SBArx-MCM-DF-M-003 Ricerca sui cordai di Jesi (AN) (informatore 3)
Identifier
SBArx-MCM-DF-M-003
Fonds
Content
Una studentessa intervista per una ricerca il terzo informatore, uno degli ultimi cordai di Jesi (AN), che racconta il proprio mestiere.
[00:00:00.00] L'intervistatrice chiede di raccontare come abbia iniziato il mestiere di cordaio, a quattordici anni, seguendo le orme del padre e del nonno. L'informatore parla della concorrenza dei macchinari e descrive la propria giornata lavorativa, ricordando anche alcuni dei luoghi più frequentati, tra cui le zone nei pressi della chiesa di San Sebastiano, Montefano e Filottrano.
[00:08:19.37] L'intervistatrice chiede quante corde venissero prodotte, circa un quintale al giorno, e quali tipi di corde fossero realizzati, precisando che non veniva utilizzata la canapa destinata a rendere la corda più morbida. Il cordaio ricorda alcuni elementi e prodotti del mestiere, tra cui birocci, cavezzoni e cavezze. L'intervistatrice chiede quindi di ricostruire l'intero processo di lavorazione, a partire dalla canapa. L'informatore racconta della raccolta della materia prima in Emilia, della pettinatura, effettuata in base alla qualità della corda da produrre, e del lavoro del canapino. Descrive poi il lavoro del cordaio, che avvolgeva la corda intorno alla cintura mentre alcuni assistenti facevano girare la ruota. Si parla anche dei sistemi utilizzati per riscaldarsi durante il lavoro e degli indumenti indossati.
[00:13:16.35] L'intervistatrice chiede di spiegare che cosa fosse il garbino, uno degli strumenti utilizzati nella produzione delle corde e spesso maneggiato da un ragazzo. Il cordaio descrive inoltre la ruota, illustrandone i materiali, la posizione e il funzionamento.
[00:17:49.43] L'informatore descrive, su sollecitazione dell'intervistatrice, la treccia, una corda impiombata formata da tre parti, e riprende la descrizione della ruota e delle girelle, mostrando nel frattempo alcuni degli oggetti citati. Spiega inoltre quali tipi di corde vengano ancora prodotti, in particolare quelle destinate alla campagna e quelle utilizzate sulle navi.
[00:24:12.23] L'intervistatrice chiede che cosa mangiassero durante la giornata di lavoro e l'informatore illustra le diverse possibilità, tra il ritorno a casa e la sosta all'osteria. Riprende poi il racconto descrivendo lo strumento utilizzato dal canapino per pettinare la canapa.
[00:27:25.46] L'intervistatrice chiede come venisse coltivata la canapa e in quali zone dell'Emilia e della Romagna. L'informatore confronta le varietà coltivate nelle Marche con quelle della Romagna e parla delle corde utilizzate per legare le corna degli animali da cortile. L'intervistatrice chiede quindi di descrivere il rastello, uno strumento formato da chiodi e utilizzato per separare i fili mentre la corda veniva attorcigliata.
[00:33:33.57] Il cordaio torna a parlare delle fiere e della loro organizzazione. Illustra quindi i luoghi in cui venivano realizzate le corde più lunghe senza impiombatura e descrive i diversi tipi di ruota utilizzati nel corso della sua attività, anche dopo averne ristrutturate alcune già in uso. Accenna infine ad altre fibre utilizzate meno frequentemente, come il lino e la juta.
[00:40:50.47] L'informatore spiega come venisse utilizzata la juta e come venissero impiegati gli scarti di altre corde e la stoppa. Precisa che la canapa non veniva utilizzata per le corde di recupero. Ripercorre quindi la propria carriera, soffermandosi sulle difficoltà causate dalla concorrenza dei nuovi macchinari, e torna a parlare degli apprendisti più giovani.
[00:47:50.46] L'intervistatrice chiede se avesse rapporti con altri cordai di Orciano e Ripe e dove venisse acquistata la canapa, generalmente in Romagna. L'informatore spiega nuovamente il processo di macerazione della canapa.
[00:49:50.98] Il cordaio parla dei rapporti con gli altri artigiani, caratterizzati da una solidarietà limitata dalla necessità di guadagnare, e ricorda alcuni luoghi legati alla propria vita e altri cordai conosciuti nel corso della sua attività. L'intervistatrice nomina infine altri cordai della zona e di Ripe.
