in caso non avessero discendenza, sostituisce loro la Fraternita di Piandimercato.
Rog. Gaspare di Ser Andrea di Staccolo.(1)
Fond: Congregazione di Carità 
URI Identifier: http://hdl.handle.net/20.500.12731/3781
Archivist's notes: 
Busta n. 7
(1) Per avere chiarimenti sui «vari legati» occorre fare riferimento ad Antonio Corradini, autorevole ed infaticabile regestatore dei documenti urbinati:
«Niccolò di Marco di Guidarello d’Urbino fa il suo testamento nel quale lascia 20 ducati da 40 bolognini l’uno alla Chiesa di S. Francesco dove vuole esser sepolto; Lascia alla Cattedrale, alla Chiesa di S. Agostino d’Urbino, e a quella di S. Sergio un ducato per ciascheduna; lascia alla Fraternita dei Disciplinati di S. Maria detta De la bella d’Urbino dieci ducati per la fabbrica di detta Fraternita. Lascia, ed ordina, che si restituiscano a Giovanna figlia di Giovanni di Giacomo de Clavari da S. Angelo in Vado, e moglie del quondam Benedetto figlio di detto Testatore, 400 ducati d’oro avuti per la dote di essa nel contratto del matrimonio, come dall’Istromento rogato Ser Giovanni di Messer Matteo Notaro d’Urbino; lascia alla detta sua nuora il vitto, il vestito, e l’abitazione in casa assieme cogli infrascritti eredi, finche etc. Lascia ad Antonia figlia di detto Testatore, e moglie del Dottore di Medicina Mastro Guido di Lodovico d’Urbino 350 ducati già sborsati per la Dote e più le lascia altri 10 ducati per la parte e falcidia [nel medioevo il termine ‘falcidia’ indicava genericamente la porzione legittima]. Lascia 100 ducati a Lodovico suo Nipote, e figlio del quondam Benedetto figlio di detto Testatore, ma in caso che ritorni a buon senso e giudizio, e riabbia la loquela, lo instituisce erede cogli infrascritti. In tutti gl’altri suoi beni fa erede universale Marco e Matteo suoi Nipoti, e figli di detto Benedetto figlio del Testatore; ed in caso, che questi morissero senza figli, sostituisce loro la Fraternita di Pian di mercato col peso di mantenere, e governare colla Serva in casa del Testatore la detta Giovanna Madre di Marco, di Matteo, e di Lodovico; come anche di dare altri 100 ducati alla detta Antonia fihlia del Testatore, o ai di lei figli. Rog. Gaspare di Ser Andrea di Ser Staccolo della Quadra di Pusterla, ma nella Casa di abitazione del detto Testatore posta nel luogo Castellaccia presso una certa piazza, l’androne, i beni di Battisto di Francesco di Mello, e gl’eredi Ser Paolo di Ser Benedetto d’Urbino, essendo presenti Giovanni di Giacomo de Clavari da Santangelo, Agostino di Giovanni de Cardinali da Firenze, Ventura di Vivolo fabbro, Bernabeo di Picino, e Benedetto suo figlio, Bartolomeo, e Nicoluccio figli di Simone di Bartolo di Parte d’Urbino, e Antonello di Angelo da Spello abitante in Urbino. Il detto Testatore morì nel dì 25 Dicembre 1441. Registr. 7 Gennaro 1442 Quadra di Pusterla cart. 6.»
Corradini, Antonio, Spoglio delle pergamene urbinati (copia di Antonio Rosa), manoscritto cartaceo, legato in cartone, secolo XIX, millimetri 305 x 220, volume II, carte 81 verso – 82 recto (segnatura di collocazione ‘Urbino 107’).
Physical type: Rotolo
Preservation status: 
Buono
Language: Latino
Project: Attività di acquisizione ottico digitale del Fondo Antico dell'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo 
Appears in Collections:1.1 Sezione Pergamene

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