SBArx-PU-CI-002 Conferenza (e dibattito) del professore Francesco Sabatini a Urbino (PU)
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SBArx-PU-CI-002
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Sanzio Balducci registra la conferenza del professor Francesco Sabatini, intitolata Lingue in contatto nella Napoli angioina: a proposito dell'epistola napoletana del Boccaccio, e il successivo dibattito, tenutisi presso l'Università di Urbino.
00:00:00.00 Balducci indica la data, il titolo e il contenuto della conferenza.
00:00:24.32 Leonardo Maria Savoia presenta Francesco Sabatini, illustrandone gli interessi di ricerca, le principali attività scientifiche e il volume Napoli angioina. Cultura e società.
00:05:18.34 Sabatini prende la parola e, dopo i saluti iniziali, introduce il tema della conferenza: l'analisi di un'epistola attribuita a Boccaccio e il confronto tra lingue e tradizioni regionali. Affronta inoltre la questione della dialettofonia italiana e i mutamenti demografici avvenuti nell'area campana e nell'Italia meridionale.
00:13:33.31 Sabatini approfondisce il rapporto tra Napoli e Boccaccio, tema poco studiato dal punto di vista storico, linguistico e letterario. Sottolinea inoltre la scarsa attenzione riservata alle tradizioni linguistiche e letterarie dell'Italia meridionale e richiama l'importanza della dimensione extra-toscana nell'esperienza culturale di Boccaccio.
00:23:55.40 Viene delineato un quadro generale della cultura napoletana nel periodo angioino, assumendo come punto di partenza la proclamazione di Napoli a capitale del Regno. L'attenzione si concentra sui nuovi rapporti con il resto della penisola e con l'entroterra, nonché sulla complessa stratificazione sociale e linguistica sviluppatasi nel Trecento in seguito ai movimenti migratori verso la capitale.
00:31:30.99 Sabatini elenca le lingue e le varietà linguistiche presenti nella Napoli angioina: il napoletano, nelle sue varietà urbane e rurali; le varietà calabro-sicule, particolarmente diffuse; il fiorentino, favorito dai rapporti politico-economici con Firenze; il francese e il provenzale, utilizzati soprattutto negli ambienti aristocratici e a corte. Attraverso l'analisi di alcuni documenti, mostra l'importanza del francese nei primi decenni del Regno e la presenza di numerosi napoletanismi nei testi prodotti localmente. Il toscano, pur limitato inizialmente alle comunità fiorentine, circola attraverso le principali opere letterarie.
00:41:31.09 Sabatini osserva che la produzione scritta in napoletano risulta quantitativamente ridotta, anche a causa della perdita di molte testimonianze documentarie, circostanza che riflette il limitato prestigio sociale attribuito alla varietà locale. Ricorda inoltre il ruolo del latino in specifici ambiti culturali e professionali, come la medicina, la giurisprudenza e la vita ecclesiastica.
00:47:04.49 Nei decenni successivi il francese perde progressivamente centralità, pur lasciando numerose tracce lessicali, mentre il fiorentino si diffonde maggiormente. Sabatini presenta diversi esempi della crescente presenza fiorentina nella società napoletana e descrive il periodo come caratterizzato da una situazione di diglossia tra fiorentino e napoletano. Nella produzione letteraria in prosa e in poesia prevale infatti il modello toscano, salvo rare eccezioni.
00:56:37.42 L'attenzione si sposta sulla permanenza di Boccaccio a Napoli e sui suoi rapporti con l'ambiente culturale cittadino. Sabatini introduce quindi l'epistola, spesso considerata apocrifa, indirizzata a un membro della famiglia Bardi e redatta in una combinazione di toscano e napoletano. Il testo sviluppa il tema della necessità di alternare il lavoro allo svago; dopo un proemio in toscano segue infatti una lettera in napoletano, presentata come il prodotto di tale svago. Sabatini ne legge alcuni brani.
01:05:03.82 Sabatini propone un riassunto del contenuto della lettera, nella quale si comunica la nascita di un figlio e la presenza di Boccaccio a Napoli. Passa poi all'analisi linguistica di alcuni fenomeni, tra cui l'uso del suffisso vezzeggiativo -etta riferito a persone di sesso maschile. Sottolinea tuttavia la necessità di concentrarsi soprattutto sul significato complessivo dell'esperimento linguistico.
01:13:05.95 Sabatini ricorda che il tema dello sdoppiamento dell'identità è ricorrente nelle opere giovanili di Boccaccio e osserva che l'autore della lettera, Giovanni da Parigi, costituisce uno pseudonimo dello stesso Boccaccio. Analizza inoltre alcuni nomi presenti nel testo e identifica personaggi riconducibili ad altre opere boccacciane, tra cui Pietro de' Cangiani.