[00:00:00.00] L'intervistatrice chiede di raccontare come abbia iniziato il mestiere di cordaio, a quattordici anni, seguendo le orme del padre e del nonno. L'informatore parla della concorrenza dei macchinari e descrive la propria giornata lavorativa, ricordando anche alcuni dei luoghi più frequentati, tra cui le zone nei pressi della chiesa di San Sebastiano, Montefano e Filottrano.
[00:08:19.37] L'intervistatrice chiede quante corde venissero prodotte, circa un quintale al giorno, e quali tipi di corde fossero realizzati, precisando che non veniva utilizzata la canapa destinata a rendere la corda più morbida. Il cordaio ricorda alcuni elementi e prodotti del mestiere, tra cui birocci, cavezzoni e cavezze. L'intervistatrice chiede quindi di ricostruire l'intero processo di lavorazione, a partire dalla canapa. L'informatore racconta della raccolta della materia prima in Emilia, della pettinatura, effettuata in base alla qualità della corda da produrre, e del lavoro del canapino. Descrive poi il lavoro del cordaio, che avvolgeva la corda intorno alla cintura mentre alcuni assistenti facevano girare la ruota. Si parla anche dei sistemi utilizzati per riscaldarsi durante il lavoro e degli indumenti indossati.
[00:13:16.35] L'intervistatrice chiede di spiegare che cosa fosse il garbino, uno degli strumenti utilizzati nella produzione delle corde e spesso maneggiato da un ragazzo. Il cordaio descrive inoltre la ruota, illustrandone i materiali, la posizione e il funzionamento.
[00:17:49.43] L'informatore descrive, su sollecitazione dell'intervistatrice, la treccia, una corda impiombata formata da tre parti, e riprende la descrizione della ruota e delle girelle, mostrando nel frattempo alcuni degli oggetti citati. Spiega inoltre quali tipi di corde vengano ancora prodotti, in particolare quelle destinate alla campagna e quelle utilizzate sulle navi.
[00:24:12.23] L'intervistatrice chiede che cosa mangiassero durante la giornata di lavoro e l'informatore illustra le diverse possibilità, tra il ritorno a casa e la sosta all'osteria. Riprende poi il racconto descrivendo lo strumento utilizzato dal canapino per pettinare la canapa.
[00:27:25.46] L'intervistatrice chiede come venisse coltivata la canapa e in quali zone dell'Emilia e della Romagna. L'informatore confronta le varietà coltivate nelle Marche con quelle della Romagna e parla delle corde utilizzate per legare le corna degli animali da cortile. L'intervistatrice chiede quindi di descrivere il rastello, uno strumento formato da chiodi e utilizzato per separare i fili mentre la corda veniva attorcigliata.
[00:33:33.57] Il cordaio torna a parlare delle fiere e della loro organizzazione. Illustra quindi i luoghi in cui venivano realizzate le corde più lunghe senza impiombatura e descrive i diversi tipi di ruota utilizzati nel corso della sua attività, anche dopo averne ristrutturate alcune già in uso. Accenna infine ad altre fibre utilizzate meno frequentemente, come il lino e la juta.
[00:40:50.47] L'informatore spiega come venisse utilizzata la juta e come venissero impiegati gli scarti di altre corde e la stoppa. Precisa che la canapa non veniva utilizzata per le corde di recupero. Ripercorre quindi la propria carriera, soffermandosi sulle difficoltà causate dalla concorrenza dei nuovi macchinari, e torna a parlare degli apprendisti più giovani.
[00:47:50.46] L'intervistatrice chiede se avesse rapporti con altri cordai di Orciano e Ripe e dove venisse acquistata la canapa, generalmente in Romagna. L'informatore spiega nuovamente il processo di macerazione della canapa.
[00:49:50.98] Il cordaio parla dei rapporti con gli altri artigiani, caratterizzati da una solidarietà limitata dalla necessità di guadagnare, e ricorda alcuni luoghi legati alla propria vita e altri cordai conosciuti nel corso della sua attività. L'intervistatrice nomina infine altri cordai della zona e di Ripe.
