SBArx-PU-DF-FTO-063 Tradizioni e folclore a Gradara (PU) (informatore 3) (II)
Identifier
SBArx-PU-DF-FTO-063
Content
Sanzio Balducci registra la seconda parte dell'intervista al terzo informatore a Gradara (PU), nell'ambito di una ricerca sul folclore, il ciclo dell'anno e le tradizioni locali. Interviene anche un altro informatore che partecipa alla conversazione.
[00:00:00.00] I due informatori descrivono le chiese di Gradara e un meccanismo utilizzato per annunciare l'ora.
[00:01:40.05] Si passa alle tradizioni della Domenica in Albis (la festa del crocifisso miracoloso, con processione e fuochi, oggi ridimensionata, e il gioco con le uova "fuori il verde").
[00:04:40.68] L'intervistatore chiede quali fossero i cibi tipici della Pasqua (ciambellone e crescia). L'informatore propone inoltre una dura riflessione sulla vita durante il regime fascista.
[00:09:06.68] L'informatore parla del Primo Maggio (le bandiere rosse che i socialisti collocavano sugli alberi del paese). L'intervistatore introduce poi la tradizione della prima domenica di maggio (il pellegrinaggio a Saludecio in occasione del miracolo attribuito a un beato).
[00:13:58.50] Vengono ricordate diverse tradizioni del ciclo dell'anno: l'Ascensione (processione con un tendone e un altare all'aperto), la Pentecoste, detta anche Pasqua Rosa (con il rapporto tra contadini e padroni), Sant'Antonio da Padova (la credenza delle tredici grazie del giorno), San Giovanni Battista (le credenze legate alla rugiada, alle erbe raccolte in bottiglia che al mattino assumevano proprietà particolari e ai fuochi) e Santa Lucia (la fiera a San Giovanni e le castagne donate alle fidanzate).
[00:21:29.71] Si parla delle tradizioni di San Clemente. L'informatore racconta alcune feste e fiere dedicate al bestiame in Romagna, alcune delle quali trasmesse anche alla radio, e descrive la burocrazia legata alla mezzadria (le date dei contratti e i periodi per conferme o disdette). Ricorda inoltre il rapporto con gli anziani del paese e i racconti da loro tramandati.
[00:25:38.91] L'intervistatore chiede quali fossero i cibi tipici del Natale (cappelletti) e vengono ricordate altre tradizioni (il presepe, poco diffuso prima della guerra; il ceppo che doveva rimanere acceso per tutto il periodo festivo; l'inizio dei balli da Santo Stefano, con charleston e boogie-woogie, e i corteggiamenti e le rivalità tra paesi vicini).
[00:00:00.00] I due informatori descrivono le chiese di Gradara e un meccanismo utilizzato per annunciare l'ora.
[00:01:40.05] Si passa alle tradizioni della Domenica in Albis (la festa del crocifisso miracoloso, con processione e fuochi, oggi ridimensionata, e il gioco con le uova "fuori il verde").
[00:04:40.68] L'intervistatore chiede quali fossero i cibi tipici della Pasqua (ciambellone e crescia). L'informatore propone inoltre una dura riflessione sulla vita durante il regime fascista.
[00:09:06.68] L'informatore parla del Primo Maggio (le bandiere rosse che i socialisti collocavano sugli alberi del paese). L'intervistatore introduce poi la tradizione della prima domenica di maggio (il pellegrinaggio a Saludecio in occasione del miracolo attribuito a un beato).
[00:13:58.50] Vengono ricordate diverse tradizioni del ciclo dell'anno: l'Ascensione (processione con un tendone e un altare all'aperto), la Pentecoste, detta anche Pasqua Rosa (con il rapporto tra contadini e padroni), Sant'Antonio da Padova (la credenza delle tredici grazie del giorno), San Giovanni Battista (le credenze legate alla rugiada, alle erbe raccolte in bottiglia che al mattino assumevano proprietà particolari e ai fuochi) e Santa Lucia (la fiera a San Giovanni e le castagne donate alle fidanzate).
[00:21:29.71] Si parla delle tradizioni di San Clemente. L'informatore racconta alcune feste e fiere dedicate al bestiame in Romagna, alcune delle quali trasmesse anche alla radio, e descrive la burocrazia legata alla mezzadria (le date dei contratti e i periodi per conferme o disdette). Ricorda inoltre il rapporto con gli anziani del paese e i racconti da loro tramandati.
[00:25:38.91] L'intervistatore chiede quali fossero i cibi tipici del Natale (cappelletti) e vengono ricordate altre tradizioni (il presepe, poco diffuso prima della guerra; il ceppo che doveva rimanere acceso per tutto il periodo festivo; l'inizio dei balli da Santo Stefano, con charleston e boogie-woogie, e i corteggiamenti e le rivalità tra paesi vicini).
Author(s)
Agent(s)
Place Of Detection
Date Issued
1981
Language
Italiano
Altra
Notes
Area dell'identificazione
– Segnatura: SBArx-PU-DF-FTO-063
– Consistenza dell’unità documentaria: 00:32:04 di 1 audiocassetta (SBArx-AC-213)
– Segnatura: SBArx-PU-DF-FTO-063
– Consistenza dell’unità documentaria: 00:32:04 di 1 audiocassetta (SBArx-AC-213)
Keywords
Tradizioni
Folclore
Pesaro e Urbino
License
CC BY-NC-ND
File Type
Audio
Event Time
00:32:04
Audio/Video File Encoding
audio/wav
Number Of Channels
2 ch
Sample Rate
48 KHz
Bits Per Sample
24 bit
Physical Description Of The Medium
Nastro magnetico (audiocassetta)
Preservation Status
Buono
Digital tools
– Software: WavePad Software Editor Audio
– Altoparlanti: M-Audio BX4BT
– Registratore: Studer A807 Recorder-Reproducer
– Scheda audio: Komplete Audio 6 MK2
– Mixer: Allen&Heath ZEDi10FX
– Altoparlanti: M-Audio BX4BT
– Registratore: Studer A807 Recorder-Reproducer
– Scheda audio: Komplete Audio 6 MK2
– Mixer: Allen&Heath ZEDi10FX