01:23:59.07 Sabatini espone i risultati dell'analisi linguistica dell'epistola, evidenziando la presenza di numerosi tratti napoletani, fenomeni ipercorrettivi e diversi francesismi, che vengono illustrati nel dettaglio. Conclude interrogandosi sul significato dell'operazione: il testo non sarebbe una parodia della corrispondenza commerciale tra napoletani e fiorentini, bensì un'imitazione che riproduce modelli linguistici vicini alla lingua parlata senza finalità caricaturali o derisorie.
01:36:40.00 Si apre il dibattito. Un partecipante richiama la difficoltà di analizzare un testo scritto in una lingua di cui non si conosce con precisione la norma storica e chiede a Sabatini di illustrare il metodo adottato nello studio dell'epistola. Sabatini risponde spiegando i criteri utilizzati per individuare e interpretare alcune anomalie formali, soffermandosi in particolare su fenomeni di dittongazione e su altre caratteristiche linguistiche del testo.
01:45:29.28 Balducci interviene con una riflessione sull'impiego del vezzeggiativo maschile in -etta. Sabatini approfondisce l'argomento, discutendone il valore linguistico e interpretativo. La conversazione si sposta poi sul tema della vocale indistinta nel napoletano e sulle sue possibili implicazioni per l'analisi del testo.
01:50:41.70 Sabatini richiama l'attenzione su alcune interpretazioni problematiche presenti nell'epistola. Esamina in particolare la forma Ja., ipotizzata come abbreviazione di Giovanni, e il termine Machinti, per il quale propone diverse possibili spiegazioni, tra cui l'abbreviazione del nome di un'eroina o un anagramma.
01:58:23.67 Balducci suggerisce un collegamento tra ancuccia e agucchia, ipotizzando una possibile allusione lessicale. Sabatini riflette sulla frequenza di simili giochi linguistici e allusioni nelle opere di Boccaccio, osservando come tali aspetti siano stati finora oggetto di studi limitati.
02:04:39.32 Il dibattito prosegue con ulteriori osservazioni sul possibile valore anagrammatico di Machinti, sul dittongamento in -iello e su alcuni tratti riconducibili alla lingua parlata presenti nell'epistola, tra cui fenomeni di betacismo in posizione postpausale.
00:00:00.00 Balducci indica la data, il titolo e il contenuto della conferenza.
00:00:24.32 Leonardo Maria Savoia presenta Francesco Sabatini, illustrandone gli interessi di ricerca, le principali attività scientifiche e il volume Napoli angioina. Cultura e società.
00:05:18.34 Sabatini prende la parola e, dopo i saluti iniziali, introduce il tema della conferenza: l'analisi di un'epistola attribuita a Boccaccio e il confronto tra lingue e tradizioni regionali. Affronta inoltre la questione della dialettofonia italiana e i mutamenti demografici avvenuti nell'area campana e nell'Italia meridionale.
00:13:33.31 Sabatini approfondisce il rapporto tra Napoli e Boccaccio, tema poco studiato dal punto di vista storico, linguistico e letterario. Sottolinea inoltre la scarsa attenzione riservata alle tradizioni linguistiche e letterarie dell'Italia meridionale e richiama l'importanza della dimensione extra-toscana nell'esperienza culturale di Boccaccio.
00:23:55.40 Viene delineato un quadro generale della cultura napoletana nel periodo angioino, assumendo come punto di partenza la proclamazione di Napoli a capitale del Regno. L'attenzione si concentra sui nuovi rapporti con il resto della penisola e con l'entroterra, nonché sulla complessa stratificazione sociale e linguistica sviluppatasi nel Trecento in seguito ai movimenti migratori verso la capitale.
00:31:30.99 Sabatini elenca le lingue e le varietà linguistiche presenti nella Napoli angioina: il napoletano, nelle sue varietà urbane e rurali; le varietà calabro-sicule, particolarmente diffuse; il fiorentino, favorito dai rapporti politico-economici con Firenze; il francese e il provenzale, utilizzati soprattutto negli ambienti aristocratici e a corte. Attraverso l'analisi di alcuni documenti, mostra l'importanza del francese nei primi decenni del Regno e la presenza di numerosi napoletanismi nei testi prodotti localmente. Il toscano, pur limitato inizialmente alle comunità fiorentine, circola attraverso le principali opere letterarie.
00:41:31.09 Sabatini osserva che la produzione scritta in napoletano risulta quantitativamente ridotta, anche a causa della perdita di molte testimonianze documentarie, circostanza che riflette il limitato prestigio sociale attribuito alla varietà locale. Ricorda inoltre il ruolo del latino in specifici ambiti culturali e professionali, come la medicina, la giurisprudenza e la vita ecclesiastica.
00:47:04.49 Nei decenni successivi il francese perde progressivamente centralità, pur lasciando numerose tracce lessicali, mentre il fiorentino si diffonde maggiormente. Sabatini presenta diversi esempi della crescente presenza fiorentina nella società napoletana e descrive il periodo come caratterizzato da una situazione di diglossia tra fiorentino e napoletano. Nella produzione letteraria in prosa e in poesia prevale infatti il modello toscano, salvo rare eccezioni.