Author(s)
Agent(s)
Place Of Detection
Date Issued
July 1996
Language
Italiano
Altra
Notes
Area dell'identificazione
– Segnatura: SBArx-MCM-DF-M-003
– Consistenza dell’unità documentaria: 00:55:44 di 1 audiocassetta (SBArx-AC-074)
– Segnatura: SBArx-MCM-DF-M-003
– Consistenza dell’unità documentaria: 00:55:44 di 1 audiocassetta (SBArx-AC-074)
Area del contesto
– Storia archivistica dell’unità documentaria: A seguito della donazione del fondo, è stata creata una strutturazione archivistica che ha introdotto un principio di ordinamento non esistente nella situazione del soggetto produttore e che consiste in 10 serie, 5 sottoserie e 3 sotto-sottoserie. I supporti sono stati digitalizzati nel Laboratorio audio-video dell'Università di Urbino e descritti utilizzando i metadati provenienti dal progetto Archivio Vi.Vo., implementati in seguito all'interno di SDH
– Modalità di acquisizione e versamento dell’unità documentaria: Donazione del Fondo audiovisivo Sanzio Balducci di Sanzio Balducci all'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo da parte del prof. Sanzio Balducci (Delibera CdA n. 44 del 28/02/2023)
– Storia archivistica dell’unità documentaria: A seguito della donazione del fondo, è stata creata una strutturazione archivistica che ha introdotto un principio di ordinamento non esistente nella situazione del soggetto produttore e che consiste in 10 serie, 5 sottoserie e 3 sotto-sottoserie. I supporti sono stati digitalizzati nel Laboratorio audio-video dell'Università di Urbino e descritti utilizzando i metadati provenienti dal progetto Archivio Vi.Vo., implementati in seguito all'interno di SDH
– Modalità di acquisizione e versamento dell’unità documentaria: Donazione del Fondo audiovisivo Sanzio Balducci di Sanzio Balducci all'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo da parte del prof. Sanzio Balducci (Delibera CdA n. 44 del 28/02/2023)
Area relativa alle condizioni di accesso e di utilizzazione
– Condizioni che regolano l’accesso all’unità documentaria: Previa richiesta al Settore Biblioteche di Ateneo dell'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
– Condizioni che regolano la riproduzione dell’unità documentaria: È vietata la riproduzione, anche parziale, dei materiali senza il consenso dei detentori dei diritti
– Condizioni che regolano l’accesso all’unità documentaria: Previa richiesta al Settore Biblioteche di Ateneo dell'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
– Condizioni che regolano la riproduzione dell’unità documentaria: È vietata la riproduzione, anche parziale, dei materiali senza il consenso dei detentori dei diritti
Area delle informazioni relative a documentazione collegata
– Esistenza e localizzazione degli originali: Laboratorio audio-video dell'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
– Esistenza e localizzazione di copie: Laboratorio audio-video dell'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
– Bibliografia: -
– Esistenza e localizzazione degli originali: Laboratorio audio-video dell'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
– Esistenza e localizzazione di copie: Laboratorio audio-video dell'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
– Bibliografia: -
Area di controllo della descrizione
– Archivista/compilatore: Elia Bedussi
– Archivista/compilatore: Elia Bedussi
Keywords
Mestieri tradizionali
Cordaio
Jesi
License
CC BY-NC-ND
File Type
Audio
Event Time
00:55:44
Audio/Video File Encoding
audio/mp3
Number Of Channels
2 ch
Sample Rate
48 KHz
Bits Per Sample
24 bit
Physical Description Of The Medium
Nastro magnetico (audiocassetta)
Preservation Status
Buono
Digital tools
– Software: WavePad Software Editor Audio
– Altoparlanti: M-Audio BX4BT
– Registratore: Studer A807 Recorder-Reproducer
– Scheda audio: Komplete Audio 6 MK2
– Mixer: Allen&Heath ZEDi10FX
– Altoparlanti: M-Audio BX4BT
– Registratore: Studer A807 Recorder-Reproducer
– Scheda audio: Komplete Audio 6 MK2
– Mixer: Allen&Heath ZEDi10FX
File / Documentation![]()
Name
SBArx-MCM-DF-M-003.mp3
Size
73.1 MB
Format
MP3
Checksum (MD5)
cde4f67cc55ee4e2be29acd3b46856db