00:56:37.42 L'attenzione si sposta sulla permanenza di Boccaccio a Napoli e sui suoi rapporti con l'ambiente culturale cittadino. Sabatini introduce quindi l'epistola, spesso considerata apocrifa, indirizzata a un membro della famiglia Bardi e redatta in una combinazione di toscano e napoletano. Il testo sviluppa il tema della necessità di alternare il lavoro allo svago; dopo un proemio in toscano segue infatti una lettera in napoletano, presentata come il prodotto di tale svago. Sabatini ne legge alcuni brani.
01:05:03.82 Sabatini propone un riassunto del contenuto della lettera, nella quale si comunica la nascita di un figlio e la presenza di Boccaccio a Napoli. Passa poi all'analisi linguistica di alcuni fenomeni, tra cui l'uso del suffisso vezzeggiativo -etta riferito a persone di sesso maschile. Sottolinea tuttavia la necessità di concentrarsi soprattutto sul significato complessivo dell'esperimento linguistico.
01:13:05.95 Sabatini ricorda che il tema dello sdoppiamento dell'identità è ricorrente nelle opere giovanili di Boccaccio e osserva che l'autore della lettera, Giovanni da Parigi, costituisce uno pseudonimo dello stesso Boccaccio. Analizza inoltre alcuni nomi presenti nel testo e identifica personaggi riconducibili ad altre opere boccacciane, tra cui Pietro de' Cangiani.
01:23:59.07 Sabatini espone i risultati dell'analisi linguistica dell'epistola, evidenziando la presenza di numerosi tratti napoletani, fenomeni ipercorrettivi e diversi francesismi, che vengono illustrati nel dettaglio. Conclude interrogandosi sul significato dell'operazione: il testo non sarebbe una parodia della corrispondenza commerciale tra napoletani e fiorentini, bensì un'imitazione che riproduce modelli linguistici vicini alla lingua parlata senza finalità caricaturali o derisorie.
01:36:40.00 Si apre il dibattito. Un partecipante richiama la difficoltà di analizzare un testo scritto in una lingua di cui non si conosce con precisione la norma storica e chiede a Sabatini di illustrare il metodo adottato nello studio dell'epistola. Sabatini risponde spiegando i criteri utilizzati per individuare e interpretare alcune anomalie formali, soffermandosi in particolare su fenomeni di dittongazione e su altre caratteristiche linguistiche del testo.
01:45:29.28 Balducci interviene con una riflessione sull'impiego del vezzeggiativo maschile in -etta. Sabatini approfondisce l'argomento, discutendone il valore linguistico e interpretativo. La conversazione si sposta poi sul tema della vocale indistinta nel napoletano e sulle sue possibili implicazioni per l'analisi del testo.
01:50:41.70 Sabatini richiama l'attenzione su alcune interpretazioni problematiche presenti nell'epistola. Esamina in particolare la forma Ja., ipotizzata come abbreviazione di Giovanni, e il termine Machinti, per il quale propone diverse possibili spiegazioni, tra cui l'abbreviazione del nome di un'eroina o un anagramma.
01:58:23.67 Balducci suggerisce un collegamento tra ancuccia e agucchia, ipotizzando una possibile allusione lessicale. Sabatini riflette sulla frequenza di simili giochi linguistici e allusioni nelle opere di Boccaccio, osservando come tali aspetti siano stati finora oggetto di studi limitati.
02:04:39.32 Il dibattito prosegue con ulteriori osservazioni sul possibile valore anagrammatico di Machinti, sul dittongamento in -iello e su alcuni tratti riconducibili alla lingua parlata presenti nell'epistola, tra cui fenomeni di betacismo in posizione postpausale.
Author(s)
Agent(s)
Place Of Detection
Date Issued
December 5, 1980
Language
Italiano
Notes
Area dell'identificazione
– Segnatura: SBArx-PU-CI-002
– Consistenza dell’unità documentaria: 02:12:29 di 1 bobina (SBArx-B-003)
– Segnatura: SBArx-PU-CI-002
– Consistenza dell’unità documentaria: 02:12:29 di 1 bobina (SBArx-B-003)
Keywords
Linguistica
Conferenza
Boccaccio
License
CC BY-NC-ND
File Type
Audio
Event Time
02:12:29
Audio/Video File Encoding
audio/wav
Number Of Channels
2 ch
Sample Rate
48 KHz
Bits Per Sample
24 bit
Physical Description Of The Medium
Nastro magnetico (bobina)
Preservation Status
Buono
Digital tools
– Software: WavePad Software Editor Audio
– Altoparlanti: M-Audio BX4BT
– Registratore: Studer A807 Recorder-Reproducer
– Scheda audio: Komplete Audio 6 MK2
– Mixer: Allen&Heath ZEDi10FX
– Altoparlanti: M-Audio BX4BT
– Registratore: Studer A807 Recorder-Reproducer
– Scheda audio: Komplete Audio 6 MK2
– Mixer: Allen&Heath ZEDi10FX
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